lavoro e digitale

L’influencer è una professione e va disciplinata: regole fiscali e certezze necessarie

La cronaca recente ci riporta il caso di tre influencer coinvolti in un caso di riciclaggio. Dal caso sono emersi quesiti di natura costituzionale e tributaria: come tutelare l’iniziativa economica privata degli influencers? Come adeguare l’impianto normativo vigente così da prevenire l’occultamento di fonti di reddito?

01 Nov 2022
Francesco Gargallo di Castel Lentini

Dottorando di ricerca in diritto pubblico, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Avvocato penalista, Comitato scientifico dell’Associazione Italiana Influencer

Francesco Spinello

Comitato Scientifico Assoinfluencer, Dottorando di Ricerca in Diritto Tributario, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Avvocato in Roma

influencer-5229646_1280

Recenti fatti di cronaca, concernenti presunte attività illecite svolte da alcuni influencers, consentono di mettere in luce la necessità di regolamentare un settore produttivo, come quello dei creator digitali, che cresce costantemente e genera nuove forme di ricchezza digitale, che, tuttavia, sfuggono sempre più spesso all’imposizione fiscale.

Per questo motivo è auspicabile l’inizio di un percorso di revisione dell’IRPEF che tenga debitamente in considerazione la libertà di iniziativa economica privata degli influencers, ma che al contempo sia in grado di adeguare il prelievo tributario alla rivoluzione digitale e di prevenire l’occultamento di fonti di reddito.

Partita Iva per influencer e content creator: primi passi verso l’inquadramento fisco-previdenziale

La necessaria regolamentazione dell’attività professionale degli influencers 

Come noto, in tempi recenti, in seguito a una segnalazione di operazioni bancarie sospette, il Nucleo speciale di Polizia valutaria di Roma ha trasmesso al Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di Ravenna un’indagine per riciclaggio relativa all’attività di influencer svolta, in particolar modo, da tre soggetti.

WHITEPAPER
Mobilità sostenibile: una guida a progetti, incentivi e ruolo chiave di sharing e veicoli elettrici

Secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero ricevuto corrispettivi dalle sedi amministrative estere degli stessi social network sui quali operavano e altri compensi – anche mediante accrediti su carte prepagate – incassando all’incirca 400.000 euro in totale evasione di imposte.

L’attività professionale di influencer, non ancora opportunamente regolamentata[1], può essere inquadrata, tra le varie ipotesi, quale prestazione occasionale di lavoro autonomo di tipo artistico-professionale. Nello specifico, il soggetto che affronta professionalmente, in maniera continuativa, detta attività, è tenuto a riferirsi alle “categorie tradizionali, e solitamente tende a presentarsi come un imprenditore, oppure come un libero professionista, benché il più delle volte tale non sia nella realtà dei fatti[2]”, in particolar modo se ad essere considerati sono gli influencer che non raggiungono, stabilmente, specifiche soglie di reddito.

Influencer, i quesiti di natura costituzionale e tributaria

Dal caso che ci occupa, in effetti, sono emersi quesiti di natura costituzionale e tributaria, mostrando peraltro anche una certa tangenza anche al «penalmente rilevante». A tal fine, occorre dunque chiedersi: secondo quali regole può intendersi tutelata l’iniziativa economica privata degli influencers? Come riformare l’impianto normativo vigente allo scopo di adeguare il prelievo tributario alla rivoluzione digitale in atto e di prevenire l’occultamento di fonti di reddito? In quale momento, qualora i redditi non siano stati opportunamente dichiarati, può essere integrato il reato (finanche) di riciclaggio?

Il rinnovato art. 41 Cost.[3], nel sancire la libera iniziativa economica privata, prevede che la stessa non possa essere svolta in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, riservando alla legge il potere-dovere di determinare «i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali».

Il citato principio costituzionale, pertanto, pretende dal privato il rispetto di specifiche regole, le quali devono pur sempre essere in astratto ben individuate dal legislatore di riferimento. Tuttavia, come si vedrà più avanti, occorre evidenziare che ad oggi, in Italia, permangono – nonostante apprezzabili sforzi di auto-regolamentazione – ampie lacune normative all’interno del settore di riferimento, il quale risulta perlopiù appoggiato su di una prassi che non sempre è in grado di garantire gli interessi tutti dei lavoratori-influencers[4].

Può capitare, e nel caso che qui ci occupa sembrerebbe poter essere una chiave interpretativa, che i medesimi professionisti non conoscano le specifiche modalità operative (si pensi al fatto che diventano influencers sempre più i giovani e i giovanissimi) e che l’assenza di uno specifico ordine professionale, e delle relative regole di settore, non consentano di comprendere come e in quali tempi porre in essere i necessari adempimenti fiscali, o secondo quale criterio stipulare un tipo di contratto piuttosto che un altro.

