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Italia digitale: la roadmap verso la sovranità tecnologica



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Dalla banda ultra-larga al PNRR, l’Italia rafforza reti fisse e mobili per costruire sovranità digitale e autonomia tecnologica. Strategie su IA, XR e quantistica, supercomputer e AI factory, data center e semplificazioni, sostengono investimenti e competitività delle imprese

Pubblicato il 16 feb 2026

Giorgio Maria Tosi Beleffi

Ministero delle Imprese e del Made in Italy



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Indipendenza e sostenibilità: due concetti al centro di una visione strategica del Paese formulata da Enrico Mattei quasi ottant’anni fa e che oggi tornano di drammatica attualità. È da questo richiamo storico che dobbiamo partire per capire cosa ci aspetta, a livello di sistema Paese, guardando al futuro.

Partiamo dal concetto di indipendenza, ovvero dal conseguimento di una sana sovranità digitale e autonomia tecnologica.

Sovranità digitale italiana e autonomia tecnologica: cosa significa oggi

L’Italia in questi ultimi ha assunto una postura solida che ne ha aumentato enormemente la credibilità a livello internazionale. Un risultato frutto non di scelte estemporanee, ma di una visione sistemica volta a soddisfare il fabbisogno di connettività del Paese.

Dalla banda ultra-larga al PNRR: la spina dorsale della connettività

Nel 2015 la Strategia per la Banda Ultra-Larga spinge la fibra ottica nelle aree a fallimento di mercato. Un percorso, quello del miglioramento infrastrutturale, rafforzato e implementato successivamente dagli investimenti del PNRR sia per le reti fisse che per quelle mobili, oltre ed alla definizione di misure di sostegno alla domanda ed al rafforzamento delle capacità operative della PA.

Sostenibilità e diversificazione: ridurre i rischi per il sistema Paese

In modo analogo quando parliamo di sostenibilità possiamo ricollegarci ad un concetto che abbraccia ambiti tra loro diversi, ma complementari, come la sostenibilità economica e la transizione energetica; ed in entrambi questi insiemi la ricerca di una diversificazione, nel nostro caso tecnologica, è un prerequisito di importanza strategica per contenere i possibili fattori di rischio sul sistema Paese.

La trasformazione delle telco e l’accelerazione delle innovazioni digitali

Il settore delle Telco da alcuni anni sta vivendo una trasformazione profonda, la cui traiettoria di cambiamento ha certamente subito una significativa accelerazione, in conseguenza del susseguirsi delle innovazioni digitali che hanno investito l’intero comparto.

Sovranità digitale italiana nelle strategie 2024-2026: IA, XR e quantistica

In considerazione di simili processi di cambiamento, solo negli ultimi tre anni, hanno visto la luce la Strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026, la Strategia italiana per le Realtà Virtuali e Aumentate come strumento di modernizzazione delle filiere produttive, la Strategia italiana per le tecnologie quantistiche e la Strategia per l’attrazione degli investimenti esteri in data center.

Questi esercizi non devono essere derubricati a mere speculazioni accademiche, ma delineano in modo chiaro gli obiettivi e le traiettorie che il Paese intende perseguire ottimizzando gli strumenti di intervento pubblico a propria disposizione e valorizzando quelle eccellenze produttive e il capitale di conoscenze di cui dispone.

Made in Italy 2030 e trasferimento tecnologico: settori emergenti e leve industriali

Strumenti ulteriormente rafforzati dall’uscita del Libro bianco Made in Italy 2030. Una fotografia del sistema industriale italiano che approfondisce le grandi opportunità legate a cinque settori emergenti: economia della salute, economia dello spazio e della difesa, economia blu e cantieristica, turismo e tempo libero, industrie culturali e creative. Inoltre, è allo studio la prima strategia nazionale sul trasferimento tecnologico.

L’Italia già pronta: supercomputer, AI factory e prospettiva giga-factory

Ma l’Italia non è solo strategie e progetti a medio lungo termine, non è solo una realtà che aspira a modernizzarsi, è un Paese tecnologicamente strutturato già oggi.

