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Tecnologie accessibili e viaggi: le app che aiutano le persone con disabilità



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Le tecnologie accessibili stanno cambiando il modo di viaggiare per milioni di persone con disabilità. Tra mappe intelligenti, descrizioni audio e piattaforme specializzate, questi strumenti aiutano a individuare ostacoli, orientarsi meglio e organizzare spostamenti più sicuri

Pubblicato il 15 apr 2026

Antonino Mallamaci

avvocato, Co.re.com. Calabria



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Le nuove tecnologie stanno rendendo i viaggi più accessibili anche per le persone con disabilità. Oggi esistono app e piattaforme che aiutano a individuare ostacoli lungo il percorso, offrono descrizioni audio in 185 lingue e consentono di prenotare esperienze e strutture calibrate sulle esigenze di ciascuno.

Il tema riguarda una quota enorme della popolazione. Secondo i dati diffusi in occasione della Giornata mondiale delle Persone con Disabilità, celebrata il 3 dicembre e istituita dall’Onu nel 1992, nel mondo vive con una disabilità circa il 15% della popolazione, cioè oltre un miliardo di persone. In Italia i cittadini con disabilità sono 7,6 milioni e molti continuano a fare i conti con difficoltà concrete nell’accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi essenziali.

In questo contesto, ogni strumento capace di migliorare autonomia, orientamento e qualità della vita assume un valore concreto. È qui che entrano in gioco le tecnologie dedicate all’accessibilità, pensate per aiutare le persone a muoversi, viaggiare e vivere gli spazi con maggiore sicurezza e indipendenza.

Le tecnologie per i viaggi accessibili e l’inclusione

Vediamo in cosa consistono questi strumenti. La spinta ad operare in questo campo Sasha Blair-Goldensohn, ingegnere informatico di Google, l’ha ricevuta nel 2009, quando la caduta di un ramo di albero l’ha reso paralitico dal petto in giù. Da allora, la sua esperienza sulla sedia a rotelle lo ha ispirato a sviluppare funzionalità di accessibilità per Google Maps e a promuovere l’inclusione a 360 gradi. Ora è responsabile del servizio che si occupa di questo problema presso la stessa azienda.

Molti disabili si affidano a Google Maps, dove sono reperibili funzioni che segnalano gli ingressi senza scale, forniscono indicazioni audio per orientarsi per strada, per trovare ristoranti, sportelli automatici e stazioni dei mezzi pubblici accessibili. L’ingegnere di Google ha contribuito a supervisionare l’introduzione di percorsi di trasporto pubblico accessibili alle sedie a rotelle e, più recentemente, di percorsi di superficie senza scale.

Un’app per orientarsi in luoghi sconosciuti

Un’altra app di mappe che aiuta a muoversi in posti sconosciuti è AVIV ScoutRoute. L’app è stata creata dal TCAT (Centro Taskar per le tecnologie accessibili), che si presenta come un progetto “per la pienezza dell’esperienza umana” che lavora con tecnologie open-source per sviluppare, tradurre e implementare tecnologie accessibili, mettendole poi a disposizione delle comunità.

TCAT “pone al centro l’esperienza delle persone con disabilità come chiave di lettura per migliorare la progettazione e l’ingegneria, attraverso pratiche di progettazione partecipativa, strumenti e sviluppo delle competenze. Mediante il coinvolgimento di studenti, docenti e comunità partner dell’intero pianeta, il Taskar Center è un’impresa sociale sostenibile per lo sviluppo, l’implementazione e il supporto di tecnologie accessibili. La missione è coinvolgere le persone nella progettazione partecipativa e inclusiva”.

L’app personalizza gli itinerari per le persone con mobilità ridotta o problemi di vista, basandosi sul feedback degli utenti e sull’intelligenza artificiale per tenere conto di fattori come la larghezza dei marciapiedi, la pendenza, la composizione del manto stradale, le rampe per disabili e i punti di riferimento.

Viaggi accessibili e strumenti per la mobilità quotidiana

RollMobility è un’altra app gratuita utile per le persone con problemi di questo tipo. Rachel Zoeller ha subito una lesione al midollo spinale che l’ha ridotta sulla sedia a rotelle dal 2019. Da allora ha vissuto esperienze negative. Ad esempio, chiamava un ristorante per chiedere informazioni sull’accessibilità, che le veniva assicurata; dopodiché, sul posto appurava che la porta non era abbastanza larga o i tavoli erano troppo vicini, oppure c’era la moquette, che richiede uno sforzo maggiore rispetto a una normale pavimentazione.

