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Direttore responsabile Alessandro Longo

Il quadro

Anagrafe nazionale, a che punto siamo

13 Gen 2014

13 gennaio 2014

Entro maggio-giugno dovrebbe essere emanato il decreto per l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, che sarà ultimata a giugno 2015. E’ già nato da qui un modello di riferimento per altre banche dati di interesse nazionale, a partire dall’Anagrafe degli assistiti. Aggiornare e gestire questo modello sarà compito dell’Agenzia per l’Italia digitale

Spesso ci si domanda come mai, tra i tanti possibili obiettivi e.gov dell’Agenda Digitale, si sia deciso che il Progetto Strategico per eccellenza fosse quello per la realizzazione dell’Anagrafe Nazionale della popolazione residente (ANPR), come infrastruttura centrale che si farà carico, dal 2015, dei dati ora sparsi in 8100 anagrafi comunali.

Forse sono sufficienti poche ma sostanziali motivazioni:

·         perché in una dimensione ormai almeno europea, e con le attuali possibilità tecnologiche, le informazioni anagrafiche non possono essere gestite da 8.100 sistemi diversi che si allineano tra loro tramite “procedimenti” semi-automatici;

·         perchè le carte con microchip e le nuove identità digitali hanno valore solo se c’è un’unica base dati anagrafica che ne garantisce i contenuti e questa “fonte informativa” è la stessa che allinea in automatico i sistemi di tutte le amministrazioni;

·         perché per il funzionamento sincrono di tutte le amministrazioni è fondamentale che le informazioni di nascita, variazione di residenza fisica o digitale, e decesso siano rese immediatamente disponibili, così da evitare inefficienze, sprechi e ritardi burocratici;

·    perché l’ANPR è l’inizio ed il centro di una complessiva riprogettazione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione in ottica di interazione digitale dove autonomia organizzativa non è sinonimo di autonomia informatica, gli investimenti duplicati devono trasformarsi in infrastrutture applicative comuni, i Data Center sono il vestito tecnico di un nuovo disegno architetturale applicativo.

La roadmap

Il prossimo passo sarà, per maggio 2014, un decreto attuativo dell’Interno che dettaglierà le caratteristiche dell’ANPR e i servizi alle amministrazioni comunali. Queste continueranno a essere titolari dei dati anagrafici, che però saranno presenti sull’infrastruttura centrale. 

L’Unità di Missione prevede che ci vorranno 12-16 mesi, dalla data di questo decreto, per ultimare la transizione delle tante anagrafi comunali verso l’Anpr. Ma dovrebbe avvenire entro giugno 2015 per gran parte dei Comuni.

Questo modello tecnico e operativo sarà riutilizzato per altri progetti simili di centralizzazione, primo su tutti l’anagrafe degli assistiti, a cui dà il via la nuova Legge di Stabilità. Quest’anagrafe è premessa per il decollo del Fascicolo Sanitario Elettronico. È lo stesso principio che sta dietro l’Anpr: serve un indice centrale, affidabile e standard, per sostenere la transizione digitale della Pa. L’Anpr è la madre di questi indici, ma ci saranno sotto-indici specializzati per i diversi servizi.

Dietro le quinte dei lavori

E’ utile entrare nella complessità del progetto ANPR e capire quali sono stati i principali punti di attenzione partendo dal primo e più importante: quando è stata emanata la legge ancora non esisteva, come purtroppo spesso accade, un progetto di massima condiviso della soluzione.

Il punto più critico è stata l’interpretazione istituzionale del temine “subentro” di ANPR nei confronti delle anagrafi comunali per quanto riguarda un’eventuale diversa attribuzione di compiti e ruoli tra Ministero dell’Interno e Comuni.

Per arrivare vicino a questo risultato, quantomeno nelle linee generali che consentissero di sbloccare” il decreto attuativo, ci sono voluti in questi 3 mesi:

·         la tenacia del Ministero dell’Interno ed il supporto della Sogei;

·         il coordinamento operativo dell’Agenzia per l’Italia Digitale;

·         la collaborazione istituzionale di ISTAT, ANCI e CISIS;

·         le riunioni di stato avanzamento lavori ogni 15 giorni del Commissario del Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale a cui sono stati chiamati a partecipare tutti gli attori istituzionali coinvolti;

·         il lavoro di tutti tra una riunione e l’altra.

E’ spesso vero che le norme ipotizzano scenari operativi che l’informatica non può gestire ma capita altrettanto di frequente, e questo è un caso, che ad entrare in crisi siano gli scenari istituzionali quando vengono modificati quelli informatici.

In una prima fase, interpretando in modo secco questo trasferimento di competenze,  si era ipotizzato un approccio progettuale totalizzante che prevedeva la soppressione delle basi dati anagrafiche comunali.

Quest’ipotesi aveva generato una comprensibile preoccupazione dei Comuni che, pur non avendo alcuna copertura finanziaria dalla norma, avrebbero dovuto rivedere integralmente i sistemi comunali tenuto conto che l’anagrafica è un archivio centrale in ogni amministrazione ed i Comuni svolgono molte altre funzioni oltre quelle demografiche.

Si è infine deciso, con un approccio più pragmatico, che i sistemi comunali verranno modificati richiamando, nei soli punti finali in cui aggiornano la base dati anagrafica locale, i servizi messi a disposizione da ANPR per l’aggiornamento centralizzato.

Utilizzeranno inoltre i servizi di aggiornamento adeventi” che lo stesso ANPR renderà disponibili – progettati dall’Agenzia delle Entrate e già sperimentati con INPS – per garantire l’allineamento automatico dell’eventuale copia che decidessero di mantenere in locale.

Un secondo tema da affrontare riguardava l’alimentazione della basi dati ISTAT che molto si integra con la gestione anagrafica anche per disposizioni europee.

Risolto il problema della continuità operativa dei Comuni la soluzione è stata immediata: far pervenire anche all’ISTAT gli eventi di aggiornamento ANPR in modo che sia allineata in tempo reale esattamente come i Comuni ed ogni altra Banca Dati Anagrafica di altre amministrazioni che abbia questa esigenza.

In pratica: non essendo ancora disponibile il “modello strategico di evoluzione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione”, si è interamente consumato sul caso reale dell’ANPR il più importante snodo progettuale del nuovo sistema pubblico: quali servizi deve sviluppare e rendere disponibili, sia ai soggetti che la alimentano che alle altre amministrazione che ne utilizzano le informazioni, il sistema che accoglie una “Banca Dati di Interesse nazionale”.

La gestione e l’aggiornamento di questo modello sarà uno dei principali strumenti di coordinamento gestito dall’Agenzia per l’Italia Digitale che in questa fase si è avvalsa della nostra collaborazione e potrà avvalersi, a regime, del supporto del Comitato di Indirizzo a cui partecipano anche, per le necessarie condivisioni, i referenti informatici delle amministrazioni centrali e locali.

Esaminato l’argomento dei modelli architetturali con maggior dettaglio – a breve verrà anche prodotto un documento sul tema avendo approfittato della fortuna di avere con noi il Alfonso Fuggetta del Cefriel-  sarà più semplice per l’Agenzia fornire il proprio supporto di coordinamento sul tema dell’Anagrafe Nazionale degli Assistiti dal SSN, che “subentrerà” alle ASL, e sulla progettazione di altre analoghe Banche Dati da adeguare o realizzare individuate come strategiche dal modello.

  • Damiano

    … non essendo ancora disponibile il “modello strategico di evoluzione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione”…. SEEE… CAMPA CAVALLO ALLORA SE LO ASPETTIAMO !!!!!

  • Carlo

    Da 20anni le cariatidi pontificano e il digitale attende… Basta! Volti nuovi! La prima cosa da fare per realizzare l’Agenda Digitale è pensionare le cariatidi che in 20 anni hanno dormito e pontificato.

  • Roberto Massa

    Purtroppo un progetto che finalmente rendeva gisutizia a una stortura tutta italiana si riconduce alla solita logica per cui non si puo’ innovare perchè bisogna tutelare e garantire qualcuno. In questo caso le case di sw (100-150 dice il direttore dell’agenzia per l’Italia digitale) che avrebbero visto ridursi (ridursi, non cessare) le funzioni dei loro pacchetti. La solita vigliaccheria che di fatto lascia tutto come sta, infatti già ora INA-SAIA raccoglie i dati centralizzati. Invece la cosa giusta da fare era centralizzare tramite collegamenti remoti (vpn virtuali via Internet quindi gratuiti) tutte le funzioni e avere una banca unica e centrale funzionante e non una replica. Certo, era doveroso lasciare una copia in locale del DB per consentire agli altri sw del Comune di continuare ad usufruire nei colloqui applicativi in essere di questa importante banca dati utile ad evitare duplicazioni e inserimenti scorretti così come è utile il DB della Toponomastica. I soliti penosi interventi all’italiana dove per evitare contrasti si vanifica tutto. Una scelta scellerata e idiota oltre che vigliacca. Non concluderete mai nulla di buono, non avete competenze e capacità sufficienti.
    Infatti non si tratta di cariatidi, non è la vecchiaia che induce a queste scelte ma l’icapacità di andare fino in fondo, di dimenticare che tutelare l’interesse di molti a prescindere da quello di tutti spesso si chiama “mafia”.

