Se la politica ignora il cittadino: uno studio

Open gov

Dirittodiaccesso.eu fornisce al nostro sito i risultati del monitoraggio sul fenomeno open government in Sicilia. Gli enti sono chiusi all'esterno. Non sanno né pare vogliano usare bene i social network. Tutti i dettagli

di Angelo Alù, promotore di Dirittodiaccesso.eu

“Caro Elettore…Non mi piaci!”: è lo slogan con cui possiamo descrivere i risultati del report di monitoraggio sul fenomeno dell’Open Government mediante l’analisi dei flussi comunicativi dei 58 Comuni della Provincia di Catania e dei 9 Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia (oltre che dei relativi sindaci nella veste di rappresentanti istituzionali degli Enti Locali esaminati), realizzato con la collaborazione tecnico-grafica del laureando Samir Kharrat che ha provveduto all’impaginazione grafica del dossier.

In particolare, il monitoraggio è stato effettuato analizzando il flusso pubblicamente visibile della comunicazione istituzionale dei Comuni e dei Sindaci, esaminando i dati delle interazioni pubblicamente accessibili all’interno dei motori di ricerca e delle piattaforme dei principali social network (Facebook, Twitter, YouTube) in base ad una serie di parametri omogenei di misurazione dei flussi comunicativi, nonché dei siti web istituzionali e dei blog personali gestiti dai Sindaci in carica durante il periodo compreso tra luglio e agosto 2013, sulla base di un esaustivo report analitico di quasi 200 pagine, in cui viene realizzata una comparazione tra dati socio-demografici dei Comuni ed il livello dei flussi comunicativi degli enti locali medesimi.

Ho voluto analizzare il livello di diffusione dell’Open Government nel nostro territorio, partendo dagli Enti Locali che sono istituzionalmente più vicini alle istanze della collettività degli utenti/cittadini: i Comuni e i relativi Sindaci, per rilevare l’impatto che le tecnologie sono in grado di generare sul tessuto politico e sociale del nostro Paese.

Quando si parla di Open Government si indica una particolare visione di governance basata sull’adozione di strumenti e tecnologie per rendere le amministrazioni  “aperte” e più “trasparenti” nel rapporto con i cittadini, in maniera tale da garantire un efficace e costante controllo sull’operato delle pubbliche amministrazioni.

Rispetto alle pratiche burocratici tradizionali, l’OpenGov è diretto a sperimentare nuove forme di interazione comunicativa bidirezionale, basate su condivisione e partecipazione degli utenti/cittadini ai processi decisionali dell’amministrazione, anche mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali per migliorare il livello della trasparenza, consentendo ai cittadini di esercitare un potere di controllo continuo sui processi decisionali delle istituzioni”.

I principi fondamentali dell’OpenGov sono dunque individuabili nei valori della Trasparenza, della Partecipazione e della Collaborazione in modo da mettere al centro dell’attenzione delle amministrazioni pubbliche il dialogo partecipativo con i cittadini, auspicando l’abbandono del tradizionale modello gerarchico-verticale che ancora oggi contraddistingue la maggior parte degli enti pubblici, in favore di un nuovo innovativo modello orizzontale e partecipativo, in cui il processo decisionale è il risultato del dialogo e della collaborazione tra istituzioni e cittadini soprattutto grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Per realizzare il presente monitoraggio ho utilizzato specifici criteri analitici di rilevazione dei flussi di comunicazione pubblicamente visibili nei motori di ricerca e nei social network, facendo anche riferimento al contenuto delle “Linee Guida per i siti web della PA” previste dall'art. 4 della Direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione che non  configurano, peraltro, allo stato attuale alcun obbligo normativo per la PA nel garantire la propria presenza istituzionale su uno o più social network, ma incoraggiano, senz’altro, una scelta di questo tipo, auspicando una presenza “più social” delle pubbliche amministrazioni, prendendo atto dello sviluppo rivoluzionario di Internet.

