AI ACT e imprese

Camisani Calzolari: “Se usi l’AI in azienda, fai queste cinque azioni”



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Se in azienda usi strumenti di AI per decisioni su persone, lavoro o accesso a servizi, rientri nell’AI Act: per essere conforme devi sapere dove l’AI è impiegata, formare gli utenti, valutare e documentare i rischi, informare gli interessati e implementare controlli e supervisione

Pubblicato il 8 gen 2026

Marco Camisani Calzolari

Tecnologo, Scrittore, Divulgatore, Esperto e Docente di Comunicazione Digitale



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Se utilizzi l’intelligenza artificiale in azienda, devi fare alcune cose subito per essere conforme all’AI Act. Subito, non tra mesi. Perché l’AI Act è legge dell’Unione europea e prevede sanzioni molto pesanti. Nei casi più gravi si arriva fino a 35 milioni di euro o fino al 7% del fatturato globale annuo. In molti altri casi le sanzioni arrivano comunque fino a 15 milioni o al 3% del fatturato globale. Per molte aziende, anche piccole, è un rischio reale di blocco dell’attività.

AI Act e responsabilità aziendale

L’AI Act non riguarda solo chi sviluppa modelli di intelligenza artificiale, riguarda anche chi li usa. Aziende grandi, piccole e medie, studi professionali, consulenti, agenzie. Se usi l’AI per prendere decisioni che incidono su diritti, lavoro o accesso a servizi, per selezionare persone, fare valutazioni automatiche, profilare clienti, assegnare punteggi, rientri nel campo di applicazione. Questo vale anche se l’AI non l’hai sviluppata tu. Se la usi, la responsabilità è anche tua.

Cosa devi fare se usi l’AI in azienda: i cinque step

Quando ho fatto parte del Comitato che ha aiutato a scrivere la legge italiana sulla AI, ovviamente ci siamo confrontati sulla reale efficacia di queste regole e, credetemi, anche se sembrano oneri pesanti, è l’unico modo per tutelare le persone. Quindi, ecco cosa devi fare subito.

Conformità AI Act: mappa subito dove stai usando l’AI

Primo punto: devi sapere dove stai usando l’AI. Devi mappare tutti i sistemi di intelligenza artificiale presenti in azienda: software interni, strumenti esterni, piattaforme, servizi in abbonamento. Senza un inventario chiaro non puoi essere conforme.

Le competenze richieste: formare chi utilizza l’AI in azienda

Secondo punto: devi formare le persone che usano l’AI. L’AI Act prevede già l’obbligo di competenze adeguate per chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale. Non è facoltativo.

Valutazione e documentazione del rischio secondo l’AI Act

Terzo punto: devi classificare il rischio. L’AI Act distingue tra pratiche vietate, sistemi ad alto rischio e altri sistemi soggetti a obblighi di trasparenza. Questa valutazione va fatta e va documentata.

Trasparenza AI Act: informare persone, utenti e destinatari dei contenuti

Quarto punto: devi garantire trasparenza verso le persone. Se qualcuno interagisce con un sistema di AI deve saperlo. Se un contenuto è generato o manipolato artificialmente, va indicato. Questo vale anche per chatbot e contenuti sintetici.

Sistemi ad alto rischio: obblighi operativi e controlli da attivare

Quinto punto: se utilizzi sistemi ad alto rischio, devi applicare obblighi operativi precisi: supervisione umana reale, controllo dei dati in input, monitoraggio continuo, conservazione dei log, gestione degli incidenti e segnalazioni quando necessario. Senza queste misure non sei conforme.

L’errore più comune è pensare che l’AI Act sia solo un tema legale. Non lo è. È un obbligo operativo per chi usa l’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano.


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