I dati sono sempre più riconosciuti come una risorsa strategica per promuovere lo sviluppo economico, favorire l’innovazione, sostenere la transizione verso la sostenibilità ambientale, rafforzare la competitività e contribuire al progresso sociale. La crescente digitalizzazione comporta la generazione di volumi sempre maggiori di dati, un patrimonio di informazioni di grande valore che, tuttavia, è ancora solo parzialmente sfruttato.
Con la Strategia Europea per i Dati pubblicata nel febbraio 2020, la Commissione Europea ha fissato un obiettivo ambizioso: creare entro il 2030 un mercato dei dati sicuro, regolamentato e capace di generare valore economico. Al centro di questa visione vi è la costruzione dei Data Space, ovvero “spazi virtuali” all’interno dei quali i dati possano essere scambiati fra imprese in modo sicuro, controllato e semplificato.
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I tre pilastri dei Data Space europei
Il concetto di Data Space si basa su tre pilastri fondamentali:
- la sovranità dei dati, ovvero la possibilità, per il proprietario dei dati, di mantenere il controllo sull’accesso a essi e sul loro utilizzo mediante permessi e autorizzazioni definite in accordo a uno specifico framework legale;
- l’interoperabilità dei dati, ovvero la possibilità di utilizzare dati provenienti da sorgenti differenti mediante l’adozione di modelli e protocolli standard per lo scambio dati;
- la fiducia, ovvero la possibilità di certificare la provenienza e l’autenticità dei dati scambiati mediante l’utilizzo di identità digitali e di meccanismi di tracciabilità dello scambio dati.
Per realizzare questa visione, la Commissione Europea sta investendo in progetti strategici che porteranno allo sviluppo di tecnologie abilitanti e modelli operativi, orientati in particolare all’automazione delle attività di ricerca e alla definizione di meccanismi per un accesso ai dati sicuro, controllato e conforme alle regole di governance; esempi significativi di queste attività si ritrovano nei progetti relativi ai Data Space della mobilità (DeployEMDS) e del turismo (DeployTOUR).
Nello specifico, DeployEMDS (Deployment of the European Mobility Data Space) ha l’obiettivo di contribuire alla realizzazione del common European Mobility Data Space (EMDS) che permetterà la condivisione dei dati di mobilità a livello europeo tra città, operatori di trasporto e fornitori di servizi, in modo controllato, semplice e sicuro. Parallelamente, DeployTOUR (Deployment of the European Tourism Data Space) mira alla creazione di uno spazio comune europeo per i dati turistici che possa supportare la creazione di infrastrutture per ottimizzare la gestione dei flussi turistici, favorire la sostenibilità e rispondere alle nuove tendenze del settore con soluzioni innovative.
Entrambi i progetti affrontano, tra gli altri, un tema ancora poco esplorato ma rilevante nell’ambito Data Space, ovvero quello della definizione di un modello di governance per stabilire ruoli degli stakeholder, regole di accesso ai dati, politiche di utilizzo, responsabilità e compliance.
L’Ecosistema Digitale E015
Nell’ambito delle attività di DeployTOUR è stata condotta un’analisi comparativa delle principali iniziative europee di condivisione dei dati nel turismo, con l’obiettivo di individuare modelli già allineati ai principi dei Data Space promossi dalla Strategia Europea per i Dati. Tra le sei identificate è presente E015, l’ecosistema digitale promosso da Regione Lombardia all’interno del quale soggetti pubblici e privati possono condividere dati e servizi tramite API per casi d’uso specifici.
Un aspetto rilevante del modello E015 è che non è solo tecnico (API, cataloghi, interoperabilità), ma si fonda su un framework contrattuale e di governance che regola le relazioni tra gli aderenti. Per partecipare all’ecosistema è prevista un’adesione formale tramite contratto, accompagnata da linee guida operative e regole di pubblicazione delle API e delle applicazioni.
Un’occasione di sperimentazione del framework legale E015 e, più in generale, di valutazione dell’ecosistema come strumento per l’implementazione di Data Space, si è presentata grazie all’intuizione di ENEA che, prima del riconoscimento di DeployTOUR, ha individuato il potenziale impiego del framework nell’ambito del progetto S4C (Support System for Sustainable Smart Cities).
La sperimentazione nel progetto S4C e i casi d’uso Data Space
S4C è un progetto di ricerca industriale finanziato dal PR FESR 2021-2027 in Emilia-Romagna nell’ambito della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) (la strategia per individuare obiettivi, priorità, azioni in grado di massimizzare gli effetti degli investimenti in ricerca e innovazione) e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. Focalizzato sui settori mobilità e turismo, il progetto ha avuto l’obiettivo di fornire strumenti di supporto alle decisioni di pianificazione strategica per ottimizzare i flussi di mobilità associati a eventi e mete turistiche nella città metropolitana di Bologna.
I requisiti per la realizzazione di questi strumenti, e la loro successiva validazione, sono stati definiti considerando due casi studio rappresentativi: gli spostamenti fra l’aeroporto e la fiera di Bologna (esempio di flussi legati a eventi), e il borgo di Dozza (esempio di turismo escursionistico). Il progetto ha coinvolto soggetti del mondo della ricerca (ENEA, le Università di Ferrara, di Modena/Reggio-Emilia e di Bologna), coordinati dal laboratorio di ricerca GeoSmart.Lab di Sis.Ter srl, e aziende del territorio (aeroporto di Bologna, SRM (l’Agenzia per la mobilità del trasporto pubblico locale di Bologna), IF Tourism Company (la società di promozione turistica del territorio imolese e faentino) e ISCOM GROUP).
Guardando al futuro, S4C ha voluto valutare la fattibilità di utilizzare l’approccio Data Space per la gestione dei dati dei casi studio considerati. A tal fine, come suddetto, E015 è stato individuato come base per lo studio, che è stato condotto da ENEA con il supporto di Cefriel. La scelta è stata dettata sia dall’attinenza fra la tipologia delle informazioni e delle modalità di accesso disponibili a catalogo con i dati di interesse per gli scenari di S4C, sia dal fatto che il framework di E015 non è definito solo a livello teorico, ma già sottoscritto da numerose realtà.
Lo studio si è focalizzato prevalentemente sul framework legale, privilegiando l’aspetto contrattuale rispetto a quello tecnologico (già ampiamente trattato in molti studi). Nello specifico, è stata valutata la completezza del contratto di E015 rispetto al modello di Institutional Agreement definito dal Data Space Support Center (DSSC). L’analisi ha evidenziato che E015 presenta margini di evoluzione da un punto di vista tecnologico, in particolare quanto riguarda la possibilità di integrazione di componenti innovative di verifica dell’identità, profili di metadatazione machine-readable o processi automatizzati nelle fasi di ricerca e negoziazione dell’accesso ai dati di interesse. Tuttavia, l’impianto legale del contratto di E015 sarebbe già oggi adeguato, completo e robusto per la regolamentazione di un Data Space; questa conclusione è coerente con i risultati pubblicati di recente dal progetto DeployTOUR.
E015 e PDND come best practice per l’Europa
Le conclusioni dello studio effettuato nel progetto S4C possono portare a due interpretazioni sinergiche e non esclusive: innanzitutto l’Ecosistema Digitale E015 si dimostra un’iniziativa flessibile, resiliente e che avrà modo di adeguarsi all’evoluzione derivante dalla diffusione dei Data Space; un eventuale cambiamento radicale a livello tecnologico non metterebbe in crisi le relazioni e gli accordi di scambio dati in essere fra centinaia di soggetti pubblici e privati.
Dall’altro punto di vista, E015 rappresenta un ottimo punto di partenza per la scrittura di un Institutional Agreement di un Data Space; più in generale, se si pensa anche alla PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati), la piattaforma del Dipartimento per la Trasformazione Digitale che abilita l’interoperabilità dei sistemi informativi degli Enti e dei Gestori di Servizi Pubblici e che presenta nel modello molte similitudini con E015, pone l’Italia nella posizione di poter giocare un ruolo strategico nei tavoli europei, al fine di portare solide esperienze nel governo di iniziative di scambio dati.













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