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Agid, Coppola: “Bene Alvaro, ecco però i rischi da scansare (e gli obiettivi da cogliere)”

Un commento positivo sulla scelta di Teresa Alvaro alla guida di Agid. Ma ora il Governo la metta nelle condizioni di svolgere al meglio il suo compito. Ecco i possibili rischi “politici” e gli obiettivi da non mancare

Pubblicato il 29 Ago 2018

Paolo Coppola

Professore associato di informatica, Università di Udine, consulente Governo per progetti di digitalizzazione della PA

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La ministra Giulia Bongiorno ha fatto un’ottima scelta nella selezione della nuova direttrice dell’Agid. Complimenti a entrambe e in bocca al lupo a Teresa Alvaro. Spero che il Governo la metta nelle condizioni di svolgere al meglio il compito importantissimo di cui si fa carico.

Non so se la relazione della commissione d’inchiesta che ho presieduto ha avuto un ruolo in questa scelta (la Ministra l’aveva già citata consigliando di leggerla), ma mi piace ricordare quello che avevamo scritto nelle conclusioni:

“Vale la pena concludere, citando un estratto dell’audizione dell’11 aprile 2017 del dottor Peleggi e della dottoressa Alvaro, che mette in luce l’essenza del significato della trasformazione digitale della PA:

ALVARO: (…) Ho portato (…) le linee guida per la gestione dei progetti. È su questa base, cioè̀ sull’aver proceduralizzato ogni fase (…) che individuiamo il responsabile del progetto, come si gestiscono le criticità con un PMO (Project Management Office), come si sale di livello. Abbiamo la completa tracciabilità di chi fa cosa per il progetto e, soprattutto, un controllo della situazione, di come sta andando il progetto, se è necessaria una revisione degli obiettivi, dei risultati.

PRESIDENTE. Questo per quanto riguarda i progetti ICT.

ALVARO. Certo.

PRESIDENTE. E per altri progetti?

ALVARO. Fondamentalmente, sono tutti a contenuto ICT. Abbiamo strutturato questo per i progetti a contenuto ICT, quindi non c’è quasi nessun contenuto non ICT nel nostro core business.

PRESIDENTE. Qualunque progetto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha a che fare con l’ICT? GIUSEPPE PELEGGI, direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. *Sì, parte da lì*.”

Due possibili rischi “politici” all’orizzonte

Nel futuro vedo due rischi molto “politici”:

  • oltre alla nomina ci sarà anche un vero mandato? A questo Governo non sembra interessare molto il digitale, probabilmente meno del precedente. Potrebbero delegare, fidandosi e dando appoggio (e risorse, perché Agid ha urgente bisogno di risorse finanziarie e di personale) e allora potrebbe essere un’occasione ottima. Oppure potrebbero fregarsene e lasciarla sola. In quel caso sarà molto difficile e dovrà ridurre gli obiettivi a cose minime e di poco impatto;
  • il rapporto Lega M5S sul digitale potrebbe entrare in conflitto, con eventuale “spartizione” che vedrebbe AgID alla Lega e struttura commissariale al M5S. In questo caso dipenderà da chi sarà a capo della struttura commissariale e se saranno abbastanza saggi da saper collaborare nell’interesse del Paese.

Gli obiettivi da non mancare

Spero che sotto la guida di Teresa Alvaro, AgID riesca a velocizzare i tempi per l’emanazione delle linee guida e quindi dell’attuazione del CAD.

Se riuscisse a forzare lo switch off dei flussi documentali nel back office sarebbe un grande passo avanti. Anche le assunzioni di nuovo personale con competenze tecniche è una priorità assoluta, ma spero che non si limitino a funzionari. La cosa peggiore che si possa fare è assumere giovani brillanti informatici e metterli sotto dirigenti ignoranti e senza visione. Scapperebbero a gambe levate o si cercherebbero attività extra PA. La PA ha bisogno di giovani dirigenti con competenze tecniche, manageriali e di informatica giuridica.

Bisogna concludere assolutamente ANPR e aggiornare il piano triennale, che non sarebbe male se includesse esplicitamente una sezione per le competenze e i piani di assunzione. Il ritardo cronico del nostro Paese ha fatto sì che le “cose da fare” con urgenza siano diventate moltissime. Sono felice che questa volta sia stato premiato il merito e che sia stata scelta una persona di grande competenza e capacità. È bene per il Governo ed è bene per l’Italia.

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