Il Paese può vantare, in questo momento, quattro supercomputer di livello internazionale presenti a Bologna, Genova, Pavia e Napoli. Nel 2025 è entrata in funzione una delle prime AI-Factory finanziate dall’UE e a breve si aprirà la finestra per l’invio a Bruxelles delle candidature per il finanziamento della prima Giga-Factory. Stiamo parlando di enormi data center che al proprio interno accolgono più di quarantamila GPU fornendo capacità di calcolo enormi per lo sviluppo di servizi innovativi basati sull’intelligenza artificiale.

Ecosistema di prossimità: distretti, rete elettrica e centralità geografica

A questo si aggiunge una distribuzione capillare ed omogenea sul territorio di ben 194 distretti industriali, la presenza di una rete elettrica tra le più efficiente e resilienti al mondo. Inoltre, solo tra Sicilia, Puglia e Calabria, atteranno 26 cavi sottomarini per telecomunicazioni e gli Internet Exchange Point, così come i Data Center, si moltiplicano sul territorio.

Questo ecosistema di prossimità, in grado di coniugare dotazione infrastrutturale e centralità geografica, fa sì che l’Italia sia già oggi un Paese fortemente attrattivo che per accelerare deve dotarsi anche di strumenti semplificativi e di strumenti di sostegno economico.

Semplificazioni per la sovranità digitale italiana: commissari, UMASI e ZES

Pensiamo solo che negli ultimi due anni e mezzo, il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha ricevuto, per il solo settore dei Data Center, richieste di attivazione delle semplificazioni legate all’articolo 13 del DL 104/2022 per oltre 20 miliardi di euro. Questo strumento permette di nominare un commissario straordinario, per quei progetti ritenuti di interesse strategico nazionale con valore superiore al miliardo di euro, il quale emette un unico permesso in un tempo strettissimo, di qualche mese.

Gli sforzi fatti in questi anni per semplificare e sburocratizzare sono rappresentati anche dall’articolo 32 DL 115/2022, che riguarda le aree di interesse strategico, cui si aggiunge l’articolo 30 del DL 50/2022, che attribuisce una serie di ruoli all’Unità di Missione per l’Attrazione degli Investimenti (UMASI) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Non si può poi non menzionare il DL 124/2023 che istituisce la Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno e lo Sportello Unico Digitale ZES. Infine, siamo in attesa del DL Energia, che prevedrà, tra le altre, disposizioni semplificative specifiche per il settore dei Data Center.

Incentivi e sostegno alla domanda: come accelerare la competitività delle imprese

Il sostegno economico, oltre che la semplificazione, è necessario per garantire che la trasformazione digitale sia accessibile a quei destinatari che proprio dalle nuove soluzioni tecnologiche possono trarre giovamento per rafforzare il proprio livello di competitività: le imprese. Maggiore è il ventaglio e la diversificazione migliore è il risultato in quanto si garantisce una maggiore partecipazione a seconda delle diverse esigenze.

In questo senso, i nuovi accordi per l’innovazione del Ministero delle imprese e del Made in Italy, il cui sportello è attivo dal 14 gennaio al 18 febbraio, hanno messo a disposizione delle imprese 731 milioni di euro per sostenere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori automotive, materiali avanzati, robotica, semiconduttori, tecnologie quantistiche, rati di telecomunicazioni, realtà virtuale e aumentata e cavi sottomarini.

Diverso strumento è quello dei voucher per servizi cloud e cyber security, con una dotazione finanziaria di 150 milioni di euro, volto a sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi. Infine, lato investimenti, l’avvio del fondo intelligenza artificiale di Cassa Depositi e Prestiti ha certamente arricchito il panorama di settore aprendo al sostegno diretto in quelle startup e imprese che si trovano sulla frontiera tecnologica.

Un ruolo da protagonista oltre l’Europa: la traiettoria del sistema Paese

L’Italia moderna e tecnologicamente avanzata c’è. Ora. È già pronta. L’obiettivo, adesso, è continuare a rafforzare questo ecosistema espandendolo oltre i confini europei, perché il nostro Paese non solo è chiamato ad essere partecipe della trasformazione digitale in atto, ma può e deve svolgere un ruolo da protagonista.

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