Naturalmente nel momento in cui una Pubblica Amministrazione decide di essere presente nel cyberspazio 2.0, deve essere consapevole delle implicazioni concrete di tale scelta, passando da un modello di comunicazione monodirezionale ad un modello di comunicazione bidirezionale nei rapporti con il cittadino, per favorire lo sviluppo di processi virtuosi di collaborazione, partecipazione e di cittadinanza attiva nella predisposizione dei processi decisionali delle istituzioni.

In tale prospettiva, il presente Monitoraggio è finalizzato a fornire semplici e intuitivi elementi di valutazione della qualità dei flussi comunicativi dei 58 comuni della Provincia di Catania e dei 9 principali Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia, per focalizzare il tema del coinvolgimento dei cittadini durante lo svolgimento della gestione pubblico-amministrativa degli enti locali, migliorando la qualità dei servizi erogati sulla base di un indispensabile ricorso alla partecipazione degli utenti e alla condivisione delle risorse disponibili online. Il primo step dell’attività di ricerca riguarda la concreta identificazione del Comune esistente nel cyberspazio, facendo ricorso ai motori di ricerca e/o direttamente all’interno della piattaforma dei principali social network (ad esempio, Facebook). In questo senso emerge, in generale, una scarsa identificabilità dell’Ente, nella misura in cui si incorre in una prima non sempre chiara e agevole distinzione tra pagina ufficiale e non ufficiale. Si dovrebbe parlare di pagina ufficiale quando il Comune fornisce il link diretto al proprio social network sulla homepage del sito istituzionale, rendendone identificabile la presenza online; diversamente si parla di pagina non ufficiale.

Peraltro, un primo rilevante aspetto di analisi derivante dalle rilevazioni del monitoraggio effettuato riguarda la non sempre corretta capacità di gestione dei social network da parte degli Enti Locali per la configurazione di propri efficaci canali comunicativi da utilizzare nei confronti della collettività, nel senso che talvolta, piuttosto che attivare e gestire una pagina Facebook ufficiale, è stato creato un profilo personale anche per la comunicazione istituzionale dei Comuni, determinandosi una scelta strategica poco opportuna e utile dal momento che un profilo Facebook dovrebbe essere attivato esclusivamente per usi di interazione sociale delle persone fisiche: non a caso secondo le Condizioni generali di Facebook l’utilizzo del profilo personale per entità diverse da una persona fisica potrebbe comportare una violazione delle regole del network; inoltre soltanto nelle pagine Facebook i contenuti sono effettivamente pubblici e facilmente condivisibili per aumentare l’engagement verso gli utenti e poter gestire il sistema di Insights Facebook per monitorare il contenuto postato e il grado di interazione con i “Fan”.

Sulla base di questa impostazione sono emerse rilevanti differenze, nel senso che tra i pochi Comuni dotati di una pagina ufficiale Facebook (ne risultano 20 su 58 nella provincia di Catania: ossia Catania, Aci Castello, Belpasso, Giarre, Grammichele, Licodia Eubea, Milo, Misterbianco, Palagonia, Paternò, Pedara, Piedimonte Etneo, Raddusa, Riposto, San Gregorio di Catania, San Michele di Ganzaria, Sant’Alfio, Scordia, Viagrande e Zafferana Etnea; e 6 sui 9 Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia: Catania, Caltanissetta, Messina Palermo, Ragusa? e Siracusa) soltanto 7 Comuni a livello provinciale (Catania e Aci Castello, Milo, Paternò, San Gregorio di Catania, Viagrande e Zafferana Etnea - all’interno del sito del Comune di Belpasso risulta un link di collegamento ad una pagina Facebook non più attiva e/o disponibile) e 3 a livello regionale (Catania, Siracusa e Palermo) hanno attivato all’interno del proprio sito web istituzionale un esplicito link diretto di collegamento alla propria pagina sociale.

