olimpiadi sotto attacco

Milano Cortina 2026, lo stress test della cybersicurezza nello sport mondiale



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Dagli attacchi alle infrastrutture di Milano-Cortina 2026 al boom di data breach, phishing, ransomware e DDoS, lo sport è diventato un bersaglio privilegiato dei cybercriminali. L’uso dell’AI potenzia le minacce, mentre club, federazioni e organizzatori devono investire in prevenzione, monitoraggio e formazione

Pubblicato il 12 feb 2026

Veronica Leonardi

Executive Board Member & Chief Marketing Office – Cyberoo



olimpiadi milano-cortina (1)

I casi registrati alle Olimpiadi Milano Cortina 2026 mostrano quanto i cyberattacchi negli eventi sportivi siano ormai una minaccia concreta per infrastrutture, alberghi e servizi critici.

Le offensive contro gli hotel di Cortina e i tentativi riconducibili a gruppi di hacker russi anticipano uno scenario in cui lo sport diventa un bersaglio privilegiato della cybercriminalità.

Cyberattacchi negli eventi sportivi: perché Milano Cortina è un campanello d’allarme

Tra il 2 e il 9 febbraio 2026, in concomitanza con l’apertura della manifestazione, le autorità governative italiane hanno dovuto neutralizzare numerosi attacchi mirati, quelli più noti contro diversi alberghi di Cortina, tra cui vari tentativi ricondotti a gruppi di hacker russi.

Un chiaro segnale che il fenomeno delle cyber offese e della cybercriminalità nel mondo dello sport è in crescita. Infatti, il miglioramento delle tecnologie combinato all’ascesa dell’intelligenza artificiale sta trasformando in obiettivi facili le grandi organizzazioni sportive.

Il motivo? Di certo l’elevata visibilità, oltre ai grandi volumi di dati sensibili gestiti e all’impatto economico devastante di un’eventuale interruzione operativa, con le conseguenti ripercussioni.

Tecnologie, AI e nuove minacce per il mondo dello sport

Innanzitutto, i club sportivi hanno a che fare con dati sensibili degli atleti, come cartelle sanitarie, certificati e simili, che possono essere bersaglio di hackeraggio, insieme al furto di dati personali di abbonati e tifosi, soprattutto in prossimità di grandi eventi.

L’anello debole: fornitori, trasporti e ticketing

Dal punto di vista dell’hacker, la prassi è solitamente individuare l’anello debole della catena di organizzazione, come fornitori, trasporti, chi gestisce il ticketing. Il ticketing fraudolento è uno dei rischi più alti e frequenti: solo per Parigi 2024 sono stati individuati a fatica quasi 400 siti fraudolenti, e non sono sicuramente tutti quanti.

Phishing mirato su atleti e dirigenti

Un altro pericolo all’ordine del giorno è quello del phishing ai danni di atleti e dirigenti: si tratta di frodi ben architettate mirate a rubare accesso a conti bancari e database aziendali.

Cyberattacchi e furto di dati sensibili

Il “data breach”, ossia il furto di dati, è sicuramente tra i crimini più comuni e diffusi.

Dati medici, contratti e accordi riservati degli atleti

Colpisce diverse categorie di informazioni, a partire da quelle mediche riservate di atleti e giocatori, fino a contratti, accordi sotto embargo e affini.

Tifosi, app e piattaforme di ticketing nel mirino

Per non parlare dei dati dei tifosi, che includono credenziali di accesso o prenotazioni di strutture, come hanno provato le Olimpiadi, e poi ancor più informazioni di pagamento e carte di credito, raccolte tramite app, piattaforme e portali di ticketing.

Per citare un esempio recente, ad aprile 2023 la federazione calcistica olandese, KNVB, ha subìto un furto di dati riservati dei propri dipendenti e tesserati.

Phishing, ransomware e interruzioni operative nei grandi eventi

Legato al furto dei dati c’è il crimine noto come “ransomware”, che consiste in una doppia estorsione, poiché viene utilizzata la minaccia di pubblicare dati rubati contro le vittime per estorcere loro denaro. Un vero e proprio “ricatto digitale”, difficile da bloccare.

Ransomware e ricatti digitali alimentati dall’intelligenza artificiale

Le conseguenze non riguardano solo gli sportivi o i dirigenti generalmente presi di mira in questi casi, ma anche la gestione di sistemi di sicurezza durante le competizioni, o l’accesso ai tornelli o ancora la limitazione della vendita dei biglietti. Le stime più recenti parlano di un forte incremento di attacchi ransomware nel corso del 2025, anche perché si tratta di crimini che sono strettamente legati all’utilizzo di AI.

L’intelligenza artificiale è spesso sfruttata proprio per scongiurare possibilità di difesa in questi casi, ragion per cui è sempre importante investire in soluzioni di cybersicurezza che siano al passo coi tempi e soprattutto riescano a interpretare gli schemi dei più innovativi sistemi di AI.

I grandi eventi sportivi offrono terreno fertile alla cybercriminalità per la grande visibilità che garantiscono e per l’elevata concentrazione di servizi digitali critici che collegano le diverse parti interessate, tra atleti, dirigenti, staff e pubblico. Per citarne alcuni: ticketing, hospitality, media, sistemi di accesso, pagamenti.

Nella maggior parte dei casi l’obiettivo è economico: frodi, rivendita di dati, estorsioni tramite ransomware, oppure interruzioni operative utili a generare un impatto immediato.

DDoS e sabotaggio della visibilità mediatica degli eventi

In questo contesto, i dati sono spesso il “nuovo oro” non solo perché oggi più che mai hanno valore in sé, ma perché possono diventare leva di ricatto e danno reputazionale. Ecco perché, tra gli attacchi più frequenti in occasione di manifestazioni importanti, figurano anche i DDoS (Distributed Denial of Service), che inondano i server di traffico per rendere inagibili siti web di eventi, servizi di broadcasting o sistemi di autenticazione.

Come prevenire i cyberattacchi negli eventi sportivi con formazione e difese avanzate

È, ormai, un imperativo categorico agire in maniera proattiva: in un universo interconnesso come il nostro non basta reagire dopo l’incidente. C’è bisogno di monitoraggio continuo, insieme a una rapida capacità di risposta e intervento immediato.

Dati sensibili e informazioni personali sono facilmente reperibili ovunque, e soprattutto circolano velocemente e in grande quantità in concomitanza di eventi di notevole rilevanza pubblica. Un po’ come in medicina, bisogna insistere sulla prevenzione.

Backup, MFA e monitoraggio continuo di sistemi e dati

È, innanzitutto, essenziale un approccio globale che includa backup regolari di dati e informazioni, autenticazione a più fattori su ogni fronte, dal ticketing alla gestione di accessi e registrazioni sui portali, iscrizioni o classifiche, fino anche alla formazione del personale e dello staff organizzativo contro il phishing e il mondo degli attacchi cyber in generale.

Formazione diffusa: dal top management allo staff operativo

Spendo due parole sulla formazione: non deve riguardare soltanto i piani alti, proprio perché gli hacker mirano ai punti deboli della catena, nell’ambito di organizzazioni di grandi eventi. La formazione cyber è cruciale poiché l’errore umano è la principale vulnerabilità, e ciò che più di tutto rende club e federazioni bersagli facili per i crimini menzionati.

Investire in programmi regolari di alfabetizzazione in ambito di sicurezza informatica è il primo passo per garantire all’ambiente sportivo la trasparenza, la convivialità, la correttezza e in generale i valori di cui da sempre è paladino.

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