L’Intelligenza Artificiale rappresenta una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche della storia recente: per coglierne proattivamente il potenziale e governarne gli sviluppi e gli impatti, è stata avviata Regioni per l’Intelligenza Artificiale (Reg4IA), l’iniziativa promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme alle Regioni e Province autonome italiane per sostenere la sperimentazione di soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale e migliorare i servizi pubblici. Reg4IA sostiene la realizzazione di hub interregionali su salute e turismo, ambiente e mobilità sostenibile, pubblica amministrazione e sicurezza del territorio. L’iniziativa favorisce un’innovazione responsabile per migliorare i servizi delle amministrazioni italiane a vantaggio di cittadini e imprese.
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IA e interoperabilità nella Pubblica Amministrazione
Nel contesto dell’hub lombardo-veneto per dati ambientali e mobilità sostenibile, l’adozione sistemica e mirata della IA sta mettendo in evidenza l’importanza di poter accedere a dati di qualità e affidabili, sia per l’addestramento degli algoritmi, sia per stimolare gli agenti sulla base di risposte real-time. In tal senso l’IA ha dato ancora più importanza all’interoperabilità, ovvero al dialogo diretto fra le banche dati, al cuore del Modello di Interoperabilità definito dalle Linee Guida emanate da AgID.
In pratica, l’IA sta mettendo in luce quanto la via tracciata dalla PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati) sia la strada corretta per rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione; è recente la notizia della possibilità per le Pubbliche Amministrazioni e i Gestori di Pubblico Servizio di poter accedere automaticamente attraverso PDND ai dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), rendendo di fatto concreto il principio del once only: i cittadini non devono fornire più volte gli stessi dati alle diverse amministrazioni.
Scambio dati pubblico-privato
Tuttavia, l’IA alimenta una “fame di dati”, che porta alla necessità di cercare di costruire relazioni di interoperabilità anche con soggetti privati. Con l’apertura della possibilità alle aziende private di aderire alla PDND è stato compiuto un importante passo in avanti, ma questo potrebbe non essere sufficiente; la PDND rappresenta il motore dell’interoperabilità per finalità di interesse pubblico, ma è improbabile che un soggetto privato, spontaneamente e in assenza di un indirizzo normativo, decida di pubblicare una API in PDND.
Se la Pubblica Amministrazione identifica uno specifico caso d’uso, può strategicamente indirizzare la condivisione di un e-service da parte di una tipologia di soggetti privati, ma è difficile cogliere l’occasione di trovare già disponibili in PDND tali API di privati. L’esperienza del progetto pilota di Reg4IA in Lombardia ha rivelato una peculiare utilità dell’Ecosistema Digitale E015, in quanto la Pubblica Amministrazione può cogliere l’opportunità di chiedere API condivise in precedenza da aziende per finalità di business: E015 dimostra che uno spazio pubblico-privato, in grado di abilitare scenari di business fra privati, può tornare utile alla Pubblica Amministrazione, oltre che per trovare player che valorizzino il patrimonio informativo pubblico con servizi ai cittadini, anche per poter ottenere rapidamente l’accesso a dati di soggetti privati.
Differenze e complementarità E015-PDND
Si potrebbe quindi cogliere una complementarità e sinergia fra PDND, quale strumento principale ottimizzato per l’interoperabilità istituzionale di interesse pubblico a livello nazionale, ed E015, come campo da gioco per l’impredicibilità dell’innovazione pubblico-privato e la costruzione di scenari di business. Tale differenza non deriva da una diversa partecipazione alle iniziative, ma è insita nel modello stesso:
Architettura, governance e accesso alle API
- L’architettura leggera di E015, priva di una infrastruttura tecnologica di interoperabilità, permette di abilitare scenari di business fra soggetti privati senza costi per la Pubblica Amministrazione: questo rende E015 attrattivo allo scambio dati spontaneo di soggetti privati, senza che vi sia un indirizzo pubblico normativo o la necessità di uno scambio dati esclusivamente per un interesse pubblico.
- A livello di organizzazione e governance, la struttura del Technical Management Board di E015 svolge un ruolo proattivo di onboarding, di validazione API e di gestione e monitoraggio delle richieste d’uso. Tale approccio è più oneroso e meno scalabile della PDND, ma garantisce un dialogo maggiore coi soggetti privati e una costruzione di relazioni col territorio.
- L’accesso alle API E015 non è efficientato secondo una logica standard di attributi e casi d’uso, ma ogni richiesta è valutata in modo specifico, anche in relazione a scenari di business. Tale approccio, meno efficiente della PDND, ha il vantaggio di gestire l’impredicibilità delle innovazioni e la necessità di mantenere il vantaggio competitivo, sostanzialmente garantendo la sovranità dei dati da parte dei soggetti privati.
Si può riassumere affermando che E015 ricalca la struttura di un “mercato di dati” affine al concetto dei Data Space, come è stato recentemente riconosciuto dall’iniziativa strategica DeployTOUR, che ha valutato E015 come una delle sei iniziative europee di scambio dati nel turismo a raggiungere effettivamente la maturità di un Data Space.
Da Reg4IA all’evoluzione di E015
Dal progetto lombardo-veneto di Reg4IA emerge l’idea di valorizzare il pilastro centrale della PDND come principale layer di interoperabilità istituzionale, affiancando spazi di innovazione coi privati secondo una evoluzione di E015. Reg4IA permette di ripensare E015 in prospettiva, come tassello di una strategia più ampia, cogliendo l’occasione di progetto per valutarne una evoluzione.
L’aggiornamento del modello E015 supportato da Reg4IA prevede l’apertura a un concetto più esteso di API, oltre le tecnologie di scambio dati come REST: l’avvento della IA porta alla necessità di adottare il framework legale e organizzativo di E015 per governare l’accesso pubblico-privato a MCP, servizi AI-based o agenti; in prospettiva, E015 potrebbe abilitare scenari di apprendimento federato, supportando lo sviluppo della IA in ambito pubblico-privato. Alla condivisione di questi asset digitali si aggiungono i connettori Data Space, così da potersi allineare ai trend europei e aprirsi a sinergie con iniziative come i Data Space della mobilità (DeployEMDS) o del turismo (DeployTOUR).
Tuttavia, l’evoluzione più importante riguarda la necessità di far scalare E015 oltre gli attuali confini lombardi, permettendo di attivare “nodi federati” nelle altre Regioni (a partire dal Veneto) e di raccordarsi con la PDND. Una logica di Federazione con un focus più di tipo legale-organizzativo che tecnologico, per lasciare a ogni iniziativa la possibilità di gestirsi in autonomia senza dover utilizzare i medesimi strumenti; ciò permetterebbe, in prospettiva, di poter valutare sinergie con mondi privati, come ad esempio l’iniziativa ForgIA di Assolombarda.
Il valore di Reg4IA
Reg4IA rappresenta oggi uno spazio in cui le idee e le ipotesi descritte vengono costantemente discusse, raffinate e concretizzate; oltre ad attività sperimentali e dimostrative, come ad esempio un possibile prototipo di Interlinking Layer per rappresentare il concetto di federazione, si stanno consolidando asset come template contrattuali e linee guida operative per abilitare la possibilità di avviare nodi federati di E015, tecnicamente evoluti rispetto all’attuale e raccordabili nativamente con la PDND.














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