In questo contesto, un altro aspetto da rilevare riguarda la condotta assunta come penalmente rilevante ai sensi dell’art. 648-bis c.p. (delitto di riciclaggio). Le indagini della Guardia di Finanza, in particolare, hanno fondato il sospetto di un’attività di riciclaggio sulla base del fatto che gli influencers in questione avrebbero ricevuto compensi dalle sedi amministrative estere dei social, così ostacolando l’identificazione della supposta provenienza delittuosa dei proventi.

A ben vedere, ai fini della configurabilità del reato di riciclaggio, la condotta del soggetto agente deve essere in concreto idonea ad ostacolare l’identificazione della provenienza del bene, non essendo sufficiente la sola ricezione di somme oggetto di distrazione[5]. Pertanto, l’elemento essenziale consisterebbe nell’idoneità del comportamento antigiuridico a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del bene, in presenza del quale il concreto intento di lucro renderebbe palese la volontà di compiere un’attività di riciclaggio.

Dai fatti narrati, tuttavia, non sembrerebbe poter emergere tale volontà; il denaro, in effetti, veniva ricevuto dall’estero unicamente perché le sedi amministrative dei vari social erano poste al di fuori dei confini territoriali italiani, e i giovani influencers, proprio secondo i fatti narrati, non avrebbero realizzato alcuna attività volta ad ostacolare l’identificazione della provenienza dei frutti del loro lavoro.

La tassazione dei proventi degli influencers

Come noto, l’elemento fondamentale che caratterizza l’attività professionale dell’influencer è il numero di followers, il cui ruolo nella genesi del reddito è assimilabile a quello di un fattore di produzione tradizionale.

Nello svolgimento quotidiano della propria attività, infatti, l’influencer si avvale di un capitale immateriale (i.e. il seguito virtuale) che si combina con gli altri fattori produttivi e sfocia nel confezionamento del contenuto digitale da cui sono ricavati i profitti[6]; il seguito virtuale, pertanto, condiziona notevolmente il processo di erogazione del contenuto virtuale, determinando, in concreto, l’insorgenza di una posizione influente sul mercato che esprime un indice di ricchezza e, quindi, di capacità contributiva[7], che, come tale, è suscettibile di imposizione fiscale.

Si può dunque affermare che gli influencers sono portatori di una capacità contributiva autonoma e del tutto nuova rispetto agli indici di ricchezza applicati sino ad oggi, coincidente con la forza economica che un elevato numero di followers sui social network è in grado di garantire.

Ciò posto, occorre domandarsi se tale manifestazione di ricchezza sia intercettabile, ai fini fiscali, dall’impianto normativo vigente.

In attesa di una presa di posizione ufficiale da parte dell’Amministrazione Finanziaria, la difficoltà di ricondurre i compensi percepiti dagli influencer nelle categorie reddituali di cui all’art. 6, comma 1 del T.U.I.R. deriva essenzialmente dalle concrete modalità di svolgimento delle attività promozionali e dall’organizzazione sottostante.

In questo senso, l’assetto normativo vigente non sembra cogliere a pieno le peculiarità della rivoluzione digitale in atto. I ricavi degli influencers, infatti, sfuggono alle maglie di un’imposizione fiscale superata e inadeguata, in quanto la disciplina vigente ignora le caratteristiche di un settore produttivo che cresce a ritmi vertiginosi, coinvolge milioni di utenti e genera miliardi di euro di profitti in tutto il mondo.

A fronte di tale lacuna normativa, sussistendo in concreto un indice di capacità contributiva riconoscibile, quale il numero di followers, emerge con evidenza la necessità di riformare il sistema vigente di tassazione dei lavoratori autonomi, adeguandolo alle nuove forme di produzione della ricchezza digitale[8].

L’obiettivo dell’intervento normativo non dovrebbe consistere in un inasprimento della tassazione degli influencers, bensì nella puntuale definizione dei “confini” della base imponibile IRPEF a essi riferibile, basata su un’indagine esaustiva delle attività svolte e dei servizi prestati; in altri termini, occorrerebbe agevolare l’azione accertativa dell’Amministrazione Finanziaria, conferendo in tal modo maggiore certezza al prelievo fiscale su una categoria sinora scarsamente considerata dal Legislatore.

In particolare, l’intervento chiarificatore del Legislatore potrebbe riguardare la riconducibilità delle attività remunerate degli influencers nell’ambito delle “arti o professioni” menzionate dall’art. 53, comma 1 del T.U.I.R., ovvero in quello dell’esercizio dell’impresa.

Come evidenziato da alcuni studiosi di diritto tributario[9], infatti, non è agevole far “combaciare” gli elementi che il T.U.I.R. prende in considerazione ai fini dell’inquadramento della fattispecie concreta con le caratteristiche degli influencers: a tal fine, infatti, non è chiaro se il confezionamento dei contenuti digitali possa ricomprendersi nel concetto di “arte”, né se possa presentare la natura intellettuale che tradizionalmente caratterizza diverse attività produttive di reddito di lavoro autonomo.

