Agenda digitale italiana: lo stato dell'arte tra decreto e altre norme

Le misure

Dopo il Dl Crescita 2.0, le misure avviate per la Pa digitale, le tre priorità fatturazione elettronica, identità digitale e anagrafe unica. Il Piano nazionale banda larga e banda ultra larga. La Strategia Italiana per la Crescita Digitale. Italia Login. Ecco come sta per cambiare l'Italia grazie alla spinta politica nell'innovazione (aggiornamenti in progress. Ultimo: 8 luglio 2015)

di Alessandro Longo, Nello Iacono

Possiamo sintetizzare  l'azione del governo, in tema di Agenda digitale italiana, su tre linee:

1.      connettività e infrastrutture in banda ultralarga;

2.     digitalizzazione dei rapporti azienda-cittadino con la Pubblica amministrazione;

3.     spinta alle aziende che fanno innovazione. 

Sulla seconda linea sono state individuate tre priorità (Anagrafe centralizzata, Identità digitale, Fatturazione elettronica), adesso integrate nel programma-frame Italia Login.

L’attuale quadro dell’Agenda è stato progressivamente costruito in questi anni. In particolare:

  • 2012 – si parte da un decreto legislativo uscito in Gazzetta Ufficiale il 19 ottobre 2012, il Crescita 2.0, convertito in legge con un maxiemendamento del Senato.  Qui il testoqui una sintesi. Altre misure sono state successivamente avviate da ministeri come il Miur e Sviluppo economico (i regolamenti Piano nazionale banda larga e Piano nazionale banda ultra larga). Importanti in questo ambito anche i bandi già pubblicati dal Miur per le Smart Cities & Communities. Alcune misure sono anche nel decreto Semplificazioni;
  • 2013 – si interviene all’interno del cosiddetto Decreto del Fare (soprattutto per quanto riguarda gli incentivi alle PMi che investono in ICT) e della Legge di Stabilità 2014;
  • 2014 -  il Governo interviene in più parti della Legge di Stabilità 2015 , soprattutto in ambito di Giustizia, Sanità e Fisco.
  • 2015 - il Governo approva, dopo averli posti in consultazione, i documenti Strategia Italiana per la Crescita Digitale e Strategia Italiana per la Banda Ultralarga, che indirizzeranno le iniziative effettuate nell’ambito dell’Accordo di Partneriato per il programma dei fondi 2014-2020. In particolare, la Strategia Crescita Digitale suddivide gli interventi in Azioni Infrastrutturali Trasversali (Sistema Pubblico di Connettività e predisposizione wifi tutti edifici pubblici, Digital Security per la PA, Razionalizzazione del patrimonio ICT, consolidamento data center e cloud computing, Servizio Pubblico d’Identità Digitale (SPID))Piattaforme Abilitanti (Anagrafe Popolazione Residente, Pagamenti elettronici, Fatturazione elettronica PA, Open Data, Sanità digitale, Scuola Digitale, Giustizia Digitale, Turismo Digitale, Agricoltura Digitale) e Programmi di Accelerazione (Italia Login – La casa del cittadino, Le competenze digitali, Smart City & communities).

Vediamo allo stato come sta prendendo forma e si sta attuando l’Agenda Digitale italiana. 

Infrastrutture banda larga e ultralarga

L’Agenda, con il Piano Banda Larga, prevedeva di completare la copertura banda larga (secondo la vecchia definizione, almeno 2 Megabit) entro il 2014 (ora al 2015) e di fare alcuni interventi di copertura con banda ultra larga, sulla base soprattutto della programmazione 2007-2013. Il Piano Banda Larga è in via di completamento. Nella Strategia Italia per la Banda Ultralarga (2014-2020) sono invece programmati interventi per raggiungere i target europei 2020 (100% copertura banda a 30Mbps e 50% adozioni di banda a 100Mbps a fronte di  una copertura dell’85%).

