Google ha annunciato l’8 settembre 2026 la revisione più ampia mai fatta ai risultati di ricerca in Europa e l’ha definita lei stessa un peggioramento del servizio per gli utenti europei. Dietro la scelta c’è una sanzione da 890 milioni di euro, inflitta dalla Commissione europea il 23 luglio per aver favorito i propri servizi di viaggio nel posizionamento dei risultati di ricerca. Quando un’azienda arriva a condizionare l’accesso a un mercato con la stessa intensità di un’autorità pubblica, la dottrina costituzionalistica parla da decenni di potere privato e di efficacia orizzontale dei diritti fondamentali. Il Digital Markets Act prescrive obblighi verificabili a quella capacità e il caso Google mostra ora quanto costa farli rispettare.
il costo delle regole
Google sfida il DMA: il prezzo politico della sovranità digitale europea
Google modifica i risultati di ricerca in Europa dopo la sanzione della Commissione europea per violazione del Digital Markets Act. Il caso intreccia obblighi di conformità, potere privato, sovranità regolatoria europea e reazioni politiche degli Stati Uniti
Research fellow – Head of legal @ Aisma Srl

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