Le considerazioni svolte, invero, possono essere estese anche al carattere di “professionalità” delle attività svolte, richiesto dall’art. 53 del T.U.I.R. Il rischio, come emerge della prassi dell’Amministrazione Finanziaria, è che le diverse forme di ricchezza attribuibili agli influencers siano erroneamente ricondotte nel “calderone” dei redditi diversi; tale qualificazione reddituale, invero, se da un lato assicura l’assoggettamento a imposta, dall’altro non garantisce un’applicazione del tributo adeguata alle peculiarità delle attività svolte sulle piattaforme digitali dagli influencers.

Quanto alla possibilità di applicare alla ricchezza prodotta dagli influencers il regime tipico del reddito d’impresa ex artt. 6 e 55 del T.U.I.R., se l’economicità dell’attività emerge dalla ricchezza prodotta, il fattore organizzativo sembra ancora piuttosto difficile da definire.

In questo senso, occorre domandarsi se la combinazione dell’utilizzo di piattaforme digitali, dispositivi mobili, profili social e di un seguito virtuale, possa far ritenere che la prestazione del servizio reso dall’influencer sia organizzato in forma di impresa. Anche su questo aspetto è auspicabile un chiarimento da parte del Legislatore, che si esprima in termini netti sulla “linea di demarcazione” tra i redditi da lavoro autonomo e reddito d’impresa.

Conclusioni

Da ultimo, come rilevato dall’Associazione Italiana Influencer[10], in Italia non sono attualmente previsti codici ATECO specifici per la categoria generale degli influencer/creatori digitali e, particolare, per le figure professionali che in essa devono intendersi ricomprese (i.e. streamers, content creators, podcaster etc.).

Di conseguenza, il Legislatore dovrebbe intervenire anche sull’integrazione dell’attuale sistema NACE-ATECO, individuando un’apposita classificazione per le attività svolte dai soggetti ricompresi nella categoria degli influencer/creator digitali, focalizzando l’attenzione sulla crescente concentrazione di giovani che esercitano tali professioni, il cui operato potrebbe essere danneggiato dalla mancanza di un impianto normativo che tenga debitamente in considerazione le trasformazioni della società in cui viviamo.

Note

  1. Sul punto si veda, tra gli altri, T. Treu, Rimedi, tutele e fattispecie: riflessioni a partire dai lavoratori della Gig economy, LD, 2017, 3/4, 395 ss.
  2. Così L. Torsello, Il lavoro degli influencers: percorsi di tutela, Labour&Law Issues, vol. 7, n. 22, 2021, 5. Profilo affrontato ormai anche dalla giurisprudenza di legittimità: ex plur, Cass., 25 settembre 2012, n. 16924; Cass., 29 gennaio 2016, n. 1748.
  3. V. L. cost. 11 febbraio 2022, n. 1, recante “Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente”, pubblicata nella G. U. n. 44 del 22 febbraio 2022.
  4. Si pensi che negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono stati di recente inaugurati specifici sindacati di categoria con poteri di indirizzo legislativo. Si tratta dell’American Influencer Council (AIC) e del Creator Union (TCU).
  5. Sul punto, per approfondire, si rimanda alla Sentenza Cass. Pen., 18 gennaio 2018, n. 5459.
  6. Sul punto si veda anche Spinello, Influencer: le tasse da pagare per i redditi prodotti dal marketing digitale, in AgendaDigitale.eu, 25 maggio 2022.
  7. Sul punto cfr. scarascia mugnozza, Prime riflessioni sulla tassazione degli influencers, in Riv. dir. trib. int., 2021, 2, p. 134, secondo cui “si rammenta che secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza costituzionale la capacità contributiva, intesa come idoneità del soggetto ad eseguire la prestazione coattivamente imposta, “deve essere desumibile dalla concreta esistenza del presupposto economico, al quale va ragguagliato l’ammontare del prelievo”.
  8. Sul punto si veda anche Scarascia Mugnozza, op. cit, p. 145
  9. Al riguardo si vedano Magliaro- Censi, Dall’immagine alla notorietà: la tassazione delle nuove forme di ricchezza nell’epoca dei social, in Il Fisco, 2021, 20, p. 1921 ss.; Scarascia Mugnozza, op. cit., p. 146.
  10. Sul punto cfr. Ierussi-Monteleone, Partita IVA per influencer e content creator: primi passi verso l’inquadramento fisco previdenziale, in AgendaDigitale.eu, 13 settembre 2022.
WHITEPAPER
Ottieni una pianificazione veloce e affidabile nel tuo marketing: scopri come!
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4