  • antonello

    Stiamo valutando, come compagnia assicurativa, quanto necessario per permettere di erogare le prestazioni senza chiedere agli assicurati o ai beneficiari di recuperare certificati di esistenza in vita o di morte. Queste informazioni vorremmo averle con l’anagrefe centralizzata

  • Uno Stufo

    La banca dati centralizzata era l’unico segnale di evoluzione verso un sistema in grado di favorire ambiti cruciali quali l’evasione, la sicurezza etc. etc. La centralizzazione comportava una solo parziale dismissione dei sistemi informativi locali ma la lobbie del sw (Maggioli in primis immagino), è intervenuta per far cambiare idea ai legislatori. Siccome in Italia non è difficile, tramite corruzione, minacce etc. far cambiare le buone idee in pessime e inutili pagliacciate evidentemente ci sono riusciti. L’operazione quindi si è inverita totalmente: invece di dismisisone dei sw nuovo lavoro per tutte le aziende informatiche. Infatti la scelta idiota e tutta da stigmatizzare è stata quella di mantenere i sw locali che dovranno, nelle fasi cruciali di aggiornamento, colloquiare con la banca dati centrale apportando le modifiche. Quindi non cambia nulla rispetto ad ora se non che la differita per l’aggiornamento della banca dati centrale INA-SAIA ha un differita minore ma concettualmente resta tutto come prima. Un’operazione quindi di efficientamento si è trasformata all’italiana in una operazione di umma umma. Possibile che nessuno intervenga a denunciare questo cambiamento così radicale e così marcatamente vecchio stile? I Grillini dove sono? E le forze del bene sono in pausa caffè? DObbiamo quindi confermare che in Italia vige la legge mafiosa e che le regole sono sempre aggirabili? E chi ha deciso questo cambiamento ha legami con le mafie o è solo spaventato? o stupido? Io sono terrorizzato dal fatto che possano accadere cose come questa senza che nessuno apra bocca. La apro io quindi e vi dico che sono stufo dei vostri “mannelli”.

  • Uno Stufo

    Dimenticavo: una delle motivazioni descritte nell’articolo e qui riportate era che i comuni erano preoccupati perchè non c’era copertura finanziaria della norma. E questo la dice tutta sulla serietà di chi ha gestito la questione, infatti se il sw fosse stato centralizzato davvero questo avrebbe funzionato via WEB senza nessunissimo costo aggiuntivo. Mentre l’adeguamento dei sw locali comporterà dei costi che andranno a favore delle aziende di sw. Quindi una presa in giro per tutti quelli che, non essendo come me addetti ai lavori ed esperti informatici e di PA, non si accorgono della “truffa” e delle bugie volte a farci “bere” che questa evoluzione è vantaggiosa. Si, lo è, ma solo per le aziende coinvolte, poche e ben introdotte ai ministeri.

  • Roberto

    Roberto Massa nel commento seguente “La solita solfa ” ha perfettamente ragione! del resto l’autrice Anna Pia Sassano lo dice chiaramente: “Per arrivare vicino a QUESTO risultato, quantomeno nelle LINEE generali che consentissero di “sbloccare” il decreto attuativo, ci sono voluti in questi 3 mesi……..”
    Per l’ennesima volta siete partiti bene (anagrafe UNICA e centrale) e non vi siete fermati a meta….peggio! siete tornati al punto di partenza: cambiare tutto per non cambiare niente.
    La realtà è che già oggi i dati vengono allineati con INA-SAIA male (non vi è dubbio), in ritardo (quado l’operatore vuole, riesce, decide,….), parzialmente (i dati trasferiti dovrebbero essere molti di +) con incongruenze (pensate ad alcuni codici nazione diversi tra ISTAT e Min. Interni)……
    e quindi tutto sto’ clamore per MIGLIORARE il sistema di collegamento/trasferimento dei dati: web service che dialogano in “tempo reale”!!
    Abbiamo perso ancora una volta l’occassione di INNOVARE, di dare vere risposte, di fare le cose per bene…….Che delusione!!!!

  • unoscempio

    Dunque Dunque Dunque , davvero non so da dove iniziare e dove ridere di più.
    ANPR che parola grande, la possibilità che tutti i nostri 8051 comuni circa, potranno espletare tutti gli adempimenti di anagrafe.
    Ma ci rendiamo conto che in italia ci sono moltissime zone che vanno ancora con un modem, e cosa vogliamo innovare i segnali di Fumo?.
    Il sistema in vigore di oggi anche se un po fumoso, cè già basta solo migliorarlo tutti qui, e migliorare le comunicazioni tra le varie organizzazioni , vedi INPS, ISTAT , MTCT ,ecc,ecc l’innovazione vera non è cercare di far un software, e arricchire la solita CASTA, ma rendere le procedure efficaci , basta pensare la carta identità elettronica a che punto si trova. Mi trovo solo a dire che Tristezza

  • tobia

    Mi sembra un inutile e dannoso spreco.
    L’anagrafe esiste già:
    Il CODICE FISCALE utilizzato per tutte le transazioni è un ottimo sistema e consente di avere tutte le informazioni necessarie per qualsiasi pratica.
    Non vorrei che si facesso un ulteriore inutile fardello come sono carte regionali dei servizi che sono un doppione con il Codice Fiscale.

