L’acquisto di innovazione da parte della PA è critico per almeno tre ordini di motivi. In primis l’avversione al rischio e resistenza al cambiamento. Tale avversione nasce, troppo spesso, dalla mancanza da un lato di un’organizzazione adeguata, dall’altro di un chiaro endorsement da parte del vertice, nel supportare il singolo dipendente nel gestire adeguatamente l’innovazione e i suoi rischi. Poi, per i vincoli di budget, non tanto nella disponibilità di per sé di mezzi quanto nella rigidità del bilancio che rende difficile allocare risorse verso nuove o diverse voci di spesa. A questa rigidità si aggiunge in generale la necessità di determinare con ragionevole certezza l’entità dello stanziamento e del successivo impegno. Tuttavia, quando si parla di innovazione, non sempre tutte le voci di costo sono conosciute e conoscibili fin da subito e quindi potere stabilire un quadro economico.
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Perché acquistare innovazione nella PA resta ancora così difficile
L’acquisto di innovazione nella PA incontra ostacoli organizzativi, vincoli di bilancio e rigidità procedurali. L’affidamento diretto agevola le prime sperimentazioni, ma non basta a scalare soluzioni govtech. Per le startup servono resistenza, certezza della spesa e capacità di costruire business case amministrativi
Associate Professor of Practice Government Health and Not for Profit, SDA School of Management

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