Rispetto ai fondi già assegnati per lo sviluppo delle infrastrutture (programmazione 2007-2013):

  • Adesso ci sono 900 milioni di euro, da varie fonti (per lo più comunitarie, raccolte dalle Regioni e poi rese centralizzate da Sviluppo economico). Qui lo stato dell'arte aggiornato.
  • Si è partiti con 1,08 miliardi di euro comunitari del Piano nazionale banda larga del ministero allo Sviluppo economico. Di questi fondi il ministero ha già speso 500 milioni. Considerando anche recenti fondi europei presi dalle Regioni, ci sono ora 235 milioni per il digital divide d'accesso, più 121 milioni per il digital divide di backhauling, più circa 41 milioni di euro per costruire un datacenter cloud per i servizi della PA. Il bando per il digital divide affida agli operatori il compito di costruire una rete wired o wireless.
  • Ci sono infine 547 milioni per la banda ultra larga al Sud (compreso un 30 per cento minimo fornito dagli operatori): riguarda Calabria, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia (la Puglia agisce da sola con un proprio piano). I bandi banda larga sono partiti tra marzo e giugno 2013; quelli ultra larga sono stati tutti emanati;

Infine, nella Strategia italiana per la banda ultra larga 2014-2020, per raggiungere gli obiettivi europei 2020, si prevedono attualmente 12 miliardi, ottenuti sommando le coperture degli operatori (6 miliardi) con quelle a carico dallo Stato (6 miliardi). Gli interventi previsti si differenziano a seconda dei quattro cluster rispetto ai quali è stato suddiviso il territorio italiano, con l’individuazione di 94 mila aree omogenee.

Non è ancora stato definito tutto il quadro normativo e degli incentivi legati ai diversi interventi previsti. La decisione governativa è attualmente di non procedere per decreto, ma tramite norme su disegni di legge e deliberazioni del Cipe.

Rispetto alle misure normative per agevolare lo sviluppo delle infrastrutture, si sono susseguite più misure:

  • Nel decreto Crescita 2.0 sono state previste agevolazioni  di vario genere:
    • gli operatori di tlc hanno assicurato l'accesso alla parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra ottica, ma con l'onere di ripristinarle a proprie spese;
    • c’è  una maggiore flessibilità concessa alle misurazioni elettrosmog, il che dovrebbe accelerare la copertura Lte anche in chiave anti digital divide;
    • per chi scava: dimezzati i tempi per le varie autorizzazioni e favorito l'uso delle mini trincee, che permettono di ridurre fino al 75 per cento i costi di scavo rispetto alle trincee tradizionali. 
  • A settembre 2013 una misura Mise-Mit  inserita successivamente nel Destinazione Italia ha dato  il via libera  al Catasto delle reti e alle mini trincee e ha definito la superficie massima di manto stradale che deve essere ripristinata a seguito di una determinata opera di scavo, l’estensione del ripristino del manto stradale sulla base della tecnica di scavo utilizzata, quali trincea tradizionale, minitrincea, proporzionalmente alla superficie interessata dalle opere di scavo, le condizioni di scavo e di ripristino del manto stradale a seguito delle operazioni di scavo, proporzionalmente all’area d’azione. È però ancora atteso il decreto attuativo per le Catasto delle reti e delle minitrincee.

Rispetto alle misure finanziarie per agevolare lo sviluppo delle infrastrutture:

  • Credito di imposta per la realizzazione di nuove infrastrutture. Il decreto Crescita 2.0, per favorire la realizzazione di nuove opere infrastrutturali, per un valore superiore ai 500 milioni di euro, prevede un credito di imposta a valere sull’IRES e sull’IRAP generate in relazione alla costruzione e gestione dell’opera. Il credito di imposta è stabilito per ciascun progetto nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico finanziario e comunque entro il limite massimo del 50% del costo dell'investimento. Il credito di imposta non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP. Il credito di imposta è posto a base di gara per l'individuazione dell’affidatario del contratto di partenariato pubblico privato e successivamente riportato nel contratto. Bocciato invece un emendamento del Senato per un credito d'imposta su opere Ngn di valore inferiore ai 500 milioni.
  • Nel decreto Sblocca Italia (settembre 2014) si prevede la concessione fino al 50% di credito d'imposta per la  realizzazione di infrastrutture a banda ultralarga fisse e   mobili nelle aree cosiddette bianche (cioè a fallimento di   mercato). La sua applicazione è demandata all'emanazione di decreti attuativi da  concertare fra i ministeri dello Sviluppo, delle  Infrastrutture, dell'Economia e l'Agenzia delle Entrate
  • Nella Strategia Banda Ultralarga si prevede l’intervento pubblico per l’infrastrutturazione del territorio (in misura diversa a seconda dei cluster) e anche, in forma di voucher, per agevolare i cittadini che migrano verso la nuova infrastruttura.

 

Smart Cities & Communities

Il capitolo “Città e comunità intelligenti” è stato avviato con il decreto Crescita 2.0, nel 2012. Il Miur ha emesso un bando nazionale da 665,5 milioni di euro e uno già completato per il Sud, da 240 milioni. I progetti mirano a risolvere esigenze di specifiche pubbliche amministrazioni grazie alla tecnologia (es. l’ospedale che ha bisogno di un sistema per controllare i parametri di malati cronici da casa o il Comune che ne vuole uno per controllare l’illuminazione con efficienza energetica). Qui alcuni esempi già realizzati. Il bando nazionale ha decretato i vincitori a febbraio, ma con parte delle risorse (350 milioni di euro). I contratti al momento non risultano avviati.

Secondo il decreto Crescita 2.0, "l’Agenzia per l’Italia digitale definisce strategie e obiettivi, coordina il processo di attuazione e predispone gli strumenti tecnologici ed economici per il progresso delle comunità intelligenti. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per l'innovazione  tecnologica, sentiti l’Agenzia previa intesa con la Conferenza unificata è elaborato lo Statuto della cittadinanza intelligente". Costituito presso l’AgID il Tavolo delle Comunità Intelligenti, che sta lavorando sul Piano Nazionale Comunità Intelligenti (prima previsto per fine 2014, dopo per il primo semestre 2015 e adesso senza una pianificazione dichiarata) i cui contenuti, riaffermati nella Strategia Crescita Digitale, sono:

  1. Lo Statuto delle Comunità Intelligenti: è la carta dei principi e dei diritti dei citta dini che vivono nelle comunità intelligenti. Il testo verrà posto in consultazione pubblica.
  2. La Piattaforma Nazionale delle Comunità Intelligenti: contiene le specifiche tecniche per la realizzazione dei tre cataloghi della piattaforma nazionale: (1) catalogo del riuso dei sistemi e delle applicazioni, (2) catalogo dei dati e dei servizi informativi e (3) catalogo dei dati geografici, territoriali ed ambientali. Inoltre, in collaborazione con ANCI la realizzazione della piattaforma permetterà la condivisione delle esperienze da parte dei Comuni Italiani. Le specifiche sono completate. Deve essere avviata la realizzazione della piattaforma. 
  3. Gli Strumenti Finanziari. Si tratta di un repertorio di strumenti finanziari pubblici, privati e pubblico-­‐privato atti a sviluppare le Smart Communities.

Pubblica amministrazione digitale, Scuola, Sanità, Giustizia 

La legge delega sulla riforma della PA, attualmente in discussione alla Camera, contiene diverse novità che dovranno essere concretizzate con specifici decreti ministeriali in tema di revisione profonda del CAD, introduzione di un FOIA (Freedom Of Information Act), modalità flessibili di lavoro (di solito definite nell’ambito dello smartworking). Già secondo il decreto Semplificazioni, la Pa doveva realizzare tutti i servizi via internet dal 2014 e il decreto Crescita 2.0 stabiliva responsabilità disciplinari per chi non si adeguava.

