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Cyber-biodiritto: le nuove regole per un’AI davvero al servizio delle persone



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L’intelligenza artificiale può favorire l’inclusione delle persone con disabilità, ma nei casi estremi solleva interrogativi su identità, trasformazione e dignità umana. Tra AI Act, Costituzione e vulnerabilità, il cyber-biodiritto è chiamato a fissare limiti capaci di proteggere diversità e partecipazione

Pubblicato il 20 ago 2026

Federico Girelli

Professore associato di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma



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Nell’attuale contesto di massivo impiego dell’ IA l’adempimento del dovere di solidarietà digitale costituisce il presupposto per garantire tutela anche alle persone con disabilità. La configurazione di un “cyber-biodiritto” si rende necessaria per salvaguardare in specie la posizione di chi versa in condizione di particolare vulnerabilità .

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