L’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale e dei modelli linguistici avanzati sta trasformando i flussi di lavoro aziendali, ma porta con sé dinamiche di vulnerabilità che ricordano da vicino le passate transizioni tecnologiche. In una recente intervista che ha visto confrontarsi David Spark, produttore della CISO Series, Andy Ellis, principal presso Duha, e Danny Jenkins, amministratore delegato di ThreatLocker, è emerso chiaramente come le sfide attuali non rappresentino una novità assoluta, quanto piuttosto la reiterazione di vecchi schemi logici e operativi. La gestione della sicurezza informatica si trova oggi a dover fare i conti con l’automazione dei processi, dove l’analisi dei rischi deve necessariamente spostarsi dalla semplice verifica delle credenziali a una governance profonda dei comportamenti e delle architetture.
sicurezza informatica
Dal cloud agli LLM: la sicurezza dei nuovi agenti ripete i vecchi errori
Il rapido sviluppo dei modelli linguistici sta introducendo vulnerabilità strutturali già vissute con l’avvento del cloud. Esperti del settore evidenziano la necessità di ripensare radicalmente i concetti di identità, autorizzazione e controllo dei dispositivi per proteggere le infrastrutture
Editor e specialista in media digitali e comunicazione internazionale

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

La vera sfida dell’AI in azienda non è cercare, ma ricordare bene
18 Ago 2026 -

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026












