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Cinque anni di Opening Future: l’evoluzione del progetto e il valore per il territorio



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Nel gap di competenze digitali che ancora frena PMI e territori, Opening Future, progetto congiunto di Google Cloud, Intesa Sanpaolo e TIM Enterprise, promuove formazione e accelera l’adozione digitale: ecco la sua storia e gli obiettivi raggiunti 

Pubblicato il 12 feb 2026

Nicoletta Pisanu

Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu



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manifattura digitale; opening future




Digitalizzare è una leva strategica per imprese e servizi, eppure il vero ostacolo non è tecnico, bensì culturale: esiste un divario profondo tra gli strumenti disponibili e la reale capacità di utilizzarli. Rafforzare le competenze in ambito digitale diventa quindi una priorità, soprattutto a livello locale e nel tessuto delle PMI, dove l’adozione di cloud, dati e oggi anche AI richiede alfabetizzazione, metodo e accompagnamento. È in questo contesto che si inserisce Opening Future, avviato nel 2021 da Google Cloud, Intesa Sanpaolo e TIM Enterprise: un progetto congiunto che combina presenza sul territorio e community digitale, offrendo percorsi formativi pensati per trasformare la domanda di competenze in capacità operative.

A cinque anni dall’avvio, il bilancio restituisce una dimensione misurabile: 23.500 studenti e docenti coinvolti, più di 3.300 ore di formazione erogate, 2.600 PMI e 1.800 startup supportate, un centro di eccellenza e oltre 40 eventi organizzati. L’obiettivo, oggi, resta lo stesso ma ancora più urgente: fare in modo che la crescita digitale non resti concentrata, ma diventi un moltiplicatore di valore per il territorio.

Numeri che raccontano non solo la crescita del progetto, ma la sua capacità di intercettare bisogni reali e trasformare la formazione in uno strumento concreto di accesso alle competenze digitali, soprattutto per PMI e territori tradizionalmente meno raggiunti dall’innovazione.

Competenze digitali, perché puntare alla sinergia tra imprese e mondo accademico

Secondo il Global Cybersecurity Outlook 2026 del World Economic Forum (pubblicato il 12 gennaio 2026), le competenze in ‘networks and cybersecurity’ si confermano tra le tre skill a più rapida crescita entro il 2030, affiancando pilastri come ‘AI and big data’ e ‘technological literacy’. Tuttavia, non sono competenze scontate: spesso la loro mancanza si traduce in uno skill mismatch che rende difficile trovare gli specialisti richiesti dal mercato del lavoro. Lavorare sulla creazione e valorizzazione delle competenze tecniche, per esempio sull’Intelligenza Artificiale, è quindi un’azione strategica per la crescita del Paese.

Colmare il divario di competenze digitali richiede di andare oltre la formazione, superando la logica di lezioni e percorsi tradizionali. Serve costruire un ecosistema stabile in cui imprese e mondo accademico lavorino in sinergia, ciascuno con il proprio ruolo. Le aziende contribuiscono con casi d’uso reali, fabbisogni professionali in costante cambiamento e tecnologie in rapida evoluzione; università e scuole garantiscono metodo, basi scientifiche, capacità di valutare e aggiornare i percorsi formativi, oltre a un ruolo essenziale di orientamento.

La vera efficacia nasce quando si interviene su più livelli:

  • sul territorio, per attivare reti tra attori locali e facilitare l’accesso alle opportunità;
  • nelle scuole, per avviare alfabetizzazione e pensiero computazionale;
  • nelle imprese, per trasformare le competenze in processi e risultati, rafforzando anche quelle già acquisite tramite upskilling e reskilling continui.

È proprio sull’integrazione tra questi ambiti che Opening Future ha costruito il proprio modello, dimostrando come la collaborazione tra imprese, scuole e territorio possa tradursi in competenze effettivamente spendibili. In questa logica, infatti, la sinergia tra realtà diverse rappresenta un moltiplicatore che rende scalabili e durature le competenze, riducendo il mismatch tra offerta formativa e domanda di lavoro e accelerando l’adozione consapevole e strategica di cloud e AI.

Dall’idea al sistema: la storia di Opening Future

È in questo scenario che nasce Opening Future. L’iniziativa ha avuto inizio formalmente il 20 luglio 2021, con il lancio del portale dedicato allo sviluppo delle competenze digitali per il mondo scolastico e per il tessuto produttivo, rappresentato soprattutto da PMI e startup.

Opening Future e la collaborazione tra i suoi partner promotori si inseriscono nel quadro più ampio degli accordi per la realizzazione dei data center in Piemonte e Lombardia che costituiscono le due Google Cloud Region italiane, e del percorso di migrazione al cloud di una parte del sistema informativo di Intesa Sanpaolo. In altre parole, l’infrastruttura abilita capacità e servizi, mentre il progetto investe nella diffusione delle competenze necessarie a trasformare quell’infrastruttura in adozione e valore concreti.

Il progetto evolve anche come spazio di networking e community, favorendo l’incontro tra studenti, docenti, imprese e innovatori. Un tassello chiave è l’Opening Future Hub, il centro di eccellenza per l’Intelligenza Artificiale e lo sviluppo del Cloud – situato all’interno delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) di Torino – che realizza best practice e innovazioni con un gruppo di professionisti dedicati. Un luogo dove idee, persone e tecnologie convergono per progettare il futuro.

Il modello operativo: hub, eventi e formazione

Accanto alla componente online Opening Future ha progressivamente rafforzato anche la dimensione sul campo con incontri e iniziative territoriali. Negli anni, il portale si è consolidato come piattaforma di formazione ed eventi tematici gratuiti, pensata per docenti e studenti (medie, superiori, università) e per professionisti di PMI e startup. L’Hub ospita momenti di confronto e presentazione di progetti, rendendo più concreto il trasferimento di competenze dalle tecnologie ai casi d’uso. Sul fronte imprenditoriale, iniziative come IAG for Opening Future supportano l’accelerazione delle startup del Nord Italia combinando formazione su misura, networking e opportunità di visibilità.

Nel 2025 si è intensificato, in particolare, il focus sull’AI con workshop e appuntamenti pubblici dedicati a un uso consapevole della tecnologia e ai suoi risvolti applicativi.
Sempre lo scorso anno, eventi come gli Skill Up Days hanno collegato competenze tecnologiche e organizzative , promuovendo una sinergia diretta tra il mondo accademico e quello produttivo.

Articolo realizzato in partnership con Google Cloud, Intesa Sanpaolo e TIM Enterprise

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