Radiologia Senologica

Tumore al seno, la biopsia che può accorciare i tempi della diagnosi



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La biopsia CEM-guidata rappresenta una nuova opzione nella diagnosi senologica, soprattutto quando le lesioni mammarie sono visibili solo con metodiche contrastografiche. Alla Breast Unit dell’ASST Fatebenefratelli Sacco la procedura amplia le possibilità diagnostiche per il tumore mammario

Pubblicato il 30 giu 2026

Marcello Orsi

responsabile della Radiologia Senologica dell’Ospedale Fatebenefratelli – ASST Fatebenefratelli Sacco



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La Radiologia Senologica sta attraversando una fase di profonda innovazione, orientata a rendere la diagnosi del tumore mammario sempre più precoce e accurata. Negli ultimi decenni l’innovazione nel campo dell’imaging ha consentito di individuare alterazioni piccole ma biologicamente significative, migliorando sensibilmente la capacità di identificare le lesioni sospette in fase iniziale.

Riconoscere un tumore in stadio precocissimo non è solo un traguardo tecnico, ma ha un impatto diretto sulla vita delle pazienti. Da un lato, aumenta nettamente la speranza di vita, con tassi di sopravvivenza a cinque anni che superano il 90% quando la malattia è localizzata. Dall’altro, una diagnosi tempestiva permette di ridurre drasticamente l’aggressività e gli esiti degli interventi chirurgici. Identificare una lesione millimetrica significa poter optare per interventi conservativi (come la quadrantectomia anziché la mastectomia), riducendo la necessità di terapie sistemiche pesanti e preservando non solo la salute fisica, ma anche l’integrità psicologica e la qualità della vita della donna.

Diagnosi del tumore mammario, il ruolo di mammografia ed ecografia

Il percorso diagnostico standard per il tumore al seno inizia tradizionalmente con la mammografia e l’ecografia mammaria, due pilastri fondamentali per lo screening e gli accertamenti diagnostici mirati. In alcuni casi, tuttavia, il quadro clinico o la complessità del tessuto ghiandolare richiedono un completamento diagnostico di secondo livello per sciogliere dubbi interpretativi o per definire con precisione l’estensione di una lesione già nota. In queste situazioni, i Radiologi Senologi possono ricorrere a esami, come la Risonanza Magnetica (RM) o la Mammografia con Mezzo di Contrasto (CEM, Contrast Enhanced Mammography), che sfruttano la somministrazione di un liquido per via endovenosa per studiare il tessuto ghiandolare mammario e le eventuali lesioni presenti. Il mezzo di contrasto evidenzia le aree con maggiore attività vascolare (enhancement contrastografico). Questo è clinicamente rilevante perché la formazione di nuovi vasi sanguigni, un processo chiamato neoangiogenesi, è spesso un segnale precoce di attività tumorale.

L’elevata sensibilità delle metodiche contrastografiche (sia RM sia CEM) consente, da un lato, di risolvere complessi dubbi diagnostici e, dall’altro, di individuare aree sospette millimetriche che richiedono un indispensabile approfondimento istologico. La biopsia consiste nel prelievo mirato di una piccola porzione di tessuto da analizzare al microscopio, l’unico esame in grado di stabilire con certezza se si tratti di una lesione benigna o di un tumore, definendone anche le caratteristiche biologiche.

Biopsia CEM-guidata per le lesioni invisibili alle metodiche tradizionali

Fino a poco tempo fa, l’approccio a queste lesioni “invisibili” alle metodiche tradizionali presentava un limite logistico importante. In presenza di lesioni visibili soltanto alla RM o alla CEM, l’unica opzione diagnostica per eseguire il prelievo era rappresentata dalla biopsia RM-guidata. Pur essendo un esame eccellente, la biopsia in Risonanza Magnetica è una procedura costosa, complessa dal punto di vista organizzativo, che richiede tempi di esecuzione lunghi e che soffre di una scarsa disponibilità sul territorio nazionale. Di conseguenza, le liste d’attesa rischiavano di dilatarsi, impattando sull’ansia della paziente e sulla tempestività terapeutica.

In questo contesto si inserisce la Biopsia Mammaria guidata da Mammografia con Mezzo di Contrasto (biopsia CEM-guidata), una metodica innovativa recentemente introdotta presso la Breast Unit dell’ASST Fatebenefratelli Sacco.

