Cultura e competenze digitali: l'Italia ora c'è

CULTURA DIGITALE

Nasce il Programma Nazionale per la Cultura, la Formazione e le Competenze Digitali. Un programma ambizioso, che colma una grave lacuna dell’Agenda Digitale italiana. E che ha bisogno di un chiaro e costante committment politico

di Nello Iacono, Stati Generali dell'Innovazione

Il Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali, promosso dall’Agenzia per l’Italia Digitale, è arrivato al primo traguardo, con l’emissione in versione preliminare per la consultazione pubblica delle Linee Guida, che costituiscono le indicazioni strategiche e operative per il Programma.

Il nostro Paese parte da una situazione di elevato analfabetismo digitale, anche nelle organizzazioni, e d’altra parte di eccellenze nell’innovazione sociale ed economica.

Un Programma che vede coinvolti tutti i principali stakeholder: le istituzioni,  a livello nazionale e territoriale, le associazioni di imprese, camerali, i sindacati, le associazioni e le organizzazioni della società civile, la RAI. Con un coinvolgimento ampio che è la condizione necessaria per far sì che tutte le esigenze e le esperienze siano prese in considerazione, e che quindi sia possibile il passaggio dalla logica progettuale, settoriale, episodica, ad una logica di sistema.

Con una definizione strategica organica, e allo stesso tempo articolata, il Programma Nazionale è uno dei principali tasselli che mancava all’Agenda Digitale Italiana, delineata dalla Cabina di Regia sotto il governo Monti su sei assi strategici (Infrastrutture e sicurezza, egov/Open Data, ecommerce, competenze digitali, comunità intelligenti), fondamentale per l’innesco di un circolo virtuoso tra la domanda di servizi, di partecipazione, l’offerta da parte delle organizzazioni pubbliche e private e lo sviluppo di professionalità innovative e adeguate per la rivoluzione digitale.

Il Programma Nazionale si articola in quattro principali aree di intervento:

1.     competenze per la cittadinanza digitale e l’inclusione digitale;

2.     competenze professionali specialistiche per professionisti e futuri professionisti ICT;

3.     competenze digitali trasversali per tutti i lavoratori (non professionisti ICT) ed e-leadership;

4.     competenze digitali per la Pubblica Amministrazione, contestualizzazione dell’area delle competenze di e-leadership.

Questa articolazione consente di identificare modelli di riferimento, target e linee di intervento specifiche, nella consapevolezza che le interrelazioni tra le aree sono strettissime, che le competenze per la cittadinanza digitale costituiscono una base indispensabile per le altre aree e che le competenze specialistiche ICT sono un’evoluzione delle competenze digitali trasversali applicate al contesto lavorativo.  Il risultato ambizioso che si vuole conseguire nel prossimo triennio è lo sviluppo delle competenze digitali italiane almeno ai livelli medi europei, valorizzando e rendendo prassi comune le eccellenze che già ci sono.

Ciascuna area ha comunque le sue specificità.

Competenze per la cittadinanza digitale e l’inclusione digitale

Obiettivi del Programma Nazionale sono la realizzazione dell’inclusione digitale e lo sviluppo delle competenze digitali degli Italiani nei diversi ambiti (dell’esercizio dei diritti di cittadinanza e della partecipazione attiva, dei servizi di e-government, dell’economia e del sistema delle imprese, delle comunità sociali e urbane), ripensando l’intero sistema educativo in base alle nuove esigenze della società digitale. Come? Rilanciando il ruolo della Scuola, dell’Università, della formazione continua e di tutte le agenzie formative per scandire un’evoluzione dei modelli d’apprendimento in relazione agli scenari del cambiamento, secondo nuovi principi educativi come il social learning. Allo stesso tempo il Programma intende favorire e sostenere un adeguamento delle politiche del lavoro rivolte alle nuove forme di produzione del valore cognitivo, con modalità di lavoro in mobilità, smart “knowledge” working.

Le linee di intervento indicate coprono tutti i “percorsi” di sviluppo:

  • percorsi formativi all’interno delle Istituzioni Scolastiche - Iniziative che si basano sul riconoscere alla scuola il ruolo cruciale, per il territorio e sul territorio, quale centro di produzione di cultura digitale e cittadinanza attiva e consapevole;
  • percorsi formativi all’interno del circuito educativo non formale – Iniziative di valorizzazione dei percorsi  formativi  orientati  al  lifelong  learning, attraverso metodologie e in luoghi di formazione non formale, cioè  contesti formativi fuori del sistema di istruzione formale, al fine di supportare gli apprendimenti individuali di auto-formazione e auto-apprendimento;
  • percorsi di formazione di competenze digitali e informative sul territorio – Iniziative con cui il territorio, i quartieri, le comunità locali e gli spazi pubblici accolgono servizi di assistenza per chi ha bisogno di supporto per godere dei propri diritti (servizi, informazioni, partecipazione); 
  • percorsi di comunicazione – eventi, mass-media e alfabetizzazione di massa. – Iniziative di comunicazione continua, intensa e particolarmente pervasiva, al fine, in particolare, di facilitare l’apprendimento di conoscenze e di promuovere l’utilizzo delle tecnologie nella vita quotidiana, con un ruolo fondamentale da parte della RAI;
  • percorsi di inclusione digitale – Iniziative basate su strategie tecnologiche di inclusione fortemente connotate in funzione del target da raggiungere (donne non occupate e in condizioni particolari, anziani, immigrati, disabili, detenuti).

