Quando si parla di strategic thinking si fa riferimento non alla tradizionale pianificazione delle attività sanitarie, ma alla capacità del management di realizzare una lettura sistemica della realtà sanitaria che integri dati, esperienza, etica e visione di lungo periodo.
Ed è il pensiero strategico che consente di decidere perché adottare l’Intelligenza Artificiale (IA), dove applicarla e con quali limiti. Senza questa cornice, l’IA rischia di diventare un esercizio tecnologico fine a sé stesso, incapace di incidere realmente sulla qualità dei servizi e sull’organizzazione delle cure.
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Strategic thinking e intelligenza artificiale in sanità: perché e dove usarla
Senza la guida dello strategic thinking, e quindi del pensiero umano, l’Intelligenza Artificiale non può portare innovazione organizzativa, ma solo tecnologica. E questo attualmente è un rischio molto frequente in sanità, dove abbiamo assistito negli ultimi anni a una crescita esponenziale dell’utilizzo dell’AI.
La possibilità di analizzare grandi quantità di dati clinici, organizzativi e gestionali consente sempre più di individuare pattern ricorrenti, anticipare criticità e supportare decisioni basate su evidenze. Ma per fare questo è necessario inserire gli algoritmi sempre più sofisticati, i sistemi predittivi e l’automazione dei processi in una visione strategica capace di orientarne l’uso.
La guida umana nelle decisioni: etica, equità e responsabilità
La componente umana resta quindi imprescindibile, specialmente nel contesto sanitario in cui la tecnologia, come tutti i fattori produttivi, deve essere orientata a rispondere a bisogni complessi di salute e a sostenere il lavoro sotto pressione dei professionisti in ambienti complessi e dinamici come quelli ospedalieri.
In sanità, decidere per un professionista non significa solo ottimizzare risorse o ridurre tempi, ma bilanciare equità, sicurezza, sostenibilità e centralità della persona. Le soft skills e le competenze manageriali quali visione, empatia, capacità di interpretare i contesti e assumersi la responsabilità delle decisioni sono elementi distintivi dell’azione umana che nessun algoritmo può sostituire. Lo strategic thinking consente di tenere insieme tutte queste dimensioni, dando senso e direzione all’innovazione tecnologica sprigionata dall’AI.
Processi predittivi con strategic thinking e intelligenza artificiale in sanità
Questa sinergia fra intelligenza umana e artificiale genera un potente valore aggiunto per l’azione organizzativa. L’IA permette infatti di superare una gestione prevalentemente reattiva, favorendo l’introduzione di modelli predittivi e adattivi.
L’IA elabora, suggerisce e segnala; l’essere umano interpreta, valuta e decide. Questo equilibrio evita due derive opposte: da un lato l’automazione acritica, che riduce la complessità della sanità a un insieme di dati e report; dall’altro la resistenza culturale che porta a ignorare strumenti ormai indispensabili per governare sistemi complessi. La tecnologia, in questa combinazione con lo strategic thinking, diventa un supporto formidabile per il decisore, senza sostituirlo ma rafforzandone la capacità di visione e di scelta.
Un’integrazione ben governata fra intelligenza umana e artificiale può quindi produrre risultati tangibili sui processi organizzativi, favorendo la semplificazione e l’agilità per adattarsi ai cambiamenti e ai bisogni specifici dei diversi target di pazienti.
| Area di Applicazione | Esempi concreti |
| Gestione posti letto | Previsione ricoveri, durata degenze, ottimizzazione flussi pazienti |
| Documentazione e dimissioni | Tool NHS per auto-compilazione documenti di dimissione |
| Processi amministrativi | RPA per billing e scheduler, piattaforme IA back-office |
| Risorse umane & logistica | Pianificazione turni, inventario e supply chain prédittiva |
| Patient engagement | Chatbot prenotazioni e assistenza multicanale |
| ERP & BI intelligenti | IA che automatizza risposte nei processi aziendali complessi |
Riepilogo dei principali casi d’uso dell’IA nei processi organizzativi
Leadership e strategic thinking e intelligenza artificiale in sanità: competenze che servono
In questa prospettiva, quello che conterà davvero negli scenari di sviluppo futuro dei nostri sistemi sanitari non è quanta intelligenza artificiale sarà introdotta, ma piuttosto quanto saremo capaci come esseri umani di sviluppare un pensiero strategico che abbia le qualità per poter accompagnare e guidare l’adozione dell’IA nella direzione del miglioramento delle performance sia in termini di efficienza e sostenibilità che di qualità, sicurezza ed equità delle cure.
La vera sfida è quindi mantenere allo stesso passo della crescita dell’Intelligenza artificiale la crescita delle nostre competenze di esseri umani, come manager ma soprattutto come leader. Studi scientifici recenti sottolineano che guidare le organizzazioni verso una reale trasformazione basata sull’Intelligenza Artificiale richiede una leadership multidimensionale, che non sia confinata a una sola funzione, ma che sia capace di muoversi trasversalmente tra tecnologia, strategia, operatività e organizzazione, integrando competenze tecniche, visione strategica e attenzione alle persone.
Una leadership multidimensionale per governare la complessità
Solo una leadership di questo tipo è in grado di affrontare la complessità della trasformazione guidata dall’Intelligenza Artificiale e di valorizzarne pienamente il potenziale come reale leva del cambiamento.
Formazione per strategic thinking e intelligenza artificiale in sanità: il vero differenziale
Nella definizione delle strategie di medio e lungo termine, è quindi fondamentale agire partendo dalla consapevolezza che il futuro della sanità non sarà determinato dalla quantità di Intelligenza Artificiale introdotta, ma dalla qualità del pensiero strategico che ne guiderà l’adozione.
Lo sviluppo di adeguati programmi di formazione che accompagnino questo processo sarà, ad esempio, un importante differenziale strategico. L’IA può accelerare i processi decisionali e ampliare le possibilità di analisi, ma è l’intelligenza umana a definire obiettivi, priorità e valori. Solo mantenendo questo equilibrio sarà possibile costruire sistemi sanitari capaci di innovare ma con umanità, migliorando qualità, efficienza e sostenibilità.
ASST di Vimercate (Lombardia): IA nei processi clinici e organizzativi
Una delle applicazioni più citate in Italia è quella dell’ASST della Brianza / ASST di Vimercate, che ha integrato sistemi di intelligenza artificiale nei processi ospedalieri per l’analisi dei dati e il supporto decisionale, con l’obiettivo di:
• sviluppare algoritmi predittivi per individuare precocemente pazienti a rischio (ad es. malattie croniche o complicanze post-operatorie);
• integrare l’IA nella cartella clinica elettronica per semplificare l’accesso ai dati clinici e supportare i medici nella valutazione del paziente;
• automatizzare processi clinici e strumenti digitali per migliorare la sicurezza e l’efficienza dell’assistenza.
Questo progetto ha vinto anche il Premio Innovazione Digitale in Sanità promosso dal Politecnico di Milano nella categoria “Gestione di processi clinici e assistenziali ospedalieri”, a testimonianza dell’impatto organizzativo e operativo del modello.
Bibliografia
• Topol E. Deep Medicine. How Artificial Intelligence Can Make Healthcare Human Again. Basic Books, 2019.
• World Health Organization. Ethics and Governance of Artificial Intelligence for Health. WHO, Geneva, 2021.
• Leadership for AI Transformation in Health Care Organization: Scoping Review. Healthcare Management Review, 2024.
• Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano. Intelligenza Artificiale in Sanità: opportunità e criticità. Report annuale, 2023–2024.


















