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La trasparenza dei grandi eventi passa dagli Open Government Data: il caso Milano-Cortina



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Gli Open Government Data ridefiniscono il rapporto tra istituzioni, cittadini e conoscenza pubblica. Nel caso di Milano-Cortina 2026, questa trasformazione si è osservata nella costruzione di una piattaforma che rende la trasparenza parte della gestione stessa dell’evento

Pubblicato il 24 mar 2026

Sonia Bergamo

Università di Milano-Bicocca

Sonia Stefanizzi

Università di Milano-Bicocca



olimpiadi milano-cortina (1)
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Negli ultimi anni gli Open Government Data (OGD) si sono progressivamente consolidati come una delle principali infrastrutture informative delle politiche pubbliche contemporanee. Non si tratta più soltanto della pubblicazione di dataset amministrativi, ma di una riorganizzazione del rapporto tra istituzioni, cittadini e produzione di conoscenza pubblica: i dati aperti configurano infatti un cambiamento di paradigma nelle modalità con cui la conoscenza collettiva viene generata, condivisa e sottoposta a verifica (Pilati & Stefanizzi, 2025).

L’accesso libero e riusabile alle informazioni pubbliche permette alla comunità scientifica, alla società civile e alle imprese di utilizzare i dati per analisi, servizi e processi decisionali, contribuendo a una democrazia più partecipativa.

In questa prospettiva gli OGD non sono soltanto strumenti di trasparenza amministrativa, ma veri e propri dispositivi di collaborazione: il loro valore cresce quando vengono riutilizzati, verificati e reinterpretati da attori diversi, generando un circolo virtuoso tra amministrazioni e società. Negli ultimi anni questa logica ha iniziato a estendersi anche ai grandi eventi pubblici, introducendo forme di rendicontazione durante l’azione amministrativa e non solo a posteriori.

Il caso dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e della piattaforma “Open Milano Cortina 2026” si inserisce in questa evoluzione e permette di osservare come la costruzione di trasparenza attraverso i dati aperti diventi parte integrante della gestione stessa dell’evento, aprendo nuove opportunità, ma anche nuove esigenze di coordinamento informativo, nonché criticità da affrontare.

L’analisi che presentiamo di seguito si inserisce nel progetto di ricerca “Open Government Data: Conoscere la Società Attraverso i Dati della Pubblica Amministrazione”, sviluppato nell’ambito del Progetto di Eccellenza del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca[1]. In questo quadro, lo studio dei dati relativi ai grandi eventi costituisce un banco di prova particolarmente significativo proprio perché consente di osservare la trasparenza non tanto come una norma amministrativa, quanto in primo luogo come una pratica organizzativa in evoluzione.

Open Government Data e la nascita del portale olimpico

Il piano delle opere per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 ha previsto circa 100 interventi, suddivisi tra impianti sportivi e infrastrutture di mobilità. Le opere essenziali comprendono soprattutto le sedi di gara e di ospitalità (tra cui la pista da bob di Cortina, i villaggi olimpici di Milano e Cortina, il trampolino di Predazzo, lo stadio del biathlon di Anterselva e l’Arena Santa Giulia).

La quota più rilevante degli investimenti riguarda però la viabilità: circa 4,1 miliardi su 5,7 complessivi sono destinati a strade, varianti, collegamenti ferroviari e infrastrutture che, in molti casi, saranno completate anche dopo il 2026. A Cortina, inoltre, sono progettati interventi di mobilità locale (parcheggi, cabinovie, sistemi intermodali) volti a riorganizzare gli spostamenti.

La campagna Open Olympics 2026, avviata nel maggio 2024 da una rete di oltre venti associazioni guidate da Libera[2], si inserisce nel dibattito sulla tensione tra le esigenze connesse all’evento e l’utilità di lungo periodo di queste opere, alimentato dal timore che alcune possano risultare sovradimensionate rispetto ai bisogni del territorio e dal rischio di infiltrazione mafiosa.

La comunicazione istituzionale in merito appariva ampia ma frammentata: molte informazioni erano pubbliche, ma non organizzate in modo da consentire una comprensione complessiva e verificabile dell’azione amministrativa. Il problema non riguardava quindi soltanto il formato dei dati, ma anche la loro dispersione. In questa prospettiva, la richiesta di un portale unico della trasparenza si configurava non come una semplice domanda di pubblicazione, bensì come una richiesta di infrastrutturazione dell’informazione pubblica: costi, tempi, soggetti attuatori e stato di avanzamento delle opere dovevano diventare leggibili come un sistema unitario, e non come un insieme eterogeneo di comunicazioni.

Dalla pubblicazione dei dati alla trasparenza processuale

Il lancio, nell’ottobre 2024, della piattaforma Open Milano Cortina 2026 da parte di SIMICO S.p.A. ha rappresentato, sotto questo profilo, un precedente significativo e inedito nella storia dei Giochi: per la prima volta la realizzazione delle opere olimpiche è stata accompagnata da una pubblicazione sistematica di dati aperti, con aggiornamenti dichiarati, milestone procedurali e indicazioni sugli appaltatori.

Più che un adempimento formale di trasparenza, si tratta dell’introduzione di una nuova modalità di rendicontazione dei grandi eventi pubblici: la preparazione alla manifestazione sportiva viene raccontata tramite dati in tempo reale. In termini di politiche sugli Open Government Data, ciò segna il passaggio dalla trasparenza archivistica, ossia la pubblicazione di ciò che è concluso, alla trasparenza processuale (Van Maanen, 2023).

Il monitoraggio civico successivo ha tuttavia mostrato che l’apertura dei dati non coincide automaticamente con la piena leggibilità dell’azione pubblica.

La piattaforma ha costituito un punto di accesso unitario e ha modificato radicalmente la disponibilità dell’informazione, ma al contempo ha introdotto nuove condizioni di visibilità selettiva. In primo luogo, l’aggiornamento non ha sempre rispettato la periodicità prevista: periodi prolungati di mancata pubblicazione a fronte dell’impegno ad aggiornarli ogni 45 giorni (come la sospensione superiore a 100 giorni tra aprile e agosto 2025) hanno interrotto la continuità narrativa dell’intervento pubblico e reso difficile il controllo temporale dell’avanzamento delle opere.

Questo evidenzia che la trasparenza non dipende soltanto dall’esistenza dei dati e dalle loro caratteristiche, ma anche dalla loro temporalità.

Open Government Data, perimetro informativo e confini dell’evento

In secondo luogo, il perimetro informativo non ha coinciso con quello effettivo dell’evento. Alcune opere infrastrutturali strategiche per le Olimpiadi sono rimaste fuori dal quadro complessivo, impedendo di ricostruire integralmente l’impatto reale sul territorio. Ad esempio, non sono mai stati censiti il Villaggio Olimpico di Milano, la variante ferroviaria della Val di Riga ed alcuni collegamenti funiviari realizzati a Cortina.

Proprio queste esclusioni mettono in luce come l’infrastruttura informativa non si limiti a descrivere l’evento, ma contribuisca a definirne i confini conoscitivi: ciò che non è incluso nel sistema dei dati tende ad uscire anche dal campo della discussione pubblica.

Qualità informativa, interoperabilità e completezza dei dataset

Un secondo livello di analisi sull’apertura dei dati riguarda la qualità informativa dei dataset. La piattaforma riporta prevalentemente valori a base d’asta stabiliti nel 2023 e non sempre consente di individuare con chiarezza gli extracosti, le varianti progettuali intervenute in corso d’opera o l’articolazione delle diverse fonti di finanziamento. In assenza di una ricostruzione temporale delle modifiche, è difficile comprendere se le variazioni dipendano da adeguamenti tecnici, aggiornamenti normativi o ridefinizioni del progetto e, di conseguenza, valutare con precisione l’andamento economico complessivo.

La dimensione ambientale rappresenta una delle aree di opacità nel monitoraggio dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026. Le associazioni della rete Open Olympics 2026 segnalano la mancanza di informazioni essenziali per valutare l’impatto sull’ecosistema montano: la mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica sull’intero piano delle opere e di informazioni comparabili sugli standard di sostenibilità adottati si è sommata a quella di dati sistematici sull’impronta di carbonio ed ecologica, di informazioni localizzate sugli effetti paesaggistici e sulle deroghe ambientali, nonché di analisi sul futuro utilizzo delle opere e sul rapporto costi-benefici nel lungo periodo.

Restano infine poco documentati aspetti tecnici cruciali, come l’innevamento artificiale (prelievi idrici ed energia) e il consumo di suolo. Nel complesso, l’assenza di queste informazioni limita la possibilità di valutare appieno la sostenibilità dell’evento. In questo modo la piattaforma restituisce una fotografia informativa delle opere, ma non sempre consente di seguirne la traiettoria nel tempo e la reale portata.

Dal punto di vista tecnico, inoltre, i campi disponibili non consentono la costruzione di indicatori di allerta sull’integrità degli appalti e non è stata accolta la richiesta di interoperabilità con la banca dati dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

L’assenza dei codici identificativi di gara (CIG) impedisce di incrociare i dati con altre banche dati pubbliche, ostacolando il lavoro di analisi di giornalisti, accademici e organizzazioni civiche. Anche la struttura dei dataset, pur scaricabile in formato aperto, non consente sempre di costruire indicatