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Manovra economica

Legge di Bilancio 2019 e digitale: tutti i fondi e misure Industry 4.0, cyber security, blockchain, AI e IoT

Tutte le novità digitali nella Legge di Bilancio 2019 dopo il maxi emendamento: iperammortamento al 270% per investimenti “industry 4.0” fino a 2,5 milioni di euro, agevolazioni anche chi compra servizi cloud computing; in più fondi per AI, blockchain, IoT e cyber security

23 Dic 2018

Ci sono anche novità per il piano Industry 4.0 negli oltre mille commi del Maxiemendamento governativo, cioè le modifiche che integrano la Manovra economica 2019 dopo il confronto europeo. Nuovi punti che vanno ad aggiungersi al più ampio contesto normativo previsto dalla Legge di bilancio.

Qui vediamo tutte le novità previste in Manovra, nel settore del digitale, alla luce del maxiemendamento. Tra l’altro, arrivano ora anche fondi per cyber security, AI e IoT.

L’ultimo emendamento ha in particolare aggiustato le aliquote relative all’iperammortamento e ha introdotto anche le agevolazioni previste per la formazione sulle tecnologie innovative. Inizialmente, quest’ultima voce non era proprio stata prevista nel testo della Manovra, con grande critica delle associazioni di categoria e degli esperti, che avevano sottolineato l’importanza della formazione del personale per sostenere l’innovazione imprenditoriale. Aggiunti anche gli acquisti cloud tra quelli incentivabili.

Sono stati previsti inoltre fondi per lo sviluppo di tecnologie innovative relative a intelligenza artificiale, IoT e Blockchain, ma con le novità arrivano anche maggiori rischi e quindi ecco un fondo da destinare al Ministero della difesa per la cybersecurity. Viene ufficializzato il voucher per l’innovation manager con fondi dedicati alle PMI. Riguardo a internet, la Web Tax fissa al 3% l’imposta sui servizi digitali.

Iperammortamento industry 4.0

Per «favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0», si legge nel testo del Maxiemendamento, viene prorogata e rimodulata la disciplina relativa all’ammortamento e iperammortamento anche agli investimenti nuovi, effettuati entro il 31 dicembre 2019  o entro il 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e si sia pagato almeno il 20% del costo totale come acconto. Previsti tre scaglioni di spesa in base ai quali variano le percentuali dell’incentivo.

Il Maxiemendamento ha apportato alcune modifiche nella maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti:

  • maggiorazione del 170% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino ai 10 milioni di euro.
  • Maggiorazione del 50% per investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
  • Nessun incentivo sulla parte di investimenti complessivi che supera il limite di 20 milioni di euro.
  • Maggiorazione del 40% per i soggetti che effettuano investimenti compresi nell’allegato B della legge numero 232/2016, che elenca i beni immateriali connessi a investimenti in ambito Industria 4.0, come software, sistemi, piattaforme e applicazioni.

Inoltre, il comma 123 bis del Maxiemendamento cita come agevolabili anche le soluzioni di cloudcomputing per l’accesso a beni immateriali. Il Mise istituisce nel suo stato di previsione un fondo da 25 milioni di euro per ogni anno dal 2019 al 2021.

In generale dunque, contemplando il costo degli acquisti più le maggiorazioni, la Legge di bilancio 2019 prevede l’applicazione dell’iperammortamento secondo queste percentuali:

  • 270% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro 
  • 200% per gli investimento fra 2,5 e 10 milioni di euro
  • 150% fra i 10 e i 20 milioni
  • oltre i 20 milioni di euro, non è previsto incentivo
  • 140% per chi effettua acquisti di strumenti 4.0 previsti dalla legge 232/2016 (come certi software).

Sparisce invece il superammortamento, che non sarà prorogato oltre il 31 dicembre 2018.

Credito di imposta per Ricerca&Sviluppo

Nella manovra, le agevolazioni per Ricerca&Sviluppo risultano essere state ridotte. Sono state infatti applicate alcune modifiche alla legge numero 9/2014 che prevedeva credito di imposta per le imprese relativamente all’ambito R&S.