Qui di seguito lo stato delle misure ad oggi.

Misure e progetti relativi alle identità digitali:

  • Documento digitale unificato e identità digitale. Il documento sommerà le funzioni di carta di identità elettronica, della tessera sanitaria e della carta nazionale dei servizi (per accedere a quelli online della Pa). Il documento sarà gratuito e doveva debuttare nel 2014 (per essere progressivamente distribuito negli anni successivi). Rientra nel più ampio progetto dell'Identità digitale (tre livelli di password, per ogni cittadino, per accedere a servizi pubblici e privati) per cui è stato definito lo SPID(Sistema Pubblico per la Gestione dell’Identità Digitale). Lo SPID, di cui è stato pubblicato in G.U. a dicembre 2014 il decreto attuativo, vedrà a breve l’avviamento del progetto realizzativo (prima previsto entro il primo semestre 2015), con un progressivo deployment finalizzato ad arrivare alla copertura di almeno il 70% della popolazione entro il 2020. In questo momento uno dei nodi è il superamento dei problemi evidenziati dal Garante alla Privacy.
  • Anagrafe nazionale della Popolazione Residentepiattaforma interoperabile con tutte le anagrafi dei Comuni: 10 milioni di euro, più 2 milioni anno. Aggiornamento annuale dei dati civici, censuari (il censimento finora invece registra spostamenti delle persone dopo anni) a opera dell’Istat. Certificazioni di nascita e morte in via telematica direttamente dall’ospedale. Adeguamento normativo completato entro il 2014, così come l’attivazione dei canali di comunicazioni tra ANPR e Comuni. Entro marzo 2016 si prevede la progettazione, la realizzazione, e il dispiegamento presso tutti i Comuni.
  • Domicilio digitale e Posta elettronica certificata (Pec): i cittadini possono eleggere il domicilio digitale sul loro indirizzo Pec. Viene creato l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata-Pec delle imprese e dei professionisti. A partire da dicembre 2014 viene progressivamente  chiusa la CEC-PAC, cioè la posta elettronica certificata riservata alle comunicazioni tra cittadini e PA. Nella revisione del CAD prevista dall’attuale testo della riforma della PA è in quest’ambito rilevante il recepimento della normativa europea eIDAS.

Misure e progetti relativi alla razionalizzazione dell'infrastruttura informatica della Pa

  • L'Agenzia per l'Italia Digitale sta lavorando per creare un numero ristretto di datacenter centrali (contro gli attuali circa 4 mila Ced da cui la Pa eroga servizi) e da qui fornire servizi come l'identità digitale, l'anagrafe nazionale della popolazione residente. A tal scopo ha lanciato a maggio 2013 il bando per il nuovo Sistema pubblico di connettività (rete che congiungerà tutte le Pa e i relativi servizi). Altri bandi si occuperanno di software e infrastrutture unificate. 
  • Con il decreto n.90 di giugno 2014 viene inoltre avviata un’attività di acquisizione dati che nel corso del 2014 e del 2015 porterà ad una completa ricognizione degli enti pubblici e all’unificazione  delle  banche  dati delle società partecipate
  • Cloud computing nella PA: A settembre 2014 è partita la seconda fase della gara Consip per la fornitura alle PA centrali e locali di servizi di cloud computing e sono state inviate le lettere di invito ai concorrenti che si sono pre-qualificati, rispondendo al bando dello scorso dicembre. La gara – bandita da Consip in conformità alle linee tecniche definite da AgID e in coerenza con il quadro normativo di riferimento - ha una base d’asta pari a 1,95 miliardi di euro in cinque anni.