Per quanto riguarda i Sindaci dei 58 Comuni della Provincia di Catania, le migliori performance di interattività comunicativa su Facebook sono realizzate da pochissimi esempi virtuosi rispetto alla generalità delle massime cariche istituzionali, spesso poco edotte alla conoscenza dei benefici informativi e comunicativi offerti dalle nuove tecnologie.

In particolare, formalmente risultano attivi 42 profili sociali riferibili ai corrispondenti Sindaci in carica (rispetto ai 58 esistenti nella Provincia di Catania) anche se, nella sostanza, dimostrano di utilizzare con standard positivi (superiori alla sufficienza) lo strumento della pagina/profilo Facebook soltanto 17 Sindaci su 58 (Drago di Aci Castello, Caputo di Belpasso, Bonaccorsi di Giarre, Leonardi di Mascalucia, Aloisi di Mineo, Borzì di Nicolosi, Marletta di Palagonia, Mangano di Paternò, Mangione di Randazzo, Caragliano di Riposto, Barbera di San Cono, Corsaro di San Gregorio di Catania, Greco di Santa Venerina, Nicotra di Sant’Alfio, Tambone di Scordia, D’Agata di Valverde, Sinatra di Vizzini), 11 Sindaci raggiungono livelli di aggiornamento e di interazione appena sufficienti in base al monitoraggio della loro comunicazione “social”, 14 profili/pagine Facebook presentano negativi standard di interazione/aggiornamento dei contenuti, mentre i restanti 15 Sindaci (ad eccezione di Mascali, non monitorato da questo punto di vista, in quanto affidato ad un commissario straordinario) hanno addirittura rinunciato alla loro presenza istituzionale all’interno del network. Per quanto riguarda i sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia, irraggiungibili risultano le perfomance comunicative del Sindaco Leoluca Orlando di Palermo e del Sindaco di Messina Renato Accorinti al primo posto della classifica, seguono (a pari merito) i Sindaci Garozzo di Siracusa e Piccitto di Ragusa (i restanti Sindaci non dispongono di un profilo o registrano performance negative e insufficienti).

Naturalmente Facebook rappresenta il social network più utilizzato dai Comuni, probabilmente anche perché gli italiani sono molto attivi sulla piattaforma di Facebook, come conferma l’ultimo studio di Vincenzo Cosenza secondo cui sono 24 milioni gli italiani iscritti su Facebook (di cui circa 460.000 in Sicilia).

In base al monitoraggio effettuato, infatti, l’utilizzo degli altri due principali network sociali (Twitter e YouTube) da parte degli Enti Locali analizzati risulta essere piuttosto raro e, in ogni caso, si registrano livelli di interazione e di aggiornamento dei contenuti piuttosto negativi.

In particolare, nell’ambito della provincia di Catania, dispongono di account Twitter più o meno ufficiali (dalla non sempre certa qualificazione istituzionale) soltanto 8 Comuni su 58 (Catania, Aci Castello, Misterbianco, Giarre, Randazzo - anche se in questi ultimi due casi sussiste qualche dubbio sull’ufficialità istituzionale, San Gregorio, Valverde e Zafferana Etnea) con performance generalmente negative e insufficiente, a conferma della scarsa conoscenza che si ha sulle straordinarie capacità comunicative di tale network (All’interno del sito del Comune di Belpasso è attivo un account Twitter “InfoGiovani Belpasso - @InfoBelpasso, in ogni caso non aggiornato dall’11 aprile 2013, con 23 Tweet, 55 Follower e 142 Following). Per quanto riguarda il rapporto Sindaci-Twitter, il monitoraggio evidenzia dati scoraggianti e particolarmente negativi per quanto riguarda il “cinguettio” dei rappresentanti istituzionali dei Comuni: sui 10 Sindaci (rispetto ai 58) che formalmente dispongono di un loro account ufficiale, a parte le buone performance del Sindaco Drago di Aci Castello e del Sindaco Mangano di Paternò, il livello è pressoché scadente e negativo.

