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Startup in Tunisia, il modello africano che guarda anche all’Italia



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La Tunisia è stata il primo Paese africano a introdurre una legge dedicata alle startup. Dallo Startup Act del 2018 ai progetti con l’Italia, l’ecosistema tunisino punta su innovazione, incentivi, formazione e investimenti per consolidare il proprio ruolo nel continente

Pubblicato il 7 lug 2026

Paolo Anselmo

Presidente Associazione IBAN



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La Tunisia è stato il primo paese dell’intero continente africano ad approvare una legge dedicata esclusivamente alle startup nel 2018. Un ruolo di apripista che contribuisce ad attirare interesse e sviluppare progetti anche dall’Italia.

Startup Tunisia: perché il Paese è un modello per l’Africa

Essere i primi a fare qualche cosa significa come minimo anticipare l’eventuale concorrenza. La differenza tra l’essere ricordati o l’essere dimenticati risiede nelle modalità con cui l’idea viene sviluppata e alimentata nel corso del tempo.

Da questo punto di vista il rapporto tra la Tunisia e le startup ha prodotto dei risultati felici. Il Paese infatti si è accreditato a livello internazionale come il primo di tutto il continente africano a dotarsi di un provvedimento legislativo esplicitamente riservato alle startup.

Lo sviluppo del mercato tunisino è stato quasi una naturale conseguenza di una visione che già nel 2018 ha portato alla creazione di un ambiente unico in quel momento in tutta l’Africa per la creazione e lo sviluppo di startup e progetti imprenditoriali innovativi. Le conseguenze di quanto deciso 8 anni fa si fanno sentire ancora oggi e anche l’Italia negli ultimi anni ha deciso di esplorare il mercato tunisino delle startup, con progetti e iniziative che puntano a uno scambio reciproco e fruttuoso di conoscenze, competenze e creazione di valore economico condiviso.

Lo Startup Act tunisino del 2018

Il documento presenta al suo interno diverse misure interessanti, possibile stimolo anche per altri contesti alla costante ricerca di formule che permettano un miglioramento collettivo. Per esempio nello Startup Act della Tunisia si legge che il Governo concede un anno di congedo, prorogabile a due anni, ai dipendenti del settore pubblico e privato per avviare una nuova attività, dopodiché hanno il diritto di tornare al loro vecchio impiego e inoltre fornisce uno stipendio finanziato dallo Stato a un massimo di tre fondatori per azienda durante il primo anno di attività e il pagamento delle tasse di brevetto per le startup a livello locale e internazionale.

Startup che secondo la norma sono quelle aziende che non devono avere più di 8 anni, meno di 100 dipendenti e più di due terzi dei suoi azionisti devono essere fondatori o investitori angel/hedge fund. Inoltre, l’azienda deve avere un modello di business innovativo, preferibilmente basato sulla tecnologia, e la sua attività deve contribuire in modo significativo alla crescita economica.

Incentivi fiscali e tutele per fondatori e investitori

Oltre alle tutele per le persone fisiche, lo Startup Act ha azzerato il carico fiscale nei primi anni di vita dell’impresa per dare massima ossigenazione alla cassa: le startup non pagano l’imposta sul reddito delle società per un massimo di 8 anni; gli investitori (nazionali o esteri) che acquistano quote di una startup tunisina sono totalmente esenti dalle tasse sulle plusvalenze quando rivendono le proprie quote; lo Stato si assume l’onere del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali (quota datoriale) per i dipendenti della startup.

I numeri dell’ecosistema startup in Tunisia

Tutte queste misure hanno certamente contribuito a creare un mercato che conta oltre 1.450 startup e 17 scaleup nel 2025, posizionandosi tra le prime dieci destinazioni africane per la tecnologia. Una realtà perciò in fase di avvio che però è già in grado di mettersi accanto ad altri paesi importanti del continente: con 0,14 scaleup e 12,5 startup ogni 100.000 abitanti, la Tunisia mostra infatti numeri competitivi rispetto a leader regionali come l’Egitto, con gli investimenti nell’innovazione che rappresentano lo 0,4% del PIL tunisino, superando ad esempio le risorse investite da Marocco (0,2%) e Algeria (0,1%). Pochi anni fa è anche arrivata un primo esempio concreto che ha dimostrato il potenziale della Tunisia e ha dimostrato che ci sono spiragli per presentarsi sul mercato internazionale con credibilità. Il nome è quello della startup InstaDeep, specializzata in intelligenza artificiale e che sviluppa strumenti di IA che aiutano le aziende a prendere decisioni concentrandosi sia sulla ricerca che sull’applicazione pratica, acquistata nel 2023 dalla tedesca BioNTech grazie a un accordo complessivo del valore di 549 milioni di dollari.

Il progetto Innovatech per una crescita economica duratura della Tunisia

Tra i progetti e le iniziative avviati negli ultimi per mettere in contatto il mondo italiano delle startup con quello tunisino dell’innovazione va ricordato anche Innovatech, tra l’altro uno dei più recenti essendo partito a febbraio 2025. Cofinanziato dal Ministero dell’Interno italiano e realizzato da CIES Onlus con la sua sezione in Tunisia, in partenariato tra gli altri con la Camera di Commercio e Industria Tunisino-Italiana (CTICI) e IBAN (come partner strategico per il coinvolgimento degli investitori in Italia), il progetto Innovatech si pone come obiettivo quello di contribuire a una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, ed incentivare il lavoro dignitoso per giovani e donne in Tunisia. Più nello specifico mira ad accrescere le competenze e l’impiegabilità di giovani e donne nei settori strategici e innovativi come TIC e fotovoltaico e la loro consapevolezza sui rischi della migrazione irregolare attraverso un accesso equo alla formazione tecnica e professionale di qualità, il supporto all’incubazione e all’accelerazione di start up e Micro e Piccole Imprese (MPI), la sensibilizzazione sui dispositivi di migrazione regolare e rischi di quella irregolare.

Il Demo Day ALERE e il ponte tra Italia e Tunisia

Lo scorso 6 maggio, nell’ambito del progetto, si è svolto a Tunisi il Demo Day del programma di accelerazione ALERE, in cui 10 startup attive nei settori dell’innovazione tecnologica e della green economy hanno presentato i propri progetti a una platea di business angel, investitori istituzionali e stakeholder del settore. Il Demo Day ha rappresentato un’occasione concreta per sostenere la crescita dell’innovazione, incentivare gli investimenti e consolidare connessioni strategiche tra Italia e Tunisia, valorizzando una dimensione che evidentemente deve diventare sempre più internazionale.

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