Come valorizzare il patrimonio informativo pubblico: l'esempio lombardo

Il caso open data

Regione Lombardia si sta muovendo sugli open data da circa due anni con varie iniziative. Adesso è possibile cominciare a valutarne gli esiti

di Ferdinando Germano Ferrari, Regione Lombardia Programmazione Integrata e Finanza Attuazione delle agende regionali di digitalizzazione e semplificazione

Una delle aree di intervento previste dall’Agenda Digitale Lombarda vigente riguarda la “Valorizzazione del patrimonio informativo pubblico”.

Valorizzare il patrimonio informativo di una PA significa mettere a disposizione dati aperti, andando oltre gli obblighi di legge, puntando quindi non solo alla trasparenza amministrativa ma anche alla creazione di nuova economia e di nuovi sbocchi lavorativi. Significa anche promuovere l’uso di ciò che l’ente ha pubblicato e diffondere le competenze digitali , sia al proprio interno che sul territorio, per spiegare come si pubblicano dati aperti e anche come possono essere riutilizzati.

Regione Lombardia si sta muovendo in tutte queste direzioni da circa due anni con varie iniziative, di cui ora si possono cominciare a valutare gli esiti.

La Pubblicazione dei dati  secondo i criteri dell’Open Data avviene principalmente attraverso il portale www.dati.lombardia.it, ma anche con l’attenzione di alcuni portali tematici, come il geoportale regionale, che nella diffusione dei loro dati adottano formati e licenze aperte, quando possibile, e spesso condividono i dataset.

Il sito dati.lombardia.it è nato nel marzo 2012 utilizzando la piattaforma offerta da Socrata.  La scelta è ricaduta sulla piattaforma Socrata perché abbiamo visto come viene utilizzata da e utilizzata dal governo e da molti stati americani, e perché ci consentiva di attivare un servizio in tempi brevissimi (il mandato era di attivarlo in un trimestre) avendo già disponibili  feature che consentono di non creare solo un semplice catalogo di dataset, ma qualcosa che favorisce anche una fruizione molto semplice dei dati.

Oltre alle possibilità di fare download dei dati in un formato aperto, corredati da scheda metadati e altre informazioni di supporto, nel portale dati.lombardia.it è presente un potente motore di ricerca che trova le parole ricercata all’interno del titolo e nella descrizione, ma anche in ogni singolo record di ogni dataset tabellare.  Possono essere esposti differenti formati aperti dei dati (noi al momento presentiamo oltre alle tabelle anche shape file, ma potremmo inserire documenti o altro, sempre in formato aperto). E’ possibile realizzare viste dei dataset tabellari esposti, tramite filtri, e stiamo cominciando anche ad esercitarci in rappresentazioni su mappe e grafici. Dal gennaio 2014 abbiamo attivato nuove feature e chiunque può realizzare proprie viste o grafici sui dati che esponiamo e poi può salvarli mettendoli a disposizione della comunità, può dare un rating al dateset e fare segnalazioni per migliorare i dati.

Oltre al download dei dati, è reso disponibile per ciascun dataset, o vista su esso, il codice per visualizzarlo direttamente in altre pagine web (tramite l’embedding di iframe); sono disponibili due set di API per la consultazione diretta da applicazioni (SODA e ODATA) e quindi importare direttamente i dati in applicazioni o fogli di calcolo con la possibilità di aggiornamento costante, oppure è possibile fare delle interrogazioni dirette trami lo standard Json.

Categorizzazione, suddivisione in argomenti, catalogo ordinabile secondo vari criteri, possibilità di ordinare il contenuto dei singoli dataset tabellari, feed rss e segnalazioni sui social network, completano il corredo di strumenti a disposizione di tutti.

Abbiamo da poco superato i 500 dataset pubblicati e la pubblicazione di dati continua, non solo da parte di Regione Lombardia, ma anche da parte di Enti del sistema regionale come Eupolis, Finlombarda, ARCA e ARPA. Le nostre statistiche, ma anche quelle nazionali, ci confortano sulla qualità del lavoro che stiamo facendo, anche se siamo ben consapevoli che ci sono ampi spazi di miglioramento ancora aperti, per esempio, rispetto ad alcuni contenuti che ancora mancano e rispetto alla possibilità di migliorare la qualità dei dati;  proprio per questo dal 2014 l’attenzione si sta spostando dalla mera pubblicazione di “dati grezzi e subito”, verso anche il tema dei Linked Open Data e dell’automatizzazione sempre più spinta dei sistemi di pubblicazione (per fare alcuni esempi).

Riguardo la promozione e la diffusione di competenze sugli open data, abbiamo attivato in questi due anni diverse iniziative, altre vedranno la luce nel breve/medio termine:

-          Il concorso OpenAPP Lombardia: lanciato nella seconda metà del 2012, è stato un contest rivolto a 18-35enni che vedeva premiate le migliori applicazioni prodotte con gli 80 dataset allora presenti.
Abbiamo valutato ben 111 applicazioni ed erogato premi per 60.000 € ma, oltre a ciò, interessante è stata anche la platea di sponsor che abbiamo raccolto e che hanno offerto ai vincitori visibilità, stage, opportunità di lavoro.  Secondo una nostra semplice valutazione, abbiamo avuto una resa di almeno 20 volte il valore dell’investimento che abbiamo fatto per organizzare il concorso.
Stiamo lavorando a un riedizione del concorso OpenAPP Lombardia che, vista anche la mole dei dati ora disponibili, dovrebbe assumere una connotazione molto differente dalla prima, basata su awards verticali su temi specifici.

