Dopo tre anni di LLM non credo di conoscere nessuno che non abbia almeno una volta chiesto a Chatgpt o qualche altra AI qualcosa riguardo la medicina. Ho personalmente visto giovani medici che chiedevano informazioni riguardo a farmaci, colleghi e familiari fare foto a referti chiedendo spiegazioni ai modelli.
Secondo un report di OpenAI di gennaio 2026 quaranta milioni di utenti americani pongono ogni giorno a GPT questioni che riguardano la salute. Non è un caso che proprio OpenAI abbia annunciato al lancio di ChatGPT 5 che una delle importanti novità dei nuovi modelli era rappresentata dal significativo miglioramento nelle risposte in ambito medico.
Non è un caso che in questi giorni, a poca distanza, OpenAI abbia annunciato il servizio sperimentale ChatGPT Health (Salute, in Italia) e Anthropic il servizio Claude for Healthcare.

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Cosa cambia per la Sanità con Chatgpt Salute di OpenAI e Anthropic Healthcare
La capacità dei modelli AI di analizzare informazioni mediche e fornire un supporto concreto è una realtà di fatto che si sta cercando di mettere a sistema, riducendo al minimo i rischi legati a valutazioni errate o allucinazioni da parte dei modelli.
Ci si può quindi chiedere perché siano degni di nota gli annunci di OpenAI e Anthropic in ambito sanitario.
Dati da dispositivi personali e monitoraggio continuo
La novità è che questi servizi consentono di collegare ai dispositivi personali (ad esempio quelli integrati in Apple Salute e servizi analoghi) per interpretare i dati prodotti dai vari dispositivi che sempre più persone indossano.
Ecco quindi che per la prima volta sembra possibile effettuare un monitoraggio della salute della popolazione, interpretando fattori che si riescono a misurare con smartwatch, smart ring, bilance connesse e altri dispositivi.
Privacy, falsi positivi e falsi negativi: lo stress test
Questi servizi sono sperimentali e limitati agli Stati Uniti, e prima che possano divenire disponibili su scala globale sarà necessario affrontare gli aspetti di privacy e valutare quanti falsi positivi e falsi negativi produrranno.
È infatti importante sottolineare che se vi dovessero essere troppi falsi positivi, ovvero diagnosi di qualche condizione da trattare che in realtà non esiste, allora aumenterebbe la pressione sul sistema sanitario.
Se al contrario vi fossero falsi negativi, ovverosia condizioni non individuate, allora si correrebbe il rischio di ritardare la diagnosi con possibili danni per il paziente.
Ci vorrà comunque tempo per sistemare tutti gli aspetti, inclusi quelli giuridici, ed è sicuramente consolatorio il fatto che la legge 132/2025 preveda esplicitamente la possibilità di adottare queste tecnologie in ambito medico ai fini di supportare la gestione della salute, la ricerca e l’innovazione.
Si tratta di un’area delicata: vi sono cause contro OpenAI per suicidi di persone che si sono confidate con l’assistente intelligente non cercando aiuti esterni, e sono evidenti i rischi per la salute di chi segue in modo acritico e senza confronto le indicazioni dei modelli.
Non è un caso che dopo poche settimane OpenAI abbia fatto una parziale marcia indietro, riducendo l’enfasi sul supporto alla salute e spingendo gli utenti alla consultazione di medici.
Resta il fatto che la maggior parte degli americani intervistati per conto di OpenAI hanno usato GPT per chiedere una valutazione di sintomi; in generale, però, l’AI viene usata anche per comprendere referti o istruzioni o approfondire le varie opzioni terapeutiche.
Come l’AI in sanità può supportare un sistema sotto pressione
Resta pure il fatto che l’AI offre già applicazioni che possono contribuire a supportare un sistema sanitario sempre più complesso, aiutando coloro che vivono distanti da ospedali (i deserti ospedalieri) a ricevere un supporto a distanza.
La Cina ha fatto notizia per l’accelerazione che ha impresso all’adozione nei processi clinici di triage e supporto diagnostico, e della medicina di base. In alcune province, come ad esempio quella di Jiangsu, sono stati avviati piloti che prevedono l’uso dell’AI in tutte le cure di primo livello.
È evidente come nel prossimo futuro sempre più aspetti della gestione della sanità saranno condizionati da questa tecnologia.
Cerchiamo di fare il punto e capire come queste nuove iniziative possano cambiare il modo di gestire i processi legati alla sanità, tema caldo se dovessero contribuire a un controllo dei costi per la spesa sanitaria che sappiamo essere ovunque significativa.

Perché l’AI in sanità cambia diagnosi, triage e decisioni cliniche
Il tema di meccanizzare le cure sanitarie è un tema complesso, che spesso alimenta discussioni infinite su etica, rapporto medico-paziente e responsabilità in caso di errori.
Da un punto di vista puramente tecnico è indubbio che la macchina possa fare valutazioni statistiche su una scala che difficilmente è confrontabile su scala umana: la verifica statistica tipica di un modello di AI può considerare sia la letteratura sia le variazioni statistiche che caratterizzano ciascun essere umano.

Nel processo di diagnosi è quindi più facile che un’AI individui sintomi di una patologia magari non frequente e pertanto difficile da diagnosticare. Non è un caso che già nello Stanford AI Index 2025 si evidenzi come, secondo esperimenti condotti nel 2024 con ChatGPT 4, l’AI fosse più efficace non solo dei medici, ma anche dei medici che usano l’AI.
È evidente come questi risultati debbano essere considerati nella giusta prospettiva, e comunque è necessario tener presente che non sempre i pazienti sono in grado di descrivere correttamente i sintomi in modo da contribuire alla formulazione di una diagnosi.
Ovviamente, se la diagnosi dipende solo da immagini o analisi, questo processo è sicuramente più meccanizzabile.
In un altro studio si evidenzia uno scenario simile (anche se meno netto) quando si tratta di prendere decisioni cliniche complesse. In questo caso il medico supportato dall’AI sembra prevalere, ma l’AI da sola ottiene risultati paragonabili e comunque migliori rispetto al medico che opera in modo convenzionale.
Sembra quindi che nell’analisi del corpo umano l’AI si trovi a suo agio e possa svolgere un ruolo importante già nel prossimo futuro, come testimoniato dai piloti cinesi.
Anche nello studio di OpenAI si evidenzia come i messaggi relativi a questioni sanitarie si concentrino in stati con bassa densità ospedaliera, sottolineando come l’AI possa, almeno in parte, supplire alle limitazioni del territorio.
Ecco quindi che stati come il Wyoming e l’Oregon occupano i primi posti nella classifica dei messaggi relativi alla cura sanitaria provenienti da aree senza ospedali.

Sarà importante quindi monitorare queste sperimentazioni, incluse quelle con Chatgpt Salute e Anthropic, per capire se l’AI possa davvero supportare parte dei processi sanitari, contribuendo a una gestione più efficiente ed efficace di un sistema che chiede sempre più risorse per poter operare.