 

Competenze professionali specialistiche per professionisti e futuri professionisti ICT

Partendo dallo stimolo della Commissione Europea che ha quantificato in 900mila le professionalità ICT che potrebbero mancare in Europa nel 2020  e dell’iniziativa “Grand Coalition for Digital Jobs”, il Programma Nazionale individua un modello di riferimento per le competenze specialistiche ICT, nel modello euopeo e-CF (e-Competence Framework) e un percorso di lavoro che si basa sul ruolo attivo di tutti gli attori coinvolti (associazioni di imprese, di professionisti, agenzie formative, agenzie interinali) sia nella definizione dei dati di partenza (il 10 Aprile nasce l’Osservatorio sulle competenze digitali specialistiche) sia nell’identificazione dei profili nuovi che costituiscono la lente attraverso cui guardare sia il sistema educativo sia le esigenze e le prospettive del lavoro nelle organizzazioni.

Competenze digitali trasversali per tutti i lavoratori (non professionisti ICT) e di e-leadership

Il Programma Nazionale identifica quest’area di sviluppo delle competenze digitali nelle organizzazioni indirizzando due focus:

  • le competenze che devono possedere tutti i lavoratori, in quanto necessarie ad "immaginare, proporre, promuovere, animare" l'innovazione digitale in tutte le organizzazioni, pubbliche, private, grandi e piccole;
  • le competenze specifiche di e-leadership, che richiedono un bagaglio culturale completo e complesso, che va dalle conoscenze fondamentali del mondo digitale alla cultura della leadership. In particolare “l’e-leader deve avere una particolare, caratterizzante, attitudine a “vedere” il cambiamento, contestualizzato nella organizzazione in cui lavora, e contestualizzato ai processi aziendali ed alle risorse umane su cui può contare.

Sulla base di un modello in corso di evoluzione e raffinamento in ambito europeo, le linee di intervento si muovono pertanto nell’ampio spettro dello sviluppo delle competenze per un’imprenditoria innovativa e anche un modello di lavoro nuovo e creativo.

Competenze digitali per la Pubblica Amministrazione

Le competenze trasversali e di e-leadership sono declinate in particolare nel contesto della Pubblica Amministrazione, soprattutto per quanto attiene le aree di competenza, correlate alla mission pubblica: la tutela della cittadinanza digitale, lo sviluppo dei servizi di e-government, l’attuazione dell’open government.

Passi successivi

Le “Linee Guida-Indicazioni strategiche e operative” sono state presentate il 10 aprile in un evento pubblico presso l’AgID in una versione preliminare che è oggetto di consultazione pubblica, per la prima volta sul sito web nazionale dedicato alle consultazioni, segnale di un’attenzione sempre più forte sull’area dell’Open Government. Una consultazione che si articolerà su più modalità: sia online, con la possibilità di commentare il testo, ma anche di fornire contributi e proposte di azione, attraverso un ideario, sia in presenza con un insieme di incontri, dibattiti, forum.

Nell’ambito di ForumPA è prevista la presentazione della prima versione delle Linee Guida e quindi successivamente si avvieranno i lavori per la definizione di una piattaforma di supporto e di un Piano organico delle iniziative.

La sfida della governance

Una delle principali ambizioni del Programma Nazionale è di “farsi piattaforma”, nel senso di costruire le condizioni per realizzare un efficace sistema di knowledge management tra le esperienze e le iniziative che già adesso sono presenti nel nostro Paese (così che si delinei un sistema di apprendimento continuo sullo sviluppo delle competenze digitali), ma anche di coordinamento, soprattutto per raggiungere una maggiore efficacia nello sfruttamento delle risorse, nell’interlocuzione europea, nelle sinergie progettuali.

Un Programma, pertanto, in grado di realizzare il passaggio dalla logica progettuale alla messa a sistema, il cui successo dipende da diversi fattori, tra cui due emergono con maggiore urgenza:

  • un chiaro e costante committment politico, che si manifesti nell’evidenziazione della consapevolezza della pervasività delle politiche dell’innovazione digitale, nella finalizzazione dei necessari adempimenti per la piena operatività dell’AgID, nella stretta correlazione e nel coordinamento delle iniziative che si avviano su tutti gli assi strategici dell’Agenda Digitale;
  • l’individuazione di “acceleratori”, iniziative “virali”, di elevato impatto, che attengono ad altri assi strategici dell’Agenda Digitale ma che sono da considerare come fondamentali per accelerare il cambiamento e il raggiungimento dei risultati attesi, dagli interventi per favorire in lavoro in mobilità, al superamento degli ostacoli normativi alla diffusione dei comportamenti digitali e dell’ecommerce, dal sostegno alla co-progettazione dei servizi online privati e pubblici al switch-off assistito e sviluppo sostenuto di alcune tipologie di servizi online

Se si vuole davvero essere guida nell’ambito europeo, questa è una delle aree strategiche. Le premesse ci sono tutte. Compito della politica considerarla, senza esitazioni e cadute di attenzione, fondamentale per il futuro del Paese.

09 Aprile 2014

TAG: agid, iacono