Guru della seduzione che vendono corsi e manuali su fantomatiche tecniche per attrarre la persona desiderata. Truffatori che si spacciano per modelle o divi hollywoodiani per circuire malcapitati e spillare soldi e regali costosi. Cyber criminali che creano attacchi di phishing ad arte partendo dallo sfruttamento dei bisogni intimi di ognuno, anche carpendoli dai social, per colpire organizzazioni e aziende magari tramite tecniche di muai, l’uso malevolo dell’AI. E non solo.
La lista dei comportamenti devianti o criminali, quantomeno opachi, che si servono dei sentimenti come leva emotiva per monetizzare, danneggiare, abusare e veicolare ideologie estremiste non si limita ai tre casi citati. Perché l’amore rende sempre in qualche modo vulnerabili e tale vulnerabilità nelle mani sbagliate diventa un mezzo di sfruttamento e una porta d’ingresso per azioni dalle conseguenze spesso molto gravi.
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Chi sono e cosa fanno i guru della seduzione sui social
Facendo leva sulla vulnerabilità legate ai sentimenti, nascono nuovi mestieri online come quello del guru della seduzione. O meglio, coach, come spesso si definiscono, che promettono agli uomini crescita personale e acquisizione di tecniche infallibili per conquistare “le donne”, genericamente parlando – come se non si trattasse di persone diverse, ognuna con la propria identità e dunque evidentemente attratte da potenziali partner con differenti caratteristiche.
Sui social i guru vendono i loro manuali, lezioni e consulenze (i listini dei prezzi variano da poche decine di euro per gli e-book a centinaia e migliaia di euro per i corsi completi con lezioni frontali. E ammoniscono: “Se il tuo problema sono cento euro per il corso, come puoi portare due o tre ragazze a cena’”, come spiega in un video un noto coach), propongono contenuti accattivanti e dai toni accesi, polemici. Si rivolgono direttamente a una platea maschile proponendo risposte e soluzioni a problemi relazionali: come approcciare una ragazza in pubblico? Perché lei ti ha ghostato? Come capire se le interessi? Come conquistare una donna più giovane?
Quesiti ai quali gli esperti propongono risposte farcite di termini pseudo psicologici, senza disporre di alcun titolo in materia, con narrazioni che si rifanno a stereotipi di genere. Nei loro contenuti, infatti, la donna viene spesso deumanizzata, appiattita, ognuna interpretata non secondo la propria individualità ma come fosse un esemplare uguale a tutti gli altri del suo genere e che risponde dunque agli stessi identici stimoli. Servono quindi tecniche di manipolazione (e quelle proposte non sono certamente raffinate) o meglio di “gestione”, come vanno ripetendo, della femmina, per non avere problemi.
Costruzione dei brand e storytelling dei guru della seduzione
I brand personali dei guru della seduzione sono costruiti attorno a una parvenza di scientificità, con una semantica che riconduce al mondo accademico. Riferimento che però non trova riscontro nei loro curricula, spesso ridotti a due righe in bio che riportano vanity metrics come “più di mille uomini aiutati” o generiche espressioni come “esperto di relazioni umane” o “esperto di comunicazione con le donne”. Qualcuno pubblica anche video di presentazione, magari definendosi “dottore”.
Lo storytelling ha spesso connotazione sessista, vi è come figura ricorrente l’uomo vittima o di donne indecise, che però spiegano i guru in realtà non sono interessate, o che non si concedono o che sfruttano il malcapitato di turno per prosciugare energie e denari. Le qualità che deve avere un uomo per piacere alle donne? Spigano che certo si è avvantaggiati se si è belli o almeno coi soldi, meglio se entrambe le cose, perché “la donna non pensa come noi uomini”, chiosa uno di questi coach su Instagram, “è nel suo istinto cercare l’uomo con i soldi”, aggiunge un altro in un differente reel, ricordando che però c’è speranza per tutti perché “in un gruppo la femmina non sceglie il più carino ma il maschio con più rispetto e influenza“. Insomma, un “alpha”, per usare un termine ricorrente nel gergo di questi contenuti.