Misure e progetti relativi alla fatturazione e ai pagamenti elettronici:

  • Fatturazione elettronica, è tra le priorità ed è a regime da giugno 2014 per le Pa centrali; dal 31 marzo 2015 per le altre. 
  • Le Pa permetteranno inoltre, dai propri siti, di pagare a distanza (tasse, multe): via bonifico (dovranno pubblicare l'iban sul proprio sito) o carta di credito via internet (norma che in teoria scatta subito con il decreto, ma sarà applicata gradualmente). Dal 2015. La piattaforma PagoPa è stata avviata sulle 284 amministrazioni (enti creditori) che finora lo hanno adottato. Entro il 2016 è prevista la diffusione su tutte le amministrazioni centrali e locali.

Altre misure e progetti relativi alla digitalizzazione dei processi della PA:

  • Digitalizzazione delle procedure di acquisto di beni e servizi e riuso dei programmi informatici. Da gennaio 2013 gli accordi e contratti della Pa devono avere firma digitale. Trasmissione telematica delle certificazioni di malattia nel settore pubblico. Sanzioni per la mancata trasmissione di documenti in via telematica tra Pa e tra Pa e cittadino. Atti notarili vanno conservati in via digitale o sono nulli. 
  • Open data e Riuso: Le PA devono rendere disponibili le info secondo i termini di una licenza che ne permetta l’utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali. 
  • Accessibilità: postazioni personalizzate ai disabili per il personale della Pa. Obbligo a rendere accessibile ai disabili i siti non solo pubblici ma anche quelli che ricevono contributi pubblici.

Misure per la Scuola Digitale (in attesa delle misure sulla Buona Scuola)

La legge “La buona scuola” , in corso di approvazione alla Camera, contiene solo alcuni elementi di indirizzo sul tema della scuola digitale (es. obiettivi didattici ampliati con il tema del pensiero computazionale, formazione obbligatoria per gli insegnanti), lasciando gli interventi di innovazione al nuovo Piano Scuola Digitale attualmente in corso di elaborazione.

  • Il Miur ha stabilito  che tutte le scuole devono essere online e dall’anno scolastico  2012-2013 le iscrizioni sono fatte via internet; al via, non senza difficoltà, anche il registro in formato elettronico. Nel decreto c’erano anche il Fascicolo elettronico dello studente universitario (dal 2013-2014) e semplificazione di procedure in materia di università
  • A decorrere dall'anno scolastico 2014-2015, il collegio dei docenti (scuole materne, medie, superiori) può adottare “limitatamente alle nuove adozioni e non per le conferme di adozione”, libri nella versione elettronica o mista (parte cartacea, parte multimediale). La conversione al digitale sarà dunque “graduale. E' il risultato di un decreto Carrozza (settembre 2013) che cambia le disposizioni più stringenti del suo predecessore (ministro Profumo) contenute nel Crescita 2.0.
  • Un accordo con le Regioni porta inoltre internet, tablet, computer, contenuti didattici digitali, per 40 milioni di euro. Altre scuole in digital divide dovrebbero essere coperte dal piano nazionale banda larga del ministero allo Sviluppo economico (risorse comunitarie di 1,08 miliardi di euro). Il governo Letta aveva stanziato inoltre 15 milioni di euro per la connessione Wi-Fi nelle scuole e 10 milioni per la formazione digitale degli insegnanti.

 

Misure per la sanità digitale:

