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Aeroporti del futuro, la progettazione diventa invisibile e sostenibile



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Gli aeroporti evolvono in ecosistemi complessi, chiamati a integrare crescita del traffico, sostenibilità, sicurezza, comfort e resilienza climatica. Digitalizzazione, biometria, simulazioni ambientali e Invisible Engineering guidano nuovi modelli progettuali, con casi studio a Napoli, Salerno e Vilnius

Pubblicato il 22 lug 2026

Giambattista Brizzi

Expert Building Physics di Deerns Italia



aeroporti ransomware; face boarding
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Gli aeroporti non sono più semplici infrastrutture di transito, ma ecosistemi complessi chiamati a gestire contemporaneamente crescita del traffico, sostenibilità, sicurezza, comfort dei passeggeri e resilienza climatica. Un cambiamento che sta trasformando profondamente il modo in cui vengono progettati terminal, impianti e servizi aeroportuali in tutto il mondo.

In contesti sempre più complessi, il valore della progettazione sta nella capacità di trasformare questa complessità in un’esperienza semplice e intuitiva per chi utilizza e vive lo spazio. È in questo equilibrio che si inserisce il concetto di “Invisible Engineering”, un approccio in cui la tecnologia non viene nascosta, ma un processo progettuale in cui simulazioni ambientali, modelli energetici, analisi microclimatiche e building physics supportano le decisioni tecniche senza essere direttamente percepiti dall’utente. Questi strumenti operano alla base della progettazione, permettendo di ottimizzare condizioni ambientali, consumi, qualità degli spazi e comfort. Il risultato finale è un ambiente in cui il benessere appare naturale: il passeggero non vede la complessità che lo rende possibile, ma ne percepisce gli effetti attraverso una migliore esperienza dello spazio.

Questo approccio cambia anche il rapporto con il committente: le simulazioni diventano strumenti di comunicazione e negoziazione, non solo di verifica. Consentono di confrontare scenari alternativi con dati alla mano, di giustificare scelte che altrimenti sembrerebbero controintuitive, come ridurre la superficie vetrata di un terminal per migliorare l’efficienza energetica senza compromettere il comfort visivo, e di anticipare criticità climatiche future prima che diventino problemi operativi.

Aeroporti del futuro, scenario e numeri

Secondo le stime di ACI World, il traffico globale potrebbe raggiungere i 10,2 miliardi di passeggeri già nel 2026, mentre la domanda di esperienze di viaggio più fluide, personalizzate e meno stressanti continua a crescere. L’ultima ASQ Global Traveller Survey di ACI World evidenzia infatti come i viaggiatori chiedano aeroporti sempre più “human-centred”, progettati non solo per essere efficienti, ma anche per ridurre ansia, tempi di attesa e sovraccarico sensoriale.

Parallelamente accelera la trasformazione sostenibile del settore: biometria, gestione intelligente dei flussi, simulazioni energetiche, sistemi predittivi e terminal climate-smart stanno diventando strumenti fondamentali per aumentare capacità operativa e comfort senza espandere necessariamente le infrastrutture. Secondo ACI, le tecnologie biometriche sono oggi considerate una delle principali soluzioni per ridurre code e congestionamenti, migliorando contemporaneamente sicurezza ed esperienza passeggero.

Anche il rapporto tra aeroporti e benessere sta cambiando profondamente. Sempre più progetti internazionali lavorano infatti su biofilia, luce naturale, qualità acustica, comfort termico e progettazione multisensoriale, nella convinzione che ambienti meno stressanti possano incidere concretamente sulla qualità percepita del viaggio.

La nuova sfida degli aeroporti: resistere agli eventi estremi

Come osservato durante l’ultima edizione del Passenger Terminal Expo & Conference – tra i più importanti eventi internazionali dedicati al settore aeroportuale e alla progettazione dei terminal passeggeri – uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda il passaggio da una logica focalizzata esclusivamente sull’efficienza operativa a un approccio basato sulla resilienza climatica. Eventi meteo estremi, ondate di calore, piogge intense e stress termico stanno infatti avendo un impatto sempre più concreto sulla continuità operativa degli aeroporti. Per questo motivo stanno diventando centrali sistemi di monitoraggio intelligente, simulazioni climatiche, nuove strategie di drenaggio e soluzioni progettuali capaci di adattarsi a scenari climatici sempre più complessi.

Digitalizzazione e biometria ridisegnano i terminal

Parallelamente cresce il ruolo della digitalizzazione. Software di analisi dei flussi, sensoristica, simulazioni avanzate e strumenti basati su intelligenza artificiale stanno trasformando la gestione aeroportuale, migliorando efficienza operativa ed esperienza dei passeggeri. Secondo i dati SITA, nel 2025 la spesa IT aeroportuale globale ha raggiunto i 14,8 miliardi di dollari, mentre quasi il 90% degli aeroporti considera strategico il data-driven decision making. Sempre più centrale anche il tema della biometria e dell’identità digitale: check-in, controlli di sicurezza e boarding vengono progettati in ottica touchless e frictionless, riducendo tempi di attesa e congestionamenti.

