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HBIM e nuovo Codice appalti, cosa cambia per i beni culturali



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L’HBIM applicato ai beni culturali si intreccia con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, l’intelligenza artificiale, i processi Scan-to-BIM e i digital twin. La gestione digitale del patrimonio costruito diventa così strumento di tutela, interoperabilità, conservazione programmata e accountability della spesa pubblica

Pubblicato il 26 giu 2026

Riccardo Gentilucci

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Ufficio di Coordinamento del Dipartimento per le Infrastrutture e le Reti di Trasporto Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale



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La transizione digitale del comparto delle costruzioni e la gestione olistica del patrimonio costruito si configurano, nell’odierna temperie storica, come lo snodo cruciale in cui convergono imperativi normativi, istanze dell’ingegneria e supreme tutele conservative. In questo scenario, l’adozione del Building Information Modeling (BIM) e, nello specifico, dell’Heritage BIM (HBIM) applicato all’architettura storica, si eleva a paradigma imprescindibile, sussunto in Italia in un quadro legislativo di ammirevole rigore.

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