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Intelligenza artificiale in medicina: quando il paziente deve essere informato



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L’uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario solleva interrogativi sul consenso informato, sul diritto del paziente a conoscere l’impiego della tecnologia e sui limiti dell’obbligo informativo del medico, tra legge 219/2017, AI Act e legge italiana 132/2025

Pubblicato il 12 ago 2026

Mirko Faccioli

Professore associato di Diritto privato presso l’Università di Verona – Dipartimento di Ingegneria per la medicina di innovazione



L'Osservatorio Sanità digitale (PoliMi) fa il punto sulla telemedicina in Italia: la trasformazione in cifre grazie al Pnrr; piattaforme telemedicina ’intelligenza artificiale in medicina


Fin da quando si è iniziato ad analizzare il fenomeno dell’utilizzo dell’IA in medicina dal punto di vista giuridico, ci si è chiesti se e come l’impiego di questa tecnologia influisca sul tema del consenso informato e della libertà di autodeterminazione del paziente. In altri termini, occorre domandarsi se il medico sia tenuto ad informare il paziente dell’utilizzo dell’IA nell’erogazione della prestazione sanitaria e, in caso affermativo, quanto dettagliate e approfondite debbano essere le informazioni che il malato ha diritto di ricevere sul punto.

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