Energia, comfort e sostenibilità: il nuovo equilibrio aeroportuale

Tra i trend più forti emerge anche la crescente attenzione verso decarbonizzazione, efficienza energetica e autoproduzione di energia. La sostenibilità negli aeroporti non viene più affrontata come semplice riduzione dei consumi, ma come equilibrio tra energia, comfort, carbon footprint, resilienza e qualità dell’esperienza. È in questo contesto che si inserisce il concetto di “Invisible Engineering”: simulazioni ambientali, building physics, modelli energetici e sistemi data-driven utilizzati per guidare scelte progettuali sempre più sofisticate e misurabili.

Meno stress, più comfort: la nuova passenger experience

Sta cambiando profondamente anche il concetto stesso di passenger experience. Gli aeroporti del futuro saranno sempre più progettati in ottica wellbeing-oriented, con particolare attenzione a comfort acustico, biofilia, luce naturale, qualità dell’aria e riduzione dello stress percepito. Tra i temi emergenti vi è il concetto di “quiet terminal”: spazi meno rumorosi, più fluidi e multisensoriali, pensati per migliorare la calma percepita durante il viaggio e ridurre il sovraccarico sensoriale. Sempre più rilevante anche il ruolo degli spazi outdoor, che diventano vere estensioni funzionali del terminal grazie a strategie bioclimatiche, ventilazione naturale, verde urbano e sistemi di mitigazione delle isole di calore.

Napoli, Salerno, Vilnius: i nuovi modelli progettuali negli aeroporti internazionali

I trend che stanno ridefinendo il settore trovano già applicazione concreta in numerosi progetti aeroportuali internazionali presentati come casi studio al Passenger Terminal Expo & Conference, progetti dove simulazioni ambientali, analisi energetiche e progettazione integrata vengono utilizzate non solo per migliorare le performance degli edifici, ma per ripensare l’esperienza aeroportuale nel suo complesso.

Aeroporto di Vilnius

Nel progetto per l’Aeroporto di Vilnius, sviluppato insieme a OneWorks e arrivato tra i cinque finalisti della gara internazionale, le simulazioni ambientali sono state utilizzate fin dalle prime fasi progettuali come vero strumento di orientamento delle scelte architettoniche e impiantistiche. L’approccio si è basato su analisi integrate di comfort luminoso e performance energetica, utilizzate per valutare l’impatto delle grandi superfici trasparenti sulla qualità percettiva degli spazi. L’obiettivo era bilanciare luce naturale, controllo dell’abbagliamento, comfort visivo ed efficienza energetica, riducendo contemporaneamente i carichi energetici del terminal. Parallelamente, l’analisi delle condizioni microclimatiche e delle dinamiche termo-igrometriche ha supportato l’individuazione di strategie passive e soluzioni impiantistiche coerenti con scenari di variabilità climatica futura.

Aeroporto di Napoli Capodichino

Nel progetto per l’Aeroporto di Napoli Capodichino, sviluppato per GESAC, il tema centrale è stato l’uso della simulazione come strumento di miglioria di un aeroporto esistente. Le analisi condotte hanno riguardato in particolare il comfort termoambientale degli spazi interni e la gestione dei carichi energetici, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del passeggero senza compromettere l’efficienza operativa. Le simulazioni hanno consentito di valutare scenari alternativi, supportando decisioni progettuali informate su layout, involucro e strategie di climatizzazione, in un contesto dove i margini di intervento sono ridotti e il funzionamento continuo è un vincolo determinante.

Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi

Tra i casi più emblematici vi è poi il progetto dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi (GESAC) dove il tema centrale è stato l’utilizzo della simulazione come strumento integrato per affrontare comfort outdoor, resilienza climatica e decarbonizzazione. La progettazione ha riguardato coperture ombreggianti, sistemi passivi di ventilazione, pavimentazioni permeabili e strategie di verde urbano, dimostrando come gli spazi outdoor possano diventare veri dispositivi ambientali attivi, capaci di migliorare il comfort dei passeggeri anche in contesti climatici mediterranei. Parallelamente, il progetto ha incluso analisi di renewable potential e integrazione fotovoltaica sulle superfici del terminal e delle coperture. Infine, il progetto ha adottato anche un approccio life-cycle, con valutazioni di embodied carbon e carbon footprint complessiva per confrontare materiali e soluzioni costruttive low carbon. Un approccio che sposta l’attenzione dal solo consumo energetico dell’edificio a una visione più ampia dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura aeroportuale.

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