  • è nato il fascicolo sanitario elettronico, per ciascuno di noi. “A scopi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico; programmazione sanitaria, verifica  delle qualità delle cure e valutazione dell’assistenza sanitaria”. Un qualunque ospedale italiano farà una ricerca in un database e saprà i nostri problemi presenti e passati, così non dovremo portare in giro la cartella medica cartacea con gli esami fatti.  Il decreto del Fare (governo Letta) ha chiesto a Regioni e Province Autonome di presentare un piano di realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico, mettendo sul piatto 10 milioni di euro per il 2014 e 5 milioni a partire dal 2015. Nascerà anche un'anagrafe nazionale degli assistiti che si inserirà nell'anagrafe nazionale della popolazione residente. Nella Strategia di Crescita Digitale (che prevede 750 milioni in tutto nel periodo 2014-2020) il completamento è previsto entro il 2017, mentre si è in attesa di alcuni decreti attuativi.
  • Le ricette digitali gradualmente devono sostituire quelle cartacee. Dal 1° gennaio 2014, le prescrizioni farmaceutiche generate in formato elettronico sono valide su tutto il territorio nazionale. Dal primo gennaio 2013, cartella clinica digitale. Il switch over completo è previsto entro il 2016.
  • Le prenotazioni e i pagamenti online saranno diffusi completamente entro il 2017

Misure per la giustizia digitale:

  • Dal 30 giugno 2014 obbligatorio il processo civile telematico (dal primo gennaio 2015 idem per quello amministrativo) per i nuovi atti; per quelli pendenti, dal 31 dicembre 2014. Finora stanziati 8 milioni di euro a questo scopo, a cui si aggiungono quelli della Strategia Crescita Digitale (15 milioni fino al 2017) con l’estensione al processo penale.

Misure per l’Innovazione nel trasporto pubblico locale:

  • Al fine di incentivare l’uso degli strumenti elettronici per migliorare i servizi ai cittadini nel settore del trasporto pubblico locale, riducendone i costi connessi, le aziende di trasporto pubblico locale promuovono l’adozione di sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili a livello nazionale. Qui compresi i pagamenti via cellulare.

Misure per il miglioramento dei servizi - Italia Login- La casa del cittadino

  • Nel documento Strategia Italiana per la Crescita Digitale  viene introdotta l’iniziativa Italia Login. Ogni cittadino italiano avrà un profilo civico online dal quale potrà accedere alle informazioni e ai servizi pubblici che lo riguardano, in maniera profilata. Ogni amministrazione pubblica dovrà portare i propri servizi all’interno di questa “casa” online del cittadino. Si prevede una prima fase, entro il 2015, relativa alla profilazione e login tramite SPID e anagrafe unica 2015 e una seconda fase, progressiva dal 2016 al 2020, con incremento dei servizi disponibili. Si prevedono risorse per 750 milioni nel periodo 2015-2020.

Innovazione imprese

Da giugno 2014, i negozi devono accettare anche la moneta elettronica (bancomat, carte di credito).  

Nella Strategia per la Crescita Digitale sono previsti anche degli interventi in due ambiti specifici

  • Turismo Digitale, con la promozione di Ecosistemi in ambito di Cultura Digitale e Turismo, oltre che interventi per il riuso e la brand reputation dell’Italia. In tutto sono previste risorse per 6 milioni nel periodo 2014-2020, con un intervento sostanzialmente di coordinamento da parte di AgID insieme a Mibact ed  Enit.
  • Agricoltura Digitale, con la previsione di misure specifiche per l’anagrafe delle aziende agricole (Agricoltura 2.0), per il sistema integrato Stato-imprese (per agevolare le interazioni incluse le domande di contributi) e Servizi d'innovazione per I' Amministrazione e per le imprese agricole, con vari Portali tra cui uno per servizi e-commerce, oltre che servizi di comunicazione e innovazione (lnformAziendA, A PS, Open Data). Sono previste risorse per 33 milioni nel periodo 2014-2020.

