riscaldamento globale

La banda larga mobile riduce la CO2: lo studio



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Uno studio supportato da Ericsson e pubblicato su Telecommunications Policy dimostra che un aumento della penetrazione della banda larga mobile riduce le emissioni di CO2 pro capite. Nei paesi ad alto reddito, un aumento del 10% nella penetrazione della banda larga mobile corrisponde a una riduzione del 7% delle emissioni di CO2

Pubblicato il 30 mag 2024

Antonio Sfameli

Government & Policy Advocacy Director, Ericsson



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Per evitare gli effetti più gravi del riscaldamento globale, è necessario ridurre radicalmente le emissioni di CO2. In questa situazione, il ruolo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nella mitigazione del cambiamento climatico sta guadagnando sempre più attenzione.

Un’analisi a livello macroscopico, supportata da Ericsson, fornisce indicazioni utili per valutare la relazione che intercorre tra la connettività di rete mobile e la Co2. Nei paesi a reddito più elevato, un aumento di 10 punti nella penetrazione della banda larga mobile corrisponde a una riduzione del 7% delle emissioni di CO2 pro capite.

L’impatto della banda larga mobile sulle emissioni di CO2

Ericsson ha supportato un progetto di ricerca, recentemente pubblicato sulla rivista Telecommunications Policy, che ha esaminato l’impatto della banda larga mobile sulle emissioni di CO2 per comprendere se la diffusione di questa connettività possa contribuire alla lotta al cambiamento climatico e alla decarbonizzazione. Questo tema è di grande rilevanza, considerando che viviamo in un mondo dove ci sono più SIM che abitanti, con una connettività mobile ubiqua che rappresenta una potente leva di innovazione.

Lo studio ha analizzato 181 paesi nel periodo 2002-2020 ed è quindi robusto e consistente rispetto al periodo e ai dati analizzati. Sebbene nelle fasi iniziali l’introduzione della banda larga mobile provochi un aumento delle emissioni di CO2 pro capite, nel ciclo d’uso, all’aumentare dell’uso, la relazione statistica diventa ampiamente negativa, permettendo di affermare con certezza che l’aumento della penetrazione della banda larga riduce le emissioni.

Benefici della connettività nei Paesi ad alto reddito

In particolare, la ricerca mostra che in un paese con un livello di reddito “elevato” ovvero superiore ai 4.096 dollari annui di PIL pro capite, un aumento del 10% nella penetrazione della banda larga mobile produce una riduzione del 7% delle emissioni di CO2 pro capite.

Ovviamente i paesi a più alto reddito hanno uno scenario industriale/economico che aumenta questo effetto positivo e aiuta a sfruttare meglio qualsiasi opportunità di riduzione delle emissioni associata all’uso di connettività mobile in banda larga.

Lo studio analizza vari aspetti, tra cui il ciclo di vita di hardware e software, la capacità delle tecnologie ICT di abilitare una riduzione (o produrre un aumento) delle emissioni nei settori in cui esse vengono applicate, e gli effetti sistemici e comportamentali legati ai cambiamenti che la diffusione dell’ICT produce nei comportamenti e nei processi sociali.

Efficienza energetica e riduzione delle emissioni

Nel 2020, le emissioni proprie delle tecnologie hardware e software rappresentavano l’1,4% delle emissioni globali di CO2 equivalente. Tuttavia, l’ICT consente di utilizzare meno risorse energetiche e materiali, permettendo di fare di più con meno. Sulla base di questo dato, l’ITU (International Telecommunications Union) ha delineato il percorso di decarbonizzazione del settore ICT.

La digitalizzazione contribuisce a un uso più efficiente dell’energia, snellisce i processi, rende più intelligenti i sistemi di trasporto e logistica e riduce la necessità di viaggi sostituendo gli incontri fisici con tecnologie di collaborazione online.

Lo studio evidenzia che l’iniziale aumento delle emissioni pro capite, al momento della realizzazione della banda larga, viene ampiamente compensata al crescere della penetrazione con una inversione fortemente positiva della curva di riduzione della CO2. Con una penetrazione dell’1% si osserva un aumento medio del 5% delle emissioni rispetto a quelle rilevate in precedenza, per gli effetti di primo ordine (uso di materiali e energia legati alla tecnologia) ed il numero limitato di utenti. Man mano che la banda larga mobile si diffonde, la relazione cambia diventando negativa in senso statistico. La diffusione dell’uso delle teleconferenze, il miglioramento di trasporti e logistica intelligenti, gli effetti correlati all’aumento di produttività ne accentuano il valore ed il contributo positivo alla riduzione.

Lo studio ha considerato anche variabili come il PIL pro-capite, la densità di popolazione, lo scenario normativo, la presenza di banda larga fissa, la percentuale di popolazione in età lavorativa, un indice legato al capitale umano ecc. Inoltre, ha utilizzato metriche quali la penetrazione relativa della banda larga mobile rispetto a tutte le connessioni mobili e ha prodotto risultati “robusti” e consistenti.  

Necessità di investimenti e futuri studi

I governi dovrebbero includere lo sviluppo delle telecomunicazioni mobili come parte fondamentale e integrata delle strategie di decarbonizzazione.

I risultati dello studio dimostrano chiaramente l’importanza di investire nelle infrastrutture di banda larga mobile per ridurre drasticamente l’emissione di CO2 e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Nel medio e lungo termine, lo studio verifica un’inversione di tendenza grazie agli effetti di secondo ordine, come l’impatto positivo sulla riduzione delle emissioni nei vari settori industriali in cui la connettività mobile viene adoperata.

Nel prosieguo, le prossime versioni dello studio potranno approfondire l’impatto dell’alfabetizzazione digitale, l’accessibilità delle tecnologie e il livello generale di digitalizzazione nelle aree a basso reddito, e valutare analiticamente come la velocità di reti ibride combinata all’edge e alla AI influisca sulle emissioni di CO2.

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