Per anni l’intelligenza artificiale applicata alla medicina è stata raccontata soprattutto attraverso immagini spettacolari: algoritmi capaci di riconoscere un tumore in una radiografia, sistemi che interpretano una TAC o modelli che prevedono il rischio cardiovascolare. La trasformazione più interessante potrebbe però avvenire in un luogo assai meno visibile: nello spazio che separa un sintomo dalla sua spiegazione.
malattie rare
Quando la diagnosi non arriva, l’AI può suggerire la domanda giusta
Le malattie rare possono richiedere anni prima di ottenere una diagnosi. L’intelligenza artificiale può collegare sintomi dispersi e suggerire ipotesi da verificare, offrendo una seconda prospettiva a costo marginale. Ma servono supervisione medica, dati affidabili e tutele contro errori e autodiagnosi
Università Degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

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