Il ruolo del CFO ha attraversato negli anni una trasformazione profonda, forse una delle più radicali nella storia recente delle organizzazioni aziendali. Se in passato la funzione Finance veniva identificata principalmente con controllo dei costi, reporting e compliance, oggi il perimetro operativo del direttore finanziario si è notevolmente ampliato. Nel 2026, il CFO è sempre più chiamato a interpretare un ruolo di guida strategica, contribuendo direttamente ai processi di innovazione, digitalizzazione e crescita dell’impresa.
Anche nel contesto italiano questo cambiamento appare ormai evidente. Le aziende si trovano a operare in uno scenario caratterizzato da margini sotto pressione, crescente complessità normativa, volatilità economica e accelerazione tecnologica. A tutto questo si aggiunge la necessità di integrare nuove modalità operative senza compromettere governance, controllo e sostenibilità finanziaria.
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CFO 2026: dalla funzione Finance alla guida strategica
In questo contesto, la funzione Finance non può più limitarsi a monitorare ciò che è già accaduto. Deve invece acquisire la capacità di leggere il presente in tempo reale e anticipare gli scenari futuri. È qui che il CFO diventa un abilitatore della modernizzazione aziendale: non solo attraverso la supervisione economica, ma guidando concretamente la trasformazione dei processi e della cultura organizzativa.
Emergono così alcune direttrici fondamentali che stanno ridefinendo il ruolo dei CFO nel 2026. Non si tratta di semplici trend manageriali, ma di ambiti operativi concreti che stanno modificando il modo in cui le aziende prendono decisioni, gestiscono risorse e costruiscono competitività.
Dalla gestione finanziaria tradizionale alla “finanza progressiva”
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’evoluzione verso un modello di “finanza progressiva”. Un approccio che supera la tradizionale logica reattiva della funzione Finance e punta invece a integrare dati finanziari, operativi e strategici in modo continuo.
Per molte imprese italiane questo rappresenta ancora una sfida rilevante. In numerose organizzazioni persistono infatti processi frammentati, strumenti non integrati e una gestione delle informazioni che rallenta il processo decisionale. Il risultato è una limitata visibilità sull’andamento reale del business e una minore capacità di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato.
La finanza progressiva nasce proprio per superare questo limite. L’obiettivo non è soltanto automatizzare attività amministrative, ma trasformare il Finance in una funzione capace di supportare decisioni strategiche in tempo reale. Questo significa offrire al management dati affidabili, aggiornati e immediatamente leggibili, contribuendo a definire priorità di investimento, valutazioni di rischio e opportunità di crescita.
In questo scenario, il CFO smette di essere esclusivamente il “custode dei numeri” e diventa sempre più un partner diretto del CEO e del board nelle scelte che incidono sul futuro dell’organizzazione.
Governare l’intelligenza artificiale senza perdere controllo
Tra i principali fattori di trasformazione del 2026 vi è naturalmente l’intelligenza artificiale. Anche nel Finance, l’AI sta rapidamente passando dalla fase sperimentale a quella operativa, con applicazioni concrete che spaziano dall’automazione della riconciliazione contabile alle previsioni di cash flow, fino all’identificazione di anomalie e rischi in tempo reale.
Secondo il Soldo Spend Index, la spesa europea per i principali strumenti AI è cresciuta del 175%, segnale di un’accelerazione ormai trasversale a tutti i settori. Tuttavia, il vero punto critico non riguarda soltanto l’adozione delle tecnologie, ma la capacità di governarle in modo efficace.
L’intelligenza artificiale introduce infatti nuovi livelli di complessità. Maggiore automazione significa anche nuovi rischi legati a compliance, sicurezza, qualità dei dati e trasparenza decisionale. Senza una governance adeguata, l’innovazione rischia di trasformarsi in un fattore di vulnerabilità.
Per questo motivo, il ruolo del CFO diventa centrale anche nell’adozione dell’AI. La funzione Finance è infatti chiamata a definire regole, responsabilità e controlli che consentano di integrare queste tecnologie nei processi aziendali mantenendo elevati standard di affidabilità e tracciabilità.
L’AI può diventare un reale vantaggio competitivo soltanto quando viene inserita all’interno di un modello di governance chiaro e sostenibile. Ed è proprio qui che il contributo strategico del CFO diventa decisivo.
Digitalizzazione Finance: semplificare i processi per liberare valore strategico
La modernizzazione aziendale passa inevitabilmente anche dalla capacità di eliminare inefficienze operative che, nel tempo, generano costi nascosti, rallentamenti e dispersione di risorse.
Tra gli ambiti più critici per molte aziende italiane vi è ancora oggi la gestione delle spese aziendali e delle trasferte. Si tratta di processi spesso caratterizzati da attività manuali, bassa standardizzazione e scarsa visibilità sui flussi.
Secondo il report “La zona grigia” di Soldo, tra i finance leader italiani le principali fonti di frustrazione includono la convinzione che “qualsiasi spesa sia rimborsabile” (31%), la mancanza di ricevute (26%), le spese non conformi alle policy aziendali (24%) e i ritardi nella presentazione delle note spese (22%).
Dietro questi numeri si nasconde un problema più ampio: molte funzioni Finance continuano a dedicare una parte significativa del proprio tempo ad attività amministrative ripetitive, sottraendo energie ad analisi strategiche e pianificazione.
Digitalizzare questi processi significa quindi molto più che aumentare l’efficienza. Significa creare le condizioni affinché il Finance possa assumere un ruolo più evoluto all’interno dell’organizzazione.
Il tema diventa ancora più rilevante alla luce delle recenti evoluzioni normative in materia di tracciabilità dei pagamenti per le spese di trasferta, oggi necessaria per garantirne la deducibilità fiscale. In questo scenario, la digitalizzazione non rappresenta più soltanto una scelta di efficientamento, ma una vera esigenza di compliance. Per molte aziende italiane, questo passaggio segna di fatto il superamento definitivo di modelli gestionali ancora troppo legati a fogli Excel, controlli manuali e approvazioni destrutturate.
Il CFO come figura di raccordo tra business, tecnologia e governance
Parallelamente alla trasformazione operativa, sta cambiando anche il peso della funzione Finance nei processi decisionali aziendali.
Sempre più spesso il CFO è coinvolto direttamente nelle scelte strategiche legate a investimenti, crescita internazionale, trasformazione digitale e gestione del rischio. Questo accade perché la modernizzazione aziendale richiede oggi una capacità di coordinamento trasversale tra diverse funzioni: business, tecnologia, operations e compliance.
Nel mercato italiano, caratterizzato da una forte presenza di PMI e aziende in evoluzione, questo ruolo di raccordo assume un’importanza ancora maggiore. Molte aziende stanno affrontando percorsi di crescita che richiedono nuove competenze di governance e una maggiore capacità di valutare l’impatto economico delle scelte strategiche.
Il CFO diventa così una figura sempre più centrale nel garantire equilibrio tra innovazione e sostenibilità. Da un lato deve favorire l’adozione di nuovi strumenti e modelli operativi; dall’altro deve assicurare che ogni iniziativa produca valore concreto, misurabile e coerente con gli obiettivi aziendali. Non è un caso che, in molte aziende, il Finance sia oggi una delle funzioni più coinvolte nei progetti di trasformazione digitale.
Costruire organizzazioni più agili e resilienti
Infine, il 2026 conferma una consapevolezza ormai diffusa: la modernizzazione non può essere affrontata come un progetto isolato o a termine. È invece un processo continuo di adattamento organizzativo.
Per questo motivo, i CFO più efficaci saranno quelli capaci di costruire modelli operativi flessibili, scalabili e orientati al cambiamento. Questo richiede investimenti non soltanto in tecnologia, ma anche nella qualità dei dati, nella diffusione di competenze finanziarie e nella collaborazione tra funzioni aziendali.
Le organizzazioni che riusciranno a modernizzarsi davvero saranno quelle in grado di combinare controllo e agilità. Due elementi che fino a pochi anni fa venivano spesso percepiti come incompatibili, ma che oggi devono necessariamente convivere. Il CFO ha quindi il compito di creare le condizioni affinché l’azienda possa innovare senza perdere visibilità, rapidità senza rinunciare alla governance, crescita senza aumentare la complessità operativa.
Una funzione Finance sempre più decisiva per la competitività
La trasformazione del ruolo del CFO riflette un cambiamento più ampio che riguarda il modo stesso di fare impresa nel 2026. In un contesto caratterizzato da continua evoluzione tecnologica e crescente pressione competitiva, la funzione Finance è chiamata a uscire definitivamente dal solo perimetro amministrativo.
Oggi guidare il Finance significa contribuire direttamente alla capacità dell’azienda di innovare, adattarsi e competere. Significa aiutare l’azienda a prendere decisioni migliori, utilizzare in modo più efficiente le risorse e affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza. I CFO che sapranno interpretare questo nuovo ruolo non saranno soltanto responsabili della stabilità finanziaria delle aziende, ma diventeranno uno dei principali motori della loro evoluzione futura.












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