Chi opera nell’ambito delle biobanche per scopi di ricerca futura conosce bene la questione: il cosiddetto consenso per fasi progressive, chiarito dal Garante per la Protezione dei Dati Personali con il parere reso nell’ambito della consultazione preventiva relativa allo studio “DB Torax” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (Registro dei provvedimenti n. 238 del 30 giugno 2022), viene spesso indicato come un ostacolo significativo all’attività di queste organizzazioni. Ma siamo sicuri che lo sia davvero in tutti i casi?
protezione dei dati
Biobanche e ricerca: serve davvero chiedere sempre un nuovo consenso?
Le nuove Guidelines 1/2026 dell’EDPB riaprono il dibattito sul consenso ampio nelle biobanche per ricerca futura. Il quadro europeo e italiano suggerisce che, in molti casi, il consenso per fasi progressive potrebbe non essere necessario per comunicare dati e campioni a ricercatori terzi
Data Protection Officer – Consiglio Nazionale delle Ricerche

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

L’IA nel turismo corre, ma non per tutti: la mappa italiana e globale
08 Mag 2026 -

AI agentica nel turismo: come cambia il mercato dei viaggi
09 Apr 2026 -

OpenBIM e interoperabilità: perché gli standard aperti sono decisivi in edilizia
03 Apr 2026 -

Competitività europea e sovranità, cosa manca davvero alle startup Ue
01 Apr 2026 -

Come l’AI porta il caffè sulle nostre tavole al tempo della guerra
13 Mar 2026











