visibilità online

Generative engine optimization: come farsi trovare dall’IA



Indirizzo copiato

Il passaggio da search engine optimization a generative engine optimization è una svolta radicale nella visibilità online. Oggi la partita si gioca nel diventare parte delle risposte generate da ChatGPT, Gemini o Bing Copilot. Le aziende devono ripensare strategie per posizionarsi nei contesti in cui gli utenti non leggono link, ma risposte sintetiche generate dall’AI

Pubblicato il 19 set 2025



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
geo




L’avvento dei modelli di intelligenza artificiale generativa sta trasformando radicalmente il modo in cui gli utenti cercano e ricevono informazioni online. Se fino a pochi anni fa l’obiettivo dei brand era scalare la classifica di Google, oggi la sfida è farsi includere nelle risposte sintetiche prodotte da sistemi come ChatGPT, Gemini o Bing Copilot. Questo passaggio, descritto da Boobesh Ramadurai, vicepresidente di LatentView Analytics, durante il podcast «Confessions of a B2B Entrepreneur» condotto da Tom Hunt, segna la nascita di una nuova disciplina: la generative engine optimization.

Dal search al generative: un cambiamento di paradigma

«Tutte le aziende hanno sempre investito molto nella SEO per arrivare tra i primi dieci risultati di Google», osserva Ramadurai. «Ma il modo in cui cerchiamo sta cambiando: non ci limitiamo più a digitare una parola chiave e scorrere i link, leggiamo direttamente il contesto che l’AI ci fornisce».

Secondo il manager di LatentView, il comportamento degli utenti si è modificato in maniera profonda. Se già il 95% delle persone tendeva a fermarsi alla prima pagina dei risultati, oggi molti non cliccano nemmeno più sui link. L’attenzione si concentra sul testo generato dal modello che sintetizza le informazioni. Il valore del posizionamento tradizionale si riduce e cresce l’importanza di essere riconosciuti dagli algoritmi come fonti autorevoli da includere nelle risposte.

Che cos’è la Generative Engine Optimization

La generative engine optimization non è un semplice aggiornamento del SEO, ma una ridefinizione delle logiche di visibilità. L’obiettivo non è più soltanto comparire in una SERP, ma diventare parte integrante del contenuto che i modelli generano in tempo reale. Per riuscirci, i brand devono fornire ai sistemi informativi chiari, strutturati e coerenti, così da essere considerati attendibili durante il processo di sintesi.

Ramadurai spiega che aziende e professionisti stanno già «imparando a posizionarsi non più nel motore di ricerca, ma nel motore generativo», e questo implica una strategia completamente nuova.

Un diverso modo di cercare e di rispondere

La trasformazione è anche linguistica. Gli utenti non digitano più stringhe di parole, ma formulano domande complesse in linguaggio naturale. I modelli, a loro volta, non restituiscono elenchi, ma un testo che unisce informazioni da più fonti. In questo scenario, la capacità di fornire contenuti che possano essere facilmente interpretati e inclusi diventa decisiva.

Il concetto di rilevanza si sposta: non basta avere un sito ben indicizzato, occorre diventare una fonte che il modello riconosce come affidabile. Da qui la necessità di pensare a contenuti ottimizzati per gli LLM, non solo per i motori di ricerca.

Le nuove leve della visibilità

Per Ramadurai, il futuro della comunicazione digitale si giocherà sulla capacità di nutrire i modelli con dati e contenuti adatti a essere riutilizzati. Questo significa lavorare su più livelli. Da un lato, la struttura tecnica dei siti e dei testi, con l’uso di metadata e markup che consentano all’AI di comprendere meglio il contenuto. Dall’altro, la costruzione di un ecosistema di autorevolezza che renda il brand citabile e credibile.

Nell’intervista emerge anche come il concetto di “brand authority” assuma un peso diverso. Essere menzionati da fonti di rilievo, comparire in contesti digitali affidabili e mantenere coerenza semantica diventa fondamentale per aumentare le probabilità di essere inclusi nelle risposte generate dagli algoritmi.

Dal posizionamento ai test con i prompt

Il lavoro dei marketer non si limita a produrre contenuti. Per verificare l’efficacia delle strategie, Ramadurai suggerisce di utilizzare gli stessi modelli come strumenti di analisi. È possibile formulare domande tipiche nei sistemi generativi e osservare se e come il brand compare. Una sorta di “prompt testing” che sostituisce i tradizionali report di ranking SEO.

In parallelo, le aziende devono sviluppare metodi di monitoraggio delle citazioni all’interno delle risposte AI, in modo da capire la frequenza con cui appaiono, il contesto e la coerenza con l’identità desiderata.

Nuove metriche da misurare

Il passaggio al GEO porta con sé indicatori inediti. Accanto alle metriche tradizionali, come traffico organico e tasso di conversione, diventano rilevanti misure come lo share of generated answer, ovvero la percentuale di risposte in cui il brand viene citato. Anche la qualità della citazione è cruciale: non basta comparire, bisogna verificare come il marchio viene descritto e se l’informazione trasmessa è corretta.

Ramadurai sottolinea che la sfida non riguarda solo i marketer: «Tutte le aziende stanno cercando di capire come entrare nei testi generati dalle AI. È una corsa in evoluzione, e tutti stiamo imparando».

Impatti organizzativi e culturali

La generative engine optimization non è una competenza tecnica confinata al team SEO. Richiede un cambiamento più ampio, che coinvolge comunicazione, PR e gestione dei dati. I contenuti non vanno più pensati solo come pagine web da posizionare, ma come asset di training per i modelli, elementi che contribuiscono a definire il modo in cui l’AI costruisce la sua rappresentazione del brand.

Secondo LatentView, questo cambio di prospettiva comporta anche una ridefinizione del dialogo interno alle aziende. I reparti marketing devono collaborare più strettamente con chi si occupa di dati e con chi cura la reputazione digitale, per assicurare che le informazioni fornite siano non solo tecnicamente corrette, ma anche in linea con l’immagine e i valori del brand.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

People&Change

Tutti
CARRIERE
AI E LAVORO
COMPETENZE
Produttività e AI
AI IN AZIENDA
SCENARI
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x