La riflessione

Quattro archetipi per innovare, tra aziende e PA

Innovazione diffusa, dipartimento autonomo, spinin e spinoff, acquisizione di startup. Quattro vie che l’industria italiana può seguire, ma nessuna è migliore delle altre. Bisogna valutare caso per caso. E l’innovazione nella pubblica amministrazione va affrontata con particolare cura

06 Ago 2014
Alfonso Fuggetta

professore di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano

fuggetta-cefriel-politecnico-120123114120

Il rapporto tra imprese e innovazione non è facile. Tutti i giorni leggiamo di carenze, limiti, occasioni perdute, difficoltà nel concretizzare programmi di innovazione realmente efficaci e di successo. Tanti sono i problemi che si devono affrontare: carenza di risorse economiche, limiti culturali, risorse umane inadeguate, e non ultima un eccesso di retorica che troppo spesso soffoca e svilisce la discussione su questo importante aspetto della vita delle imprese.

Uno degli aspetti più interessanti e critici del problema è la collocazione organizzativa e strategica della funzione innovazione all’interno dell’azienda. Tante sono le teorie a riguardo, con proposte e approcci anche piuttosto diversificati e contrapposti. Peraltro, credo sia possibile, magari in modo grezzo, identificare (almeno) quattro principali strategie o archetipi che nel loro complesso definiscono livelli crescenti di disaccopiamento del processo di innovazione dai processi operativi aziendali “core”.

1. Innovazione diffusa

Nel descrivere la modalità secondo la quale Apple gestisce il processo di innovazione, Gary Hamel propone la seguente osservazione:

At Apple, innovation isn’t a strategy or a department; instead it’s the basic material that goes into everything the company does. From the wafer-thin MacBook Air to the App Store to the Genius Bar, innovation infuses everything Apple does. Apparently there are a lot of people at Apple who realize that innovation–in products, services, and business models–is the only strategy for creating long-term value. If so, they must be relieved that innovation is still a sideshow in so many of their competitors.

WHITEPAPER
Come creare un processo di Lead Management cucito secondo le tue esigenze!
CRM
Startup

Apple costituisce l’archetipo dell’innovazione diffusa. In questo paradigma non esiste una struttura o funzione che opera in modo disgiunto rispetto agli altri processi aziendali: tutti innovano (o devono innovare).

Il vantaggio di quest’approccio è che l’innovazione risulta strutturalmente e intrinsecamente vissuta da tutte le funzioni aziendali senza discontinuità o fratture. D’altro canto, quest’approccio presenta un paio di criticità/rischi:

– Tutta l’azienda deve essere permeata da una cultura diffusa dell’innovazione. Se ciò mancasse, nessuno o pochi innoverebbero.

– Deve comunque esistere un punto autorevole di motivazione e di sintesi delle iniziative di innovazione diffusa presenti in azienda. In Apple, storicamente ciò è sempre stato rappresentato dallo stesso Steve Jobs. In generale, deve esistere una figura o funzione organizzativa che svolga questo ruolo, se non si vuole correre il rischio di una eccessiva frantumazione, insufficienza e incoerenza degli interventi.

2. Dipartimento autonomo

Proprio per venire incontro ai rischi rappresentati dall’approccio a innovazione diffusa, molte aziende hanno creato dipartimenti o strutture organizzative dedicate ai processi di innovazione. In questo modo esiste una responsabilità forte che viene assegnata ad una precisa funzione aziendale, con ciò superando i problemi discussi in precedenza.

Tuttavia, anche questa funzione ha dei suoi limiti. Spesso un dipartimento separato è incapace di trasferire i propri risultati alle strutture operative. Ciò può derivare da una molteplicità di fattori:

1. Incoerenza tra innovazioni proposte e strategie delle divisioni operative e di prodotto.

2. Incapacità di dialogo e interazione tra le diversi strutture (innovazione e operative).

3. Scarsa sensibilità da parte del dipartimento che si occupa di innovazione sui bisogni e trend del mercato, elementi che sono invece di solito conosciuti dalle divisioni e strutture che operano direttamente a contatto con clienti e fornitori.

Inoltre, spesso un dipartimento di innovazione manca di quegli stimoli e driver che motivino e premino lo sviluppo di innovazioni. Nei fatti, spesso le strutture che si occupano di innovazione divengono poco motivate e poco stimolate a produrre innovazioni che riescano realmente ad avere un impatto. Inoltre, soprattutto in grandi aziende, i processi e le burocrazie interne tendono ad accentuare queste criticità, rallentando e complicando ancor di più il lavoro e il raccordo delle diverse funzioni aziendali.

3. Spinoff e spinin

Per affrontare i problemi discussi al punto precedente e dare un forte impulso ai processi di innovazione, specialmente quando si vuole promuovere e sostenere innovazioni di tipo disruptive e in discontinuità rispetto al main focus aziendale, alcune aziende (per esempio CISCO) hanno iniziato ad affidare progetti innovativi a spinoff aziendali guidati da alcuni dei managers che hanno originariamente concepito l’idea che sta alla base dell’iniziativa. In questo modo, essi godono di autonomia, velocità e flessibilità nel trasformare l’idea in un concreto prodotto o servizio. Quando ciò accade, viene attivato un processo di “spin in” che riporta in seno all’azienda lo spinoff, con la relativa integrazione nel portfolio dei prodotti e servizi aziendali delle innovazione prodotte dallo spinoff stesso.