-          Le Linee Guida Open Data per gli Enti Locali:  facendo tesoro dell’esperienza interna, che ha portato alla pubblicazione dei dataset su dati.lombardia.it, abbiamo realizzato delle linee guida che spiegano come, secondo noi, si possono pubblicare i dati, quali dati si possono pubblicare e con che processo.  Queste linee guida si rivolgono alle amministrazioni locali, soprattutto, ma sono state anche presentate sui tavoli nazionali.
Allegato alle Linee Guida c’è un documento che lancia alla pubblica amministrazione lombarda la proposta di “federarsi” in una rete di enti che pubblicano dati in formato aperto in modo coordinato.  Socrata mette anche a disposizione uno strumento di “federazione” molto spinto, tra portali della stessa piattaforma, che consente di estendere a tutti i dataset i potenti strumenti di catalogazione e ricerca, su qualunque portale siano essi pubblicati.
La proposta di collaborazione va dalla possibilità di condividere la piattaforma regionale (per piccoli enti che non hanno intenzione di gestire un proprio portale) a quella di cooperazione tra portali esistenti, e abbiamo interessanti ritorni anche sulle possibilità di condivisione con portali di altre piattaforme tecnologiche (per esempio, sappiamo che dati.gov.it fa facilmente harvesting dei nostri dataset).
Per la fine di marzo sarà reso pubblico un nuovo documento che è una proposta di standard: un elenco dei dati che riteniamo che una amministrazione locale possa mettere a disposizione in Open Data e una prima proposta di tracciati record per alcuni di essi.  Il documento sarà messo a disposizione in un forum per i prossimi due mesi, perché vogliamo chiedere un parere ai diretti interessati (amministrazioni ma anche sw-house che con esse lavorano);  trascorsi i due mesi il documento sarà formalizzato, ma la nostra idea è che resti comunque un documento “aperto”, che dia spunto per la generazione costante di nuovi tracciati record standard condivisi e alla individuazione di nuovi dati pubblicabili.

-          Le Azioni sul territorio: Nel 2012 e 2013 sono state costanti le presentazioni a convegni e gli incontri con vari stakeholder, e continuano nel 2014.  Le presentazione della nostra iniziativa Open Data è da sempre stata rivolta soprattutto alle amministrazioni ma ha spesso coinvolto anche il tessuto delle imprese ICT delle università e non solo;  riteniamo importante far conoscere che cos’è Open Data, che ci sono spazi per lavorare insieme, che i nostri dati possono essere riusati.  In particolare, segnaliamo il ciclo di incontri che avevamo chiamato “eGov 2.0 a costo zero” durante i quali sono stati presentati oltre alla soluzione Open Data, anche alcuni strumenti che già esistono online e che possono essere utilizzati per organizzare eventi, fare survey e altro.

-          I Webinar tematici: abbiamo scoperto questo importante strumento grazie al coinvolgimento di InnovatoriPA, che ci ha chiesto di portare la nostra testimonianza in alcuni eventi da loro organizzati.  Da qualche tempo ci stiamo muovendo organizzando eventi nostri.
La grossa opportunità di creare aule virtuali, con possibilità di interagire con i partecipanti, si sta dimostrando uno strumento forse più efficace degli incontri sul territorio, che apre la strada a un dibattito in rete che auspichiamo possa farsi sempre più serrato

L’attività di coinvolgimento territoriale prosegue, soprattutto dobbiamo allargare il nostro target di riferimento che oggi è concentrato soprattutto sull’amministrazione locale.

Siamo convinti che fondamentale sia il ruolo delle aziende ICT, in particolare di quelle che producono SW per le amministrazioni e che possono produrre sistemi per la pubblicazione automatica dei dati aperti.

In realtà siamo convinti che tutto il mondo aziendale, non solo quello ICT, possa trarre vantaggio dal riutilizzo dei nostri dati, per questo stiamo predisponendo interventi di presentazione delle varie tipologie di dati che abbiamo prodotto, descrivendo anche alcuni casi d’uso già a noi noti.

L’Agenda Digitale Lombarda si avvia verso una nuova approvazione e ancora il tema della valorizzazione del patrimonio informativo è uno degli ambiti di intervento che saranno considerati tra i prioritari;  l’auspicio è che tale priorità sia tenuta in conto anche a livello centrale e che ci si renda conto che non basta produrre delle Linee Guida nazionali sul tema. Per dare slancio a questi argomenti occorrono presa di coscienza e risorse che oggi sono ancora di la’ da venire. Quello dell’innovazione a costo zero non è che un mito da sfatare.

09 Aprile 2014

TAG: open data, regione lombardia