Tuttavia, spiegano i guru in modo quasi paterno, è chiaro che non tutti i maschi sono così. Bisogna allora puntare sul mostrare sicurezza, avere una personalità forte. Si può imparare, assicurano, diventando una sorta di versione pro di se stessi, suggerendo che comportarsi in modo spontaneo, gentile e premuroso “non funziona” e conduce “alla friendzone“. Questa narrazione, scaldata da consigli, risposte a domande personali, coccole contro timidezza e paura del rifiuto, porta alla creazione di un senso di accettazione e comprensione in chi magari ha vissuto esperienze negative, ha appena chiuso una relazione o è insicuro, in chi si trova insomma in una situazione di vulnerabilità, per cui lo sfruttamento di questa leva conduce all’acquisto del prodotto che può porre rimedio ai propri dolori e alle proprie inesperienze. E il guru monetizza.
La leva dei sentimenti nelle comunità Incel
Il problema però non si esaurisce con qualche soldo speso in una manciata di pagine digitali piene di qualunquismo spacciate per segreti da casanova professionisti. L’esposizione frequente a contenuti di questo genere sui social porta a un processo di engagement, per cui gli utenti abbracciano i valori condivisi in quello specifico spazio virtuale e li fanno propri. E finiscono per interiorizzarli.
Lo stesso processo, legato al senso di accettazione spinto dalla leva emotiva relativa ai sentimenti e alla sfera sessuale, si riscontra anche nel contesto di altre comunità online come quelle degli Incel. I celibi involontari online condividono la frustrazione per il sentirsi rifiutati dalle donne e si ripiegano nella community, venendo accolti, sentendosi compresi, e veicolando attraverso un gergo comune un’ideologia sessista, misogina e violenta.
Le donne diventano NP, “Non Persone” e questa oggettivazione virtuale purtroppo è manifestazione di una cultura che si ripercuote nel mondo reale con espressioni di violenza di genere a diversi livelli, compreso il femminicidio. Alcuni termini gergali sono condivisi, oltretutto, con il lessico che spopola sui profili di guru: un esempio è l’uso del termine “alpha” per indicare un uomo di successo, appetibile secondo loro agli occhi delle donne.
Truffe romantiche, cosa sono e come funzionano
Al di là degli obiettivi di vendita e ideologici descritti, l’amore funge da leva anche nel contesto del cyber crime. Un esempio classico è quello delle romance scam, le truffe romantiche, da cui oltretutto gli stessi coach della seduzione mettono in guardia sui loro profili. Il processo avviene secondo queste fasi:
- Aggancio – La vittima viene individuata sui social o sulle app di dating. Gli stessi truffatori sono presenti sulle piattaforme con profili falsi, a volte servendosi in modo illecito di foto e dati di personaggi noti. Si prende contatto e, solitamente, scatta la richiesta di passare a un canale diverso per conversare.
- Costruzione di una relazione virtuale – Il truffatore si prodiga per costruire un rapporto via chat con la vittima. Spesso si verifica una fase di love bombing, in cui si inonda il target con complimenti, messaggi frequenti, apprezzamenti eccessivi, per avvicinarsi e creare una connessione emotiva.
- Richiesta di denaro – sfruttando un senso di urgenza e di necessità, scatta la richiesta di soldi. Per esempio, questa può avvenire paventando un’emergenza medica oppure chiedendo denaro per compiere un viaggio per incontrare la vittima. Cosa che non avverrà, poi, con una scusa.
- Pressioni e possibile deriva in sextorsion – se le richieste di denaro aumentano e la vittima non si sente più a proprio agio a pagare, può scattare il ricatto psicologico, per esempio alludendo a una mancanza di amore. Le richieste possono farsi più aggressive e può scattare anche l’estorsione sessuale, soprattutto se nel corso delle chat si sono scambiate foto o video intimi.
Questa tipologia di truffa non solo ha un impatto sul piano economico ma anche su quello psicologico, perché la vittima viene illusa, manipolata e sfruttata. Per difendersi, è importante valutare sempre con attenzione ogni contatto online, ricordando che in internet e sui social non tutti sono davvero chi sembrano o chi dicono di essere. A questo pro si può cercare online la foto o il nome del profilo con cui si comunica, per vedere se sono dati riconducibili a qualcuno. Importante anche evitare l’isolamento, condividendo con qualcuno di caro l’esperienza che si sta passando.
Truffe e phishing a San Valentino: il caso del finto sito Amazon
Secondo l’ultima ricerca di Kaspersky, l’80% degli intervistati dice di prendere in considerazione doni come abbonamenti, crediti di gioco o gift card. Il trend sta diventando un terreno di caccia privilegiato per i truffatori.
I cybercriminali stanno infatti sfruttando l’appeal delle carte regalo facendo leva su brand conosciuti e mettendo in piedi falsi negozi online. Non solo: in alcuni casi realizzano persino portali di “verifica” contraffatti, costruiti ad hoc per sottrarre il valore delle gift card. Kaspersky segnala che i propri sistemi anti-phishing hanno individuato diverse piattaforme ingannevoli che promettono alle vittime un modo sicuro”per controllare validità, stato o saldo della carta. Il meccanismo è semplice e insidioso: prendendo di mira chi ha appena ricevuto una gift card, i phisher riescono a carpire i dati identificativi necessari e ad attivare il codice prima del legittimo proprietario, svuotandone di fatto il credito.
Cosa dicono gli esperti di Kaspersky
Gli esperti di Kaspersky segnalano un nuovo caso di truffa online che sfrutta l’immagine di Amazon. Al centro dello schema, un sito fasullo costruito per somigliare in tutto e per tutto alla piattaforma originale e pubblicizzato usando come esca una gift card da 200 dollari.
La dinamica è studiata per spingere l’utente ad agire d’impulso. La pagina invita a cliccare su “Ottieni la tua gift card Amazon”, ma dietro il pulsante non c’è alcun premio. Il clic avvia il download di un file di installazione in formato MSI che, secondo l’analisi di Kaspersky, contiene un software malevolo in grado di aprire ai criminali informatici l’accesso remoto al dispositivo della vittima.
Il caso, avvertono i ricercatori, mostra quanto possa essere alto il costo di un singolo errore. Quando un sito contraffatto replica fedelmente grafica e interfaccia dell’originale, distinguere l’autentico dal falso diventa sempre più difficile, rendendo ancora più cruciale una protezione di sicurezza informatica completa.
Lo sfruttamento della vulnerabilità emotiva
“Con l’avvicinarsi di San Valentino, i criminali informatici potrebbero intensificare i loro sforzi per sfruttare la vulnerabilità emotiva e lo spirito romantico che caratterizzano questa festività. Creano siti web falsi dedicati alle gift card, imitano rivenditori famosi e lanciano campagne di phishing che fanno leva sul desiderio di rendere felici i propri cari – commenta in una nota Anton Yatsenko, Lead Web Content Analyst di Kaspersky -. La migliore difesa è affidarsi a rivenditori noti, controllare attentamente gli URL, utilizzare una soluzione di sicurezza con rilevamento avanzato del phishing e ricordare che, se un’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è”.
NP
Relazioni personali e rischio di social engineering
Le informazioni sulla propria vita privata, magari rese pubbliche sui social, sono uno strumento ideale anche per il social engineering perché permettono di creare attacchi, per esempio di phishing, personalizzati sfruttando la fiducia. I dettagli personali, come abitudini, contatti, lavoro e famiglia, possono essere utilizzati per confezionare richieste ad alta probabilità di successo, usando la leva affettiva e puntando su un senso di urgenza. Il risultato può essere il takeover di email e social, l’accesso a conti e servizi, il furto di identità o l’estensione dell’attacco ai contatti della vittima. Nei casi peggiori, la dimensione intima diventa anche materiale di ricatto reputazionale.
Il deepfake torna utile ai cyber criminali in questo ambito perché permette di confezionare contenuti, come un messaggio vocale da inoltrare via piattaforma di messaggistica, ad esempio, che minano la percezione della realtà dell’utente, facendogli credere di star interagendo proprio con la persona che si crede, quando in realtà può non essere così. Il metodo è sempre più utilizzato perché molto economico, veloce ed efficace. Non a caso, secondo l’Identity Fraud Report 2025 di Entrust, in due anni dal 2022 al 2024 le truffe con deepfake sono aumentate del tremila per cento. E non è raro che i deepfake sfruttino i dati di persone care, racimolandoli dai profili pubblici delle vittime, per creare cloni e chiedere denaro. In particolare, emerge come sempre più utilizzato sia il messaggio (o la chiamata) vocale fittizio.
Per tutelarsi, in caso di richieste urgenti di denaro è sempre utile contattare direttamente la persona che avanza tale domanda per verificare effettivamente che sia una situazione genuina. E si può lavorare sulla prevenzione, per esempio limitando o evitando del tutto l’esposizione sui social delle persone che fanno parte della propria vita privata nella realtà.


















