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Analisi visiva dei documenti, chi ha la meglio tra occhio umano e AI?



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La percezione di un segno grafico può essere alterata da bias cognitivi o dallo stato psicofisico dell’osservatore: vediamo in che modo impiegare l’AI a supporto della grafologia forense

Pubblicato il 4 ago 2025

Lorella Lorenzoni

Grafologa forense

Bruna Pascali

avvocato grafologa forense esperta in accertamenti grafometrici



scrittura firma documenti indagine forense su documenti digitalizzati; analisi visiva documenti; identità digitale Stati

La percezione visiva umana non è un processo passivo, bensì un’attività interpretativa complessa che coinvolge diversi livelli di elaborazione biologica, neurologica e cognitiva. Gregory Bateson[1], nell’ambito della sua “ecologia della mente”, sostiene che la percezione umana non è un processo isolato, ma un’interazione dinamica tra mente e ambiente, dove la mente è vista come un sistema aperto che riceve, elabora e trasmette informazioni. La percezione, quindi, non è una semplice registrazione di dati, ma un’interpretazione attiva che tiene conto del contesto e delle relazioni

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