In relazione ai comuni capoluogo di Provincia della Sicilia, ancora una volta il Comune di Palermo registra livelli particolarmente efficaci nella comunicazione via Twitter, segue Catania e Siracusa, di seguito Caltanissetta mentre i restanti 5 Comuni non dispongono neppure di un account (o comunque non aggiornato da più di anno nel caso del Comune di Siracusa, o nel caso dell’account ufficiale del Comune di Ragusa, le impostazioni di accesso protette non consentono di rendere pubblicamente visibili i Tweet, anche se in ogni caso i dati monitorati focalizzano livelli insufficienti di aggiornamento del profilo).

 Tra i Sindaci, Orlando di Palermo registra livelli particolarmente elevati rispetto agli altri colleghi istituzionali, segue il Sindaco Accorinti. Per il Sindaco Bianco di Catania e Piccitto di Ragusa il livello è  sufficiente, mentre per i restanti 5 Sindaci non risulta attivo alcun profilo o si registrano standard di interazione particolarmente negativi.

 

 

Analogamente per quanto riguarda YouTube, nell’ambito della provincia di Catania soltanto 8 Comuni su 58 dispongono di un profilo ufficiale (Catania, Caltagirone, Mascalucia, Paternò Piedimonte Etneo, Raddusa, Valverde e Viagrande), anche se si tratta di account statici, tendenzialmente privi di contenuti e non periodicamente aggiornati, vanificando le straordinarie opportunità comunicative offerte dalla piattaforma multimediale (a parte le discrete performance del canale del Comune di Caltagirone e di Paternò). Con specifico riferimento agli account YouTube dei Sindaci in carica, 20 rappresentanti istituzionali su 58 dispongono di un canale YouTube, anche se in realtà si tratta di spazi interattivi statici, privi di contenuti aggiornati e di interattività reale, fondamentalmente creati per la gestione comunicativa della campagna elettorale e abbandonati una volta conclusa la competizione elettorale e conseguito il risultato perseguito, ad eccezione delle discrete performance del Sindaco Greco di Santa Venerina.

Per quanto riguarda i Comuni capoluogo di Provincia della Sicilia sempre con riferimento alla piattaforma multimediale di YouTube, soltanto il Comune di Trapani dispone di un discreto canale YouTube funzionante e tendenzialmente aggiornato, mentre per il resto non risultano attivi canali ufficiali degli enti comunali (ad eccezione di Catania, il cui account YouTube è attivo ma privo di contenuti e aggiornamenti).

Per quanto riguarda i Sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia, formalmente 8 su 9 dispongono di un proprio canale multimediale, anche se in realtà in tutti i casi si tratta di account statici, privi di contenuti e in linea di massima abbandonati nella loro attività di aggiornamento una volta conclusa la competizione elettorale (ad eccezione del canale del Sindaco Accorinti di Messina che presenta discrete performance interattive, in misura minore l’account del Sindaco di Ragusa Piccitto).

Facendo riferimento allo specifico tema dei siti web istituzionali, in base ai dati ufficiali forniti dal sito della provincia di Catania che contiene al riguardo interessanti informazioni particolarmente utili al riguardo (http://www.provincia.ct.it/il_territorio/i_comuni/tutti_gli_altri_comuni/), soltanto 31 siti su 58 risultano ricompresi nell’ambito del Progetto SEOL/Etna On-Line “per la creazione di un sistema integrato dei portali degli Enti locali della Provincia Regionale di Catania allo scopo di migliorare la qualità nella disponibilità di informazioni sull’organizzazione e sulle attività degli Enti, assicurare una concreta fruizione interattiva dei servizi e un’adeguata uniformità di accesso ai servizi stessi” (talvolta mediante la partecipazione finanziaria dell’Unione Europeatramite i fondi del POR Sicilia 2000/2006 Misura 6.05 – Fondo FESR). In ogni caso, pur sussistendo livelli minimi di chiarezza e semplicità grafica e strutturale dal punto di vista dell’accessibilità ai contenuti presenti all’interno delle piattaforme dei siti, si registra la generale assenza di efficienti applicazioni interattive di partecipazione degli utenti per incrementare il livello di trasparenza nel processo decisionale amministrativo mediante la valorizzazione delle nuove tecnologie del web 2.0., delineandosi una configurazione strutturale tendenzialmente statica e non conforme agli standard tipici della comunicazione interattiva 2.0.

