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stato dell'arte

Processo Civile Telematico, il punto: che si può fare e cosa resta

Il Processo Civile Telematico ha scelto una obbligatorietà graduale, ma ancora incompleta. Mancano all’appello non solo gli atti introduttivi, ma anche il deposito telematico nei procedimenti presso i Giudici di Pace, la Corte di Cassazione, alcuni Tribunali con competenze speciali per i quali a breve si attendono sviluppi

22 Dic 2017

Valentina Carollo

avvocato e presidente Centro Studi Processo Telematico

Maurizio Reale

avvocato Centro Studi Processo Telematico

Giustizia digitale

Il Processo Civile Telematico, dopo sperimentazioni, entrate in vigore differite, provvedimenti autorizzativi solo per alcuni Tribunali, è diventato obbligatorio nei confronti di tutti i procedimenti per decreto ingiuntivo e per i nuovi procedimenti instaurati in primo grado presso i Tribunali e per le parti già costituite il 30 giugno 2014.

Dal 30 dicembre 2014 è diventato obbligatorio anche per i processi in corso e dal 31 marzo 2015 l’obbligatorietà è stata disposta per le iscrizioni a ruolo dei procedimenti esecutivi mobiliari, immobiliari e presso terzi mentre, il 30 giugno 2015, è diventato obbligatorio per tutti gli atti delle parti costituite avanti le Corti di Appello.

Processo Civile Telematico, cosa manca ancora

Il civile ha scelto una obbligatorietà graduale, quindi, ma ancora incompleta. Mancano all’appello non solo gli atti introduttivi (oggi facoltativamente depositati in telematico), che determinano la compresenza di un fascicolo cartaceo e telematico, ma anche il deposito telematico nei procedimenti presso i Giudici di Pace, la Corte di Cassazione, alcuni Tribunali con competenze speciali (es. minorenni), per i quali a breve si attendono importanti sviluppi.

Processo Civile Telematico, le fonti

Le fonti del Processo Telematico ruotano perlopiù attorno a previsioni contenute in Decreti Legge. In particolare nel D.L. n. 18 ottobre 2012 n. 179, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, ma anche nel Decreto legge n. 193 del 29 dicembre 2009, convertito con modificazioni dalla L. 22 febbraio 2010, n. 24.

La regolamentazione generale è contenuta nel Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che fa salve le disposizioni sul processo telematico in diverse disposizioni, nel regolamento eIDAS, al quale il CAD rimanda, e in disposizioni del Codice di procedura Civile.

Lo schema normativo è tipico del processo telematico: normativa primaria, normativa secondaria (che ritroviamo nel Decreto Ministeriale n. 44 del 21 febbraio 2011 – regole tecniche) e normativa regolamentare.

Il Processo Civile Telematico viene regolamentato nel dettaglio da specifiche tecniche, ovvero dal Provvedimento del Direttore DGSIA del 16 aprile 2014 e successive modifiche.

Ma ciò non basta: ad integrare le disposizioni si trova anche una circolare, persino in una versione “consolidata” a seguito di modifiche ed integrazioni, del 23 ottobre 2015.

Per le notifiche a mezzo PEC, invece, la normativa di riferimento è la Legge n. 53 del 1994, integrata dalle disposizioni regolamentari sopra richiamate.

Autorità ed infrastrutture

Il Processo Civile Telematico dipende dal Ministero della Giustizia e la sua realizzazione pratica è demandata alla sua Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati – DGSIA.

Il sistema del Processo Civile Telematico si basa su due sistemi: il SICID, Sistema Informatico Contenzioso Civile Distrettuale, e il SIECIC, Sistema informativo per le esecuzioni Civili Individuali e Concorsuali.

Software per il Processo Civile Telematico

L’avvocato, il consulente tecnico e i vari attori del processo che vogliono depositare un atto telematico devono utilizzare un software “imbustatore”, che crea una c.d. “busta telematica” con formato *.enc (encripted) che viene inviata all’Ufficio Giudiziario in modalità sicura. Il Ministero mette a disposizione di chiunque sul proprio sito le specifiche tecniche di interfaccia e le modifiche in modo che il mercato possa fornire il necessario software per il deposito.

Per creare gli atti del processo telematico è necessario un redattore atti (suite di office, open office, etc), una casella di Posta elettronica Certificata e una firma digitale.

Formati e firme digitali

Gli atti nel PCT sono in formato PDF “nativo digitale” cioè la trasformazione in PDF di un file di testo. Tuttavia, in molti casi ancora troviamo scansioni di atti (ad esempio nelle procedure esecutive o le citazioni notificate tradizionalmente se depositate in tale modalità).

Per i documenti allegati sono ammessi i formati pdf, txt, rtf, xml, gif, jpg, tiff, eml, msg, anche nei formati compressi zip, rar, arj.

Dopo alcuni anni di esclusivo utilizzo di firme CAdES-BES, il Processo Civile Telematico ammette, dal 16 aprile 2014 con la pubblicazione delle nuove specifiche tecniche, anche firme PAdES-BES.

Deposito Atti

Nel Processo Civile Telematico il deposito telematico si effettua esclusivamente tramite PEC agli indirizzi PEC dedicati degli Uffici Giudiziari utilizzando un software apposito fornito dal mercato delle software house.

Il deposito si perfeziona con il ricevimento della ricevuta di avvenuta consegna delle PEC, rimanendo condizionato nella definitiva accettazione dal positivo superamento dei controlli automatici operato dai sistemi e dall’accettazione materiale del deposito da parte della cancelleria.

Notifiche via PEC e registri

Le notifiche a mezzo PEC nel Processo Civile sono regolate dalla Legge n. 53 del 1994 e da alcune fonti richiamate (D.L. 179/12, convertito con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, che rimanda a sua volta alla normativa tecnica).

Le notifiche a mezzo PEC nel processo civile sono effettuate a indirizzi estratti dai Pubblici elenchi di cui all’art. 16 ter del D.L. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221: INIPEC, Registro PP.AA., ReGIndE e Registro imprese.

Attestazioni di conformità

Il Processo Civile Telematico disciplina diverse ipotesi di attestazioni di conformità: per le copie di atti estratte o depositate nel fascicolo telematico (attestazione nel medesimo file o in file separato con descrizione dell’atto e nome del file); per le copie di atti estratte dal fascicolo o copie informatiche di atti analogici utilizzate ai fini della notifica a mezzo PEC (attestazione in relata di notifica con descrizione dell’atto e nome del file); attestazione della procura (con firma digitale); attestazioni delle copie informatiche degli atti relativi alle esecuzioni – titolo, precetto e pignoramento (medesimo file o file separato con descrizione atto e nome del file).

*Questo articolo fa parte della raccolta “Processo Telematico. Facciamo il punto. I cinque processi telematici a confronto

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