  • tobia

    L’ANAGRAFE esiste già da molti decenni
    Il CODICE FISCALE che contiene già tutte le informazioni per qualsiasi operazione.
    Non vorrei che si facesse un ulteriore duplicato come già fatte dalle CARTE rEGIONALI dei Servizi che sono costate miliardi: quando basta utilizzare il CODICE FISCALE

  • TOBIA

    L’ANAGRAFE esiste già da molti decenni
    Il CODICE FISCALE che contiene già tutte le informazioni per qualsiasi operazione.
    Non vorrei che si facesse un ulteriore duplicato come già fatte dalle CARTE rEGIONALI dei Servizi che sono costate miliardi: quando basta utilizzare il CODICE FISCALE

  • TOBIA

    L’ANAGRAFE esiste già da molti decenni
    Il CODICE FISCALE che contiene già tutte le informazioni per qualsiasi operazione.
    Non vorrei che si facesse un ulteriore duplicato come già fatte dalle CARTE rEGIONALI dei Servizi che sono costate miliardi: quando basta utilizzare il CODICE FISCALE

  • Roberto Massa

    TOBIA, Le si è incantato il disco? Inoltre la sua musica è cacofonica, è evidente che non sa assolutamente di cosa si stia parlando.

  • TOBIA

    Non capisco perchè sidevono buttare soldi per fare un duplicato di un servizio che esiste da oltre 40 anni!!
    L’ITALIA è stato uno dei paesi ad dotarsi del CODICE FICALE che identifica fin dalla nascita ogni persona fin dalla nascita.
    Oggi vedo che la nuova carta del CF (e sanitaria) è anche dotata di CHIP per la firma digitale.
    Mi sembra di intuire i nuovi GURU o sono ignoranti o devono sprecare dei soldi o dare una commessa a qualche amico !!!!!

  • bruno

    Spero che non si dimentichiamo i comuni seduti alla Jugoslavia nel 1947. Io sono nato nel 1942 a fiume, allora italia, ho un codice fiscale costruito sul codice di quel comune italiano, ma molti si dimenticano che esiste. Spero l’Agenzia delle entrate, corretta su questo tema, svegli la realizzazione con tutti i codice comuni esatti. L’ignoranza dell’autorità é pazzesca.
    Grazie

  • Internos

    Uno sguardo al futuro: il cambio di residenza online anche a chi non dispone di un computer. Nell’evoluzione dell’ingegneria telematica validi professionisti e tecnici altamente qualificati e specializzati in grado di produrre cultura scientifica e quindi innovazione hanno realizzato il progetto telematico: “L’Anagrafe Elettronica Nazionale” la cui sintesi è esposta in modo discorsivo nella pagina web http://www.lapubblicamministrazione.it e a seguire l’indirizzo 5° Anagrafe: http://www.sitonazionale.it

  • Agenore

    L’anagrafe centralizzata è una grande opportunità per coinvolgere nel processo di dematerializzazione anche la disciplina dell’elettorato attivo, purché si abbia la lungimiranza di considerare che ogni cittadino non è elettore di questo o quel Comune, ma elettore dell’Italia, se non dell’Europa e non solo. Inoltre, nell’ambito della circoscrizione, il cittadino potrebbe andare a votare in qualsiasi seggio: infatti è grottesco il fatto di mantenere l’attuale impalcatura soltanto per seguire gli spostamenti di elettori da un comune ad un altro o da una via ad un’altra. Non ci saranno più liste di sezione cartacee ed i seggi saranno collegati alla banca dati centrale tramite dispositivi di traffic-lights con display e microstampante da utilizzare solo per certificare la qualità dell’elettore ed ammetterlo al voto.
    Come? Basterebbe contattarmi. Parleremmo delle necessarie modifiche normative da introdurre e di come i dati e le variazioni dinamiche verranno trasmessi dai Comuni e dai Tribunali. E’ comunque necessario, nell’immediato, che l’ANP tenga conto di questi sviluppi futuri e da subito implementi la possibilità di estrapolare la funzione elettorale e di renderla duttile al dialogo con i soggetti istituzionali e non che dovranno gestire e rendere attuabile il nuovo sistema.

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