Per quanto riguarda i Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia, il Comune di Palermo si aggiudica ancora una volta il primato della classifica rispetto agli altri comuni. In particolare, il sito http://www.comune.palermo.it/ presenta un notevole livello interattivo di accessibilità ai contenuti istituzionali e un rilevante grado di aggiornamento delle notizie integrate dalla presenza di rilevanti strumenti/applicazione di condivisione delle stesse nel network predisposto dal Comune.  Nel sito ogni notizia è dotata dello strumento “Mi piace” per la condivisione su Facebook e dello strumento/applicazione “Invia” che consente di inoltre via e-mail il post selezionato in tempo reale. Particolarmente interessante risulta l’area dei Sondaggi per monitorare il gradimento sull’e-Government e sulla qualità dei servizi forniti dall’ente. Risulta estremamente utile e interattiva la sezione “Geoblog” che consente agli utenti di manifestare le proprie segnalazioni per inoltrare denuncie, disservizi e irregolarità, mediante la pubblicazione delle relative proposte e segnalazioni localizzate attraverso il servizio di Google Maps.

L’impostazione grafica del sito è particolarmente positiva anche per la messa in evidenza, nella homepage, dei banner di collegamento agli account ufficiali del Comune esistenti nelle piattaforme dei principali social network, in maniera tale da realizzare un aggiornamento proficuo e costante della comunicazione istituzionale dell’ente.

Per quanto riguarda i siti/blog personali degli amministratori locali, il risultato del monitoraggio è particolarmente negativo.

A livello della provincia di Catania, risultano attivi soltanto 17 siti/blog dei Sindaci in carica rispetto al numero complessivo dei 58 amministratori locali: in realtà nella maggior parte dei casi si tratta di siti vetrina, con una tipica impostazione grafica e strutturale monodirezionale e verticale, privi di interazione, senza contenuti condivisi, con aggiornamenti esclusivamente realizzati durante la gestione comunicativa della campagna elettorale per il raggiungimento del risultato elettorale perseguito, e una volta conclusa la competizione, abbandonati a se stessi (ad eccezione dei siti/blog personali dei Sindaci Ferrante di Adrano, Caputo di Belpasso, Bonaccorsi di Giarre, Canzoniere di Grammichele, Mangano di Paternò, Greco di Santa Venerina, Tambone di Scordia, D’Agata di Valverde, con standard positivi dal punto di vista dell’interazione e dell’aggiornamento dei contenuti). A livello regionale, dispongono di un sito/blog personale soltanto 4 Sindaci su 9: anche in questo caso si tratta di siti vetrina, con una tipica impostazione grafica e strutturale monodirezionale e verticale, privi di interazione, senza contenuti condivisi, con aggiornamenti esclusivamente realizzati durante la gestione comunicativa della campagna elettorale per il raggiungimento del risultato elettorale perseguito, e una volta conclusa la competizione, abbandonati a se stessi (ad eccezione del sito/blog personale del Sindaco Accorinti di Messina dotato di positivi livelli di interazione e di aggiornamento dei contenuti).

L’esito del monitoraggio effettuato per rilevare la qualità dei flussi comunicativi degli Enti Locali analizzati consente di focalizzare interessanti aspetti sul rapporto tra pubbliche amministrazioni e cittadini, le cui dinamiche sono inevitabilmente influenzate dalla graduale diffusione delle nuove tecnologie digitali. Naturalmente, avere una pagina Facebook, Twitter o YouTube non è sufficiente per instaurare un dialogo interattivo, dinamico e diretto con i cittadini. Occorre essere attivi sui social media, diffondere informazioni in base alle specifiche caratteristiche di condivisione del social network utilizzato e ascoltare i feedback degli utenti. Per valutare gli effetti di queste dinamiche tradizionalmente si ricorre all’individuazione di due criteri fondamentali utilizzati nell’effettuazione del presente monitoraggio:

·         Step 1: Presenza formale (INFLUENCE): consente di misurare il grado di popolarità del Comune, rilevando il numero di cittadini che dimostrano interesse per il social network del comune stesso, facendo riferimento al numero di Fan per Facebook, al numero di Follower per Twitter ed al numero di Visualizzazioni per YouTube. Questo indicatore fornisce una prima rilevante valutazione sul livello di conoscenza ;

·         Step 2: Presenza sostanziale (ENGAGEMENT): consente di misurare il livello di interattività, fornendo indicazioni sulla concreta portata del dialogo tra Comune e cittadino, rapportando nell’ambito di Facebook il numero di Talking About rispetto al numero di Like; nell’ambito di Twitter il numero di Tweet al numero corrispondente di Follower, mentre per quanto riguarda la piattaforma multimediale di YouTube si rapportano in particolare gli Iscritti al canale alla percentuale demografica della popolazione.

In questo modo, il monitoraggio consente di predisporre un quadro generale sull’efficacia qualitativa e quantitativa della comunicazione sociale del Comune.

Incrociando i dati raccolti (in base ai criteri di influence e di engagement) è possibile predisporre un interessante monitoraggio che consente di individuare tre categorie di Enti Locali:

 

·         Comuni fantasma: la loro presenza su social media è poco conosciuta e il dialogo sulla piattaforma è quasi assente;

·         Comuni star: sono molto conosciuti e il livello di interattività è elevato;

·         Comuni vetrina: sono molto conosciuti dai cittadini ma dialogano poco con loro;

In linea generale, i 58 Comuni della provincia di Catania e i 9 Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia (oggetto del monitoraggio) rientrano, salvo alcune eccezioni, nelle categorie dei Comuni fantasmi – Comuni vetrina.

L’obiettivo della presenta attività di ricerca è quello di auspicare un reale mutamento delle forme di comunicazione tradizionalmente utilizzate dalle pubbliche amministrazioni, per migliorare il livello di trasparenza nel processo decisionale delle istituzioni e prendere atto degli straordinari benefici offerti dalle nuove tecnologie digitali destinate a modificare le dinamiche tradizionali dei rapporti tra PA e cittadini, grazie alla loro indiscutibile capacità di veicolare un numero potenzialmente infinito di informazioni accessibili agli utenti di Internet, soprattutto con l’avvento del web 2.0., risultando estremamente rilevante in questa sede valutare l’impatto delle nuove tecnologie 2.0. sulle dinamiche del rapporto tra cittadini e PA e sui servizi offerti dall’Amministrazione Pubblica. Le valutazioni finali del monitoraggio hanno fatto emergere alcuni dati non particolarmente positivi: innanzitutto si tende ad concentrare l’utilizzo del profilo sociale soltanto in occasione della campagna elettorale per la gestione organizzativa della propaganda politica, con conseguente abbandono della piattaforma sociale al termine del periodo della competizione elettorale, rendendo il relativo profilo inerte, statico, privo di contenuti e di interattività, come risulta dalla cronologia dei contenuti pubblicamente visibili nella maggior parte dei casi monitorati; in secondo luogo, a parte pochissimi rari casi, vi è una generale  incapacità diffusa nella gestione dei profili sociali per una comunicazione efficace, dinamica ed istantanea con un bacino potenzialmente infinito di utenti. Nella maggior parte dei casi monitorati, si riscontra la classica tradizionale comunicazione monodirezionale-verticale, statica e priva di interattività, senza sfruttare i rilevanti vantaggi offerti dalle prassi comunicative bidirezionali tipiche del web 2.0.

