DOMANDA
Le scrivo in merito alla sua risposta fornita al seguente quesito, in quanto avevo preso per buona la sua interpretazione, ma effettuando delle ricerche ho visto che l’art. 3 del citato decreto 17/6/14 cita che l’imposta sui libri “…è dovuta ogni 2500 registrazioni o frazioni di esse”. Col temine frazioni di esse si vuole dire che l’imposta è comunque dovuta ogni anno, anche se non ho superato le 2500 euro o sono al di sotto. La sua interpretazione sarebbe corretta se non ci fosse tale temine (frazioni di esse). Quindi se anche in un anno arrivo a sole 300 registrazioni devo comunque pagare l’imposta di bollo l’anno successivo, entro 120gg, non contando le 2200 righe in esubero dall’anno precedente. Ci può essere quindi uno svantaggio rispetto alla stampa cartacea. Gradirei una sua risposta a questa mia mail e nel caso la condividesse di richiederne la rimozione dalla rete per non portare altri soggetti all’errore.
esperto risponde
Imposta sui libri contabili, chiarimenti normativi
Ecco cosa dicono le regole sull’applicazione del bollo sul giornale tenuto con strumenti informatici e la possibilità di utilizzo delle “eccedenze”
dottore commercialista

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