AI Act e GDPR

Informative privacy sotto tiro: gli errori che costano caro (e come evitarli)



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Nel 2026 l’informativa privacy resta un punto critico, soprattutto con l’uso di sistemi di AI. Tra sanzioni del Garante e guida CNIL, servono testi chiari, stratificati e specifici su finalità, fonti, dataset, diritti, deroghe e misure di garanzia

Pubblicato il 5 mar 2026

Chiara Benvenuto

Associate Dipartimento Data Protection Rödl & Partner

Vanessa Cunico

Junior Associate RÖDL



Direttiva CER Cybersecurity Advanced Firewalls, Secure Logins, and Digital Protections Confidential Information. (1) formazione cybersecurity Supply Chain Cybersecurity Cybersecurity PMI informativa privacy


Nel 2026 sappiamo scrivere una informativa sulla privacy? Verrebbe da pensare di si, considerato il tempo trascorso dall’entrata in vigore del GDPR. Ma dal 2018 sono cambiate tante cose: una tra queste, il fenomeno dell’evoluzione e dell’utilizzo sempre più diffuso dei sistemi di intelligenza artificiale, insieme all’entrata in vigore dell’AI Act, primo quadro normativo completo sul punto.

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