Il vantaggio di quest’approccio è la possibilità di rendere i processi di innovazione molto più agili e veloci , indipendenti da vincoli, policies e procedure aziendali. Il rischio, ovviamente, è la creazione di un forte scollamento tra azienda e spinoff su quelle che devono essere le caratteristiche del prodotto/servizio da sviluppare e su come esso debba integrarsi all’interno del portfolio d’offerta dell’azienda “madre”.

4. Acquisizione di startup e, in generale, di IP esterno

L’estremo opposto rispetto all’innovazione diffusa (alla Apple) è un processo che acquisce interamente le innovazioni dal mercato, siano essi brevetti, asset (per esempio, software) o altre forme di IP (Intellectual Property) come trademark o copyright. Oggi, spesso si acquiscono dall’esterno intere imprese (tipicamente startup) il cui knowhow e IP risulti funzionale allo sviluppo del portfolio prodotti/servizi dell’azienda o all’efficientamento dei processi operativi aziendali. Questa strategia è oggi perseguita da molte grandi aziende che vedono in quest’approccio un modo per acquisire in modo tutto sommato veloce quelle innovazioni che possono sostenere il processo di crescita e di sviluppo dell’impresa.

L’ovvio vantaggio di questo approccio risiede nel fatto che le imprese possono sfruttare l’enorme patrimonio di idee e contributi sviluppati da singoli, startup e imprese in generale presenti sul mercato.

Gli svantaggi, problemi e rischi, peraltro, non sono irrilevanti:

1. Un primo rischio deriva dal fatto che possono esistere aree e tematiche di forte interesse aziendale e, al tempo stesso, poco sviluppate da parte di startup e singoli in quanto temi di nicchia o non tipicamente di interesse dei finanziatori di startup.

2. In secondo luogo, il processo di selezione di startup e IP è estremamente complesso e critico. Esso richiede uno sforzo maturo e intenso da parte del top management dell’impresa, coadiuvato da una struttura ad hoc in grado di svolgere in prima battuta le attività di scouting e screening delle diverse opportunità.

3. Infine, si accentuano i rischi di rigetto già evidenziati in precedenza nel commento relativo agli spin in.

Quindi, che fare?

Da queste brevi considerazioni emerge chiaramente che non esiste il “silver bullet” o “Santo Graal”: nessun approccio è di per se stesso migliore o ottimale. Ci sono una molteplicità di strategie e opzioni, peraltro non alternative e incompatibili, che possono e devono essere selezionate, integrate e raffinate in funzione della maturità e dimensione dell’azienda, della situazione del mercato in cui essa opera, e degli obiettivi che l’azienda stessa si pone.

In ogni caso, serve una governance forte dei processi di innovazione, che abbia alla base una convinzione profonda del top management sulla necessità e inevitabilità di innovare, qualunque sia il modo secondo il quale tale processo sia stato definito e organizzato.

Un commento sull’innovazione nelle amministrazioni pubbliche

Uno dei settori maggiormente attraversati dal dibattito sul ruolo e collocazione dell’innovazione è certamente quello delle amministrazioni pubbliche. Chi si deve occupare di innovazione nelle PA? Serve un ministero ad hoc oppure deve essere una funzione diffusa e distribuita all’interno di Ministeri e amministrazioni in generale?

In questi mesi e anni il dibattito si è sviluppato in modo incessante, specialmente in corrispondenza della formazione delle compagini di governo. Alcuni (come lo scrivente) sostenevano la necessità di creare un Ministero ad hoc per l’Innovazione, altri ritenevano tale scelta inutile e controproducente, altri ancora assegnano questo ruolo direttamente al Presidente del Consiglio.

A me pare che, riprendendo le considerazioni proposte in questo breve articolo, nel caso delle amministrazioni pubbliche possano valere le seguenti considerazioni:

– Certamente, è necessario e inevitabile che ogni amministrazione, piccola o grande non importa, abbia una sua funzione che si occupa di innovazione, o comunque si doti di una sua strategia (magari di innovazione diffusa) che presidi e sviluppi il tema al proprio interno. Certamente, tale funzione/struttura sarà più o meno estesa e complessa in funzione delle caratteristiche e dimensioni dell’amministrazione considerata (piccolo comune piuttosto che un Ministero).

È peraltro inevitabile avere anche una struttura centrale (Ministero ad hoc) per due principali motivazioni:

1. Le amministrazioni non sono tutte allo stesso livello di maturità e questo è esattamente uno dei maggiori freni ai processi di innovazione diffusi (come discusso in precedenza). Serve un presidio forte che stimoli, sostenga e spinga tutte le amministrazioni ad perseguire processi di innovazione.

2. Il sistema pubblico nel suo complesso richiede una coerenza degli sforzi e delle iniziative delle diverse amministrazioni. Anzi, in molti casi è necessario identificare innovazioni di sistema (si pensi all’SPC, per esempio) che è difficile concepire e sviluppare in questa o quella amministrazione.

Le amministrazioni non sono dipartimenti di una Apple, ma una molteplicità di soggetti autonomi e molto diversi tra loro che richiedono una forte azione di guida e coordinamento. Il nuovo processo di governance che sta nascendo in queste settimane dovrà affrontare e gestire queste sfide.

WHITEPAPER
Tutto quello che c'è da sapere oggi per la collaboration nella PA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4