L’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale e dei modelli linguistici avanzati sta trasformando i flussi di lavoro aziendali, ma porta con sé dinamiche di vulnerabilità che ricordano da vicino le passate transizioni tecnologiche. In una recente intervista che ha visto confrontarsi David Spark, produttore della CISO Series, Andy Ellis, principal presso Duha, e Danny Jenkins, amministratore delegato di ThreatLocker, è emerso chiaramente come le sfide attuali non rappresentino una novità assoluta, quanto piuttosto la reiterazione di vecchi schemi logici e operativi. La gestione della sicurezza informatica si trova oggi a dover fare i conti con l’automazione dei processi, dove l’analisi dei rischi deve necessariamente spostarsi dalla semplice verifica delle credenziali a una governance profonda dei comportamenti e delle architetture.
sicurezza informatica
Dal cloud agli LLM: la sicurezza dei nuovi agenti ripete i vecchi errori
Il rapido sviluppo dei modelli linguistici sta introducendo vulnerabilità strutturali già vissute con l’avvento del cloud. Esperti del settore evidenziano la necessità di ripensare radicalmente i concetti di identità, autorizzazione e controllo dei dispositivi per proteggere le infrastrutture
Editor e specialista in media digitali e comunicazione internazionale

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