Come si svolge la biopsia CEM-guidata

La biopsia CEM-guidata è una procedura interventistica mini-invasiva, eseguita in regime ambulatoriale all’interno della stessa sala mammografica. Previa raccolta del consenso informato, alla paziente viene posizionato un accesso venoso nel braccio per iniettare il mezzo di contrasto iodato. Viene quindi posizionata con la mammella da sottoporre a prelievo minimamente compressa dal mammografo; si esegue una mammografia preliminare, quindi si decomprime la mammella e si inietta il mdc, passati due minuti la mammella viene nuovamente delicatamente compressa nel mammografo. Il sistema esegue una radiografia a doppia energia e, sottraendo mediante software dedicato il tessuto ghiandolare normale, mostra solo la lesione “illuminata” dal contrasto; il medico radiologo sceglie il punto esatto di prelievo sull’immagine e il computer calcola istantaneamente le coordinate millimetriche spaziali per guidare l’ago. Dopo accurata disinfezione della cute e l’iniezione di un anestetico locale, il radiologo introduce l’ago da biopsia seguendo con precisione le coordinate ottenute grazie al computer.

Il prelievo è solitamente denominato VABB (Vacuum Assisted Breast Biopsy): l’ago rimane nella sede tutto il tempo necessario e aspira e taglia consecutivamente più campioni di tessuto senza dover essere estratto a ogni prelievo. Dopo aver confermato il corretto posizionamento e raccolto i frammenti, il medico inserisce nel sito del prelievo una micro-clip metallica biocompatibile, utile come punto di repere per futuri controlli o interventi. La procedura si conclude senza punti di sutura, applicando solo cerotti epidermici e un bendaggio compressivo. Dopo una breve osservazione di circa 15-30 minuti, per escludere ematomi o reazioni al mezzo di contrasto, la paziente può tornare a casa in autonomia, con l’unica raccomandazione di tenere il ghiaccio e

I vantaggi rispetto alla biopsia RM-guidata

Rispetto alla tradizionale biopsia RM-guidata, questa nuova tecnica offre vantaggi evidenti:

tempi di esecuzione più rapidi: la procedura si esaurisce in pochi minuti all’interno della stessa sala mammografica, riducendo lo stress della paziente;

costi inferiori: richiede risorse tecnologiche meno costose, permettendo alla struttura pubblica di erogare prestazioni di altissimo livello in modo sostenibile;

logistica semplificata: Non necessita dei complessi setting e delle severe misure di sicurezza legati ai campi magnetici della RM;

migliore tollerabilità per la paziente: l’esame viene eseguito in una posizione più confortevole e risulta accessibile anche a donne che soffrono di claustrofobia o che hanno controindicazioni assolute alla RM (come pacemaker o frammenti metallici).

La procedura risulta generalmente meno impegnativa anche sotto il profilo organizzativo aziendale e consente di ottimizzare e velocizzare l’intero percorso diagnostico-terapeutico, mantenendo la medesima, elevatissima sensibilità clinica della risonanza.

Breast Unit Fatebenefratelli Sacco, prime procedure a Milano

Nel corso del mese di Aprile, presso la Radiologia Senologica dell’Ospedale Fatebenefratelli, sono state eseguite con successo le prime procedure di questo tipo, permettendo all’ASST di collocarsi tra i primi centri attivi in quest’ambito nell’area milanese. Si tratta di un traguardo importante non solo sul piano tecnologico, ma anche organizzativo e clinico, perché amplia concretamente le possibilità diagnostiche offerte alle Pazienti, consentendo di mantenere il percorso di diagnosi all’interno della nostra Azienda e ponendoci come riferimento milanese per la risoluzione di dubbi diagnostici emersi in altri centri diagnostici.

La biopsia CEM-guidata è una tecnologia destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nella senologia moderna. L’introduzione di questa metodica conferma l’impegno della Breast Unit dell’ASST Fatebenefratelli Sacco nel mettere a disposizione delle proprie Pazienti tecnologie avanzate e percorsi diagnostici sempre più efficaci, con l’obiettivo di migliorare la qualità della diagnosi, la tempestività delle cure e l’appropriatezza clinica.

Innovazione senologica e umanizzazione delle cure

L’evoluzione dell’imaging senologico non è solo una questione di tecnologia. È una questione di cura: diagnosi più precise, tempi più brevi, percorsi più umani. Il connubio tra l’esperienza clinica dell’équipe medica e la disponibilità di strumenti di ultima generazione permette di offrire alle cittadine milanesi e lombarde un punto di riferimento d’eccellenza, dove l’innovazione tecnologica è al servizio dell’umanizzazione delle cure. Diminuire i tempi d’attesa per una diagnosi certa significa non solo salvare vite grazie alla precocità terapeutica, ma anche restituire serenità alle pazienti in un momento di massima vulnerabilità.

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