  • Il credito è riconosciuto nella misura del 25% (invece che del 50%), fino a un importo massimo annuale di 2.500.000 euro per ciascuna impresa, a condizione che siano sostenute spese per attività di R&S pari almeno a 50.000 euro. Tuttavia, l’aliquota rimane al 50% per i costi relativi al personale dipendente impegnato nelle attività di R&S o per «contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di R&S» o altre imprese, si legge nel testo del Maxiemendamento.
  • Il tetto passa da 20.000.000 a 10.000.000 di euro.

Nuova Sabatini

La Misura sui Beni Strumentali (chiamata Nuova Sabatini) è stata messa a disposizione dal Mise per facilitare l’accesso al credito delle PMI. Il provvedimento è stato prorogato al 31 dicembre 2019 e rifinanziato per 48.000.000 di euro per l’anno prossimo, a seguire 96.000.000 di euro per ogni anno dal 2020 al 2023 e poi altri 48.000.000 per il 2024.

Credito d’imposta per Formazione 4.0

Il Maxiemendamento proroga le agevolazioni per la formazione del personale nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0, estendendole anche alle spese sostenute oltre il periodo d’imposta che si concluderà il 31 dicembre. La manovra economica contempla tre scaglioni di percentuali per il credito d’imposta e due tetti massimi a seconda della grandezza delle imprese.

  • Il tetto massimo annuale è fissato a 300.000 euro per le PMI e a 200.000 euro per le grandi imprese.
  • Credito attribuito al 50% per le piccole imprese.
  • Credito attribuito al 40% per le medie imprese.
  • Credito attribuito al 30% per le grandi imprese.

Per l’attuazione di questi provvedimenti, è stata autorizzata la spesa di 250.000.000 di euro per il 2020, il Mef monitorerà l’applicazione del credito d’imposta.

Fondi per AI, IoT e Blockchain

Il Maxiemendamento prevede l’istituzione di un fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale, blockchain e IoT – Internet of things. La dotazione prevista è di 15 milioni di euro per ogni anno dal 2019 al 2021.

Cyber security

Arrivano stanziamenti anche per la cyber security. Per potenziare gli interventi e gli strumenti per la difesa cyber, oltre che per «rafforzare la capacità di resilienza energetica nazionale», si legge nel testo del Maxiemendamento, viene prevista una dotazione di un milione di euro per ogni anno dal 2019 al 2021 per il Ministero della difesa.

Innovation Manager Impresa 4.0

Il Maxiemendamento introduce un voucher per l’acquisto di consulenze specialistiche per sostenere la digitalizzazione delle aziende attraverso le tecnologie abilitanti previste da Impresa 4.0.

  • Per micro e piccole imprese, il provvedimento prevede un tetto di 40.000 euro e contributi pari al 50% dei costi sostenuti.
  • Per le medie imprese, il tetto scende a 25.000 euro annui e il contributo al 30%.
  • In caso di contratto di rete, il tetto previsto è 80.000 euro e il contributo all’intera rete è del 50%.

I manager qualificati sono iscritti in un elenco istituito con apposito decreto del Mise, che sarà adottato entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Il loro compito sarà quello di aiutare le PMI ad affrontare la trasformazione digitale e diventare aziende 4.0.

Web Tax

Con il comma 29 bis del Maxiemendamento viene introdotta la Web Tax, l’imposta sui servizi digitali. L’aliquota è stata fissata al 3%.

  • La norma si applica ai soggetti che singolarmente o in gruppo in un anno realizzano congiuntamente ricavi non inferiori a 750.000.000 di euro realizzati ovunque e ricavi non inferiori a 5.500.000 euro realizzati nel territorio dello Stato italiano.
  • Soggetto alla norma è chi offre i seguenti servizi: veicolazione su un’interfaccia digitale di pubblicità mirata agli utenti della medesima interfaccia, messa a disposizione di un’interfaccia digitale multilaterale che consente agli utenti di essere in contatto e di interagire tra loro, trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo di un’interfaccia digitale.
  • Il versamento dovrà compiersi entro il mese successivo a ciascun trimestre e alla presentazione della dichiarazione annuale dell’ammontare dei servizi tassabili prestati entro 4 mesi dalla chiusura del periodo di imposta.
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