Infine, sono da rilevare gli interventi in ambito di start-up e pmi innovative:

  • Startup: per la prima volta, nell’ordinamento del nostro Paese viene introdotta la definizione di impresa innovativa (startup): stabilite agevolazioni fiscali e semplificazioni che toccano tutte le fasi del ciclo di vita di una startup; dalla nascita alla fase di sviluppo, fino alla sua eventuale chiusura. Tali norme danno anche seguito a quanto indicato nel Programma Nazionale di Riforma e rispondono a raccomandazioni specifiche dell’Unione Europea che individuano nelle startup una leva di crescita e di creazione di occupazione per l’Italia. La dotazione complessiva subito disponibile è di circa 200 milioni di euro. A regime, la norma impegna 110 milioni di euro ogni anno. Le agevolazioni burocratiche del decreto sono già in vigore. Al via anche le detrazioni fiscali. Varato a luglio 2013 da Consob il regolamento crowdfunding.
  • PMI innovative: con la legge 33/2015 viene ampliata l’area delle imprese che godono di norme specifiche per agevolarne lo sviluppo, aggiungendo alle start-up innovative anche le PMI innovative. Qui la scheda del Mise e qui il sito web dedicato del registro imprese della Camera di Commercio

 

Ricerca e Innovazione:

  • Nel decreto Crescita 2.0, 170 milioni di euro per finanziare i progetti di ricerca e innovazione. Miur, Mise e Agenzia per l’Italia digitale deciderà i progetti da finanziare. L’Agenzia per l’Italia digitale promuove altresì la definizione e lo sviluppo di grandi progetti strategici di ricerca e innovazione connessi alla realizzazione dell’Agenda Digitale Italiana e in conformità con il programma europeo Horizon2020, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle comunità intelligenti, la produzione di beni pubblici rilevanti, la rete a banda ultralarga, fissa e mobile e i relativi servizi, la valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici, la salute, la sostenibilità ambientale, i trasporti e la mobilità, la difesa e la sicurezza, nonché al fine di mantenere e incrementare la presenza sul territorio nazionale di significative competenze di ricerca e innovazione industriale”;
  • È ancora in corso di approvazione il PNR (Programma Nazionale di Ricerca) per le iniziative 2014/2020

 

Competenze digitali

Nella Strategia Crescita Digitale è previsto un capitolo specifico per le competenze digitali, focalizzato soprattutto sull’iniziativa della Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali che all’8 luglio 2015 conta 114 organizzazioni aderenti e, a livello di diffusione delle iniziative, del Digital Champion. Nel capitolo Italia Login è presente inoltre un’iniziativa di alfabetizzazione digitale denominata “Piattaforma Internet Corner”. Le risorse previste su questo tema sono 120 milioni nel periodo 2014-2020. L'Italia partecipa anche a un relativo programma europeo attraverso Anitec  e AgID ha promosso a settembre 2013 l’avvio del Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali.

Agenzia per l'Italia digitale e la governance dell'Agenda

  • L'Agenda digitale sarà un lavoro in progress. Nel decreto si legge che "il Governo presenta ogni anno alle Camere un documento contenente le disposizioni necessarie per rimuovere gli ostacoli legislativi ed amministrativi allo sviluppo dei servizi normativi; una o più deleghe al Governo per l'adozione di decreti legislativi, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge annuale;  le disposizioni recanti principi fondamentali nel rispetto dei quali le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano devono esercitare le proprie competenze”. Ruolo importante per trasferire le misure in pratica viene ricoperto dall'Agenzia per l'Italia digitale, di cui è uscito lo Statuto a febbraio. L'Agenzia è sottoposta direttamente alla Presidenza del Consiglio, una novità voluta dal Governo Letta per accentrare la governance. Lo Statuto prevede organi che saranno diretta emanzione della Presidenza.
  • Ad oggi la delega sull'Agenda digitale è in capo al ministero della pubblica amministrazione.
  • Sono stati nominati i componenti del Comitato d’Indirizzo e del Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda Digitale, ed è stato nominato il Digital Champion.

I fondi disponibili

Gran parte del lavoro sull'Agenda (banda ultra larga, Pa digitale) si regge sui fondi della nuova programmazione europea e su quelli nazionali Sviluppo e Coesione 2014-2020. Il quadro delle risorse disponibili è indicato nei due documenti strategici, ancora in gran parte però da definire in dettaglio negli specifici piani.

15 Settembre 2012

TAG: norme, decreto