Questo l’ha indotta ad aderire a un gruppo che ha creato RollMobility, perché muoversi in casa, dove si hanno punti di riferimento, non è lo stesso che farlo in luoghi non conosciuti in precedenza, come i locali pubblici. Negli Stati Uniti, gli standard per la progettazione accessibile sono contenuti nell’ATA (Americans with Disabilities Act), ma in molti casi non vengono rispettati.

RollMobility mira ad aiutare gli utenti a orientarsi in questo tipo di spazi offrendo informazioni raccolte tramite crowdsourcing, come l’altezza di tavoli e banconi e il peso delle porte. Dal suo lancio nel 2023, il servizio ha valutato oltre 20.000 luoghi in più di 100 paesi, e gli utenti hanno manifestato grande apprezzamento.

Assistenza live e descrizioni audio per chi non vede

Un’altra app a disposizione dei disabili è stata denominata, molto efficacemente, Be My Eyes (Sii i miei occhi). Dal sito apprendiamo che è in funzione dal 2015: “Vediamo il mondo insieme”, c’è scritto, e serve a collegare ciechi o ipovedenti con volontari e aziende in tutto il mondo, attraverso video dal vivo e IA, per avere assistenza. E sono ben 10 milioni i volontari che aiutano queste persone, in 185 lingue, ad affrontare la vita di tutti i giorni, mentre gli iscritti ipo o per nulla vedenti che utilizzano il servizio sono un milione circa.

Chi necessita di aiuto può accedere all’app in qualsiasi momento e da qualsiasi posto. Una volta messo in contatto con un volontario che parla la sua lingua, l’utente inquadra con la fotocamera l’ambiente circostante e gli viene fornita una descrizione di ciò che sta accadendo, potendo anche interagire in tempo reale.

L’intelligenza artificiale è alla base di una funzione che consente all’utente di condividere una fotografia con una chatbot che descrive ciò che vede. Perciò, se viaggi, o ti trovi in qualsiasi posto per la prima volta, puoi ricevere assistenza immediata e personalizzata per orientarti per la strada, familiarizzare con una camera d’albergo o un ristorante.

Una piattaforma per prenotare viaggi accessibili

Wheel the World (“progettata con l’accessibilità come principio fondamentale”, si presenta così) è una piattaforma dedicata a chi, disabile, vuole viaggiare in sicurezza e tranquillità. Le agenzie di viaggio tradizionali spesso trascurano le esigenze specifiche di questo particolare genere di clienti.

La mission della piattaforma è proprio quella di rendere accessibile a tutti, senza patemi d’animo, il viaggiare: “Noi di Wheel the World crediamo che viaggiare debba essere accessibile a tutti. Quello che è iniziato con un’escursione in Patagonia ci ha cambiato la vita e si è trasformato in un movimento globale per dare alle persone con disabilità la possibilità di esplorare il mondo liberamente, in sicurezza e con fiducia. Dalle spiagge alle montagne, dalle città ai luoghi più remoti, verifichiamo l’accessibilità affinché nessuno venga escluso dall’avventura”.

Su di essa, ogni annuncio include informazioni verificate sull’accessibilità: foto reali, misure e caratteristiche essenziali da conoscere per muoversi in tranquillità. Oltre 800 “cartografi” freelance hanno raccolto circa 225 punti dati relativi a più di 6.000 strutture ricettive in oltre 50 paesi.

Il database è molto dettagliato e contiene informazioni sull’altezza dei letti, la larghezza delle porte, l’accessibilità e le dimensioni dei bagni. Wheel the World contrassegna le strutture con un badge “verificato” in base a standard definiti attraverso interviste agli utenti. Se un utente prenota un hotel che non corrisponde esattamente alla descrizione online, Wheel the World provvede al rimborso.

Il valore sociale delle nuove tecnologie

In conclusione, si può ben dire che, come avviene nel campo della medicina, le nuove tecnologie sono al servizio delle persone, e non viceversa. Tale utilizzo consente davvero di ridurre le diseguaglianze, dando a tutti le medesime opportunità.

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