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Corso (Polimi): “La PA ha segnato il primo passo verso il cloud”

La notizia dell’estensione del Bando Ict del Mepa all’offerta di servizi cloud Iaas va nella giusta direzione. Quella del taglio degli sprechi e dell’interoperabilità. Ma c’è tanto da fare, ancora

Pubblicato il 30 Ott 2012

Mariano Corso

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Corso (Polimi): “La PA ha segnato il primo passo verso il cloud”

Le Pa potranno acquistare i propri servizi tramite una piattaforma cloud. E’ quello che ci dice la notizia dell’estensione del Bando Ict del Mepa all’offerta di servizi Cloud di Infrastructure as a Service. Novità interessante e va nella giusta direzione.

La situazione attuale dell’informatica pubblica che vede la presenza di circa 4000 Centri di Elaborazione Dati nella PA (considerando solo PA Centrale, Regioni, Enti Locali e Sanita’) non è più sostenibile. Le infrastrutture e i servizi applicativi sono oggi ricomprati o risviluppati da ogni ente con grande spreco di denaro e mancata valorizzazione delle best practice. Il risultato è che le infrastrutture della PA sono spesso obsolete, sottoutilizzate, poco integrate e poco sicure, in quanto non ridondate e quindi neanche in grado di garantire la sicurezza del dato e la sua integrità.

La presenza di un parco infrastrutturale e applicativo così frammentato, inoltre, rende la gestione onerosa e complessa con il risultato di impiegare risorse umane in modo inefficiente e dovere acquisire ulteriori servizi dal mercato.

Le opportunità offerte dall’Infrastructure as a Service attraverso il MEPA sono potenzialmente molte. L’acquisizione con forti economie di scala e standard qualitativi elevati di servizi Cloud potrebbe innanzitutto consentire di rendere più economiche e moderne le Infrastrutture a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni. Ne godrebbero in modo particolare di quelle realtà di piccole dimensione che fino ad oggi non avevano la scala e le competenze interne per accedere a risorse informatiche allo stato dell’arte.

L’acquisto attraverso il MEPA di servizi Infrastrutturali pubblici, tuttavia, deve essere visto come solo il primo passo di una strategia Cloud per la PA. Benefici ancora maggiori potranno esserci con l’acquisizione centralizzata di software applicativi che sono oggi ancora più disomogenei e onerosi.

Lo sviluppo di sistemi Cloud Infrastutturali e applicativi per la PA in una logica di Community Cloud, infine, consentirebbe di favorire l’interoperabilità, valorizzare il patrimonio di dati, ed informatizzare anche i processi core di quelle amministrazioni che ad oggi non dispongono delle risorse e competenze interne necessarie. La gestione centralizzata dei data center della PA, inoltre, permetterà minori oneri di gestione e minore fabbisogno di competenze a livello locale.

Le barriere a questo processo però sono forti ed intrinseche nel modello della nostra Pubblica Amministrazione, soffocata da particolarismi che hanno fondamenti storici e costituzionali, ma che non di rado hanno alle spalle interessi individuali o clientelari.

La gravità del momento e l’entità dei benefici possibili, tuttavia, fanno sperare che il cloud sia finalmente quell’occasione di modernizzazione che il Settore Pubblico italiano non potrà farsi sfuggire.

Di questo tema, e della stima dei possibili benefici del Cloud per la PA, si occupa la ricerca dell’Osservatorio Cloud and ICT as a Service, i cui risultati saranno presentati a Roma in anteprima il prossimo 12 novembre.

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cagtc
cagtc
13 anni fa

tutto condivisibile quanto detto, ma perché non cominciare dall’utilizzare Open Office ( free ) invece di spendere un mare di soldi x licenze Office di Microsoft, obbligatoriamente x tutta la PA.
Non parliamo di incompatibilità software, il 90 % dei pc utilizza Windows , word, ed Explorer ( al 30% delle potenzialità ). Pertanto certamente la compatibilità può essere solo un alibi, e mi chiedo perché non viene fatta questa cosa, gradirei sapere un suo parere direttore Campesato. Grazie

MarioGarioni
MarioGarioni
13 anni fa

Sono assolutamente d’accordo che, più che l’infrastruttura, il vero valore aggiunto starà nell’offrire alle Amministrazioni Pubbliche un catalogo di applicativi fruibili in modalità Cloud.
DDI e Consip avevano iniziato un lavoro molto interessante in tal senso che purtroppo la soppressione del DDI ha interrotto: auspico sinceramente che il progetto venga ripreso e ampliato.

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