Diversamente, investire concretamente sul fenomeno dell’Open Government mediante la massiccia valorizzazione dei social network, rendendoli strumenti privilegiati della comunicazione istituzionale degli Enti Locali, può determinare straordinari positivi mutamenti sia per le PA che per i cittadini, fruitori dei relatori servizi. Per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni, la presenza di social network istituzionali consente di raggiungere con maggiore efficienza e velocità i cittadini, realizza una significativa ottimizzazione dei costi rispetto alla qualità della comunicazione conseguendo maggiori risultati a parità di spesa. Inoltre, i social network consentono di monitorare con maggiore facilità le opinioni dei cittadini su temi pubblici rilevanti, incentivando il ricorso a rilevanti processi di e-Democracy e di e-Partecipation, attivando un costante ascolto funzionale ad un dialogo aperto e trasparente per generare un rapporto fiduciario duraturo. Infine, i social network consentono di attivare meccanismi di collaborazione tra Amministrazione e cittadini, stimolando la cittadinanza attiva e la partecipazione. Dal lato del cittadino, una valorizzazione dei social network in termini di generali canali comunicativi delle PA consente al cittadino stesso di essere informato maggiormente e costantemente sulle azioni e sui servizi degli enti istituzionali, fruendo di servizi più dinamici e interattivi, conformi alle istanze reali della collettività. Inoltre, la disponibilità generalizzata di dati pubblici grazie alla presenza consistente di social network istituzionali consente al cittadini di acquisire maggiore consapevolezza sui diritti di cui è titolare e sui servizi a lui spettanti. Per tale ragione, ho deciso di attivare una piattaforma programmatica insieme ad un gruppo di giovani esperti in materia con i quali presenterò a breve il lancio di un associazione culturale, al cui interno un apposito team di lavoro dedicherà il proprio tempo e le proprie risorse all’elaborazione di proposte concrete basate sulla valorizzazione delle tecnologie per determinare un graduale contenimento della spesa pubblica e un miglioramento dei livelli di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa: proposte che naturalmente presenteremo periodicamente a tutti gli enti locali nella speranza di intraprendere un rapporto di collaborazione aperto, reale e positivo per il perseguimento del bene comune.

Al termine del monitoraggio, a titolo esclusivamente ludico e di gioco è stata predisposta una classifica dei Comuni più efficienti dal punto di vista dell’OpenGov: il podio è composto dai Comuni e dai Sindaci più “social” dal punto di vista dell’utilizzo delle tecnologie interattive.

Nell’ambito della provincia di Catania, i migliori Comuni 2.0. sono Catania (1º), Paternò (2º) ed Aci Castello (3º). Per quanto riguarda la classifica dei Sindaci “social”, al primo posto il Sindaco Mauro Mangano di Paternò, al secondo posto il Sindaco Roberto Bonaccorsi di Giarre, al terzo posto il Sindaco Salvatore Greco di Santa Venerina, anche se risultano comunque positive le performance interattive del Sindaco Filippo Drago di Aci Castello e del Sindaco Carlo Caputo di Belpasso, cui rivolgo i miei personali complimenti per i loro standard di comunicazione interattiva, auspicando un ulteriore miglioramento del livello raggiunto.

Nell’ambito dei Comuni capoluogo di Provincia in Sicilia, al primo posto il Comune di Palermo, segue il Comune di Catania al secondo posto, il terzo posto della classifica va al Comune di Siracusa.

Per quanto riguarda i Sindaci, al primo posto Leoluca Orlando di Palermo, al secondo posto Renato Accorinti di Messina, al terzo posto Federico Piccitto di Ragusa.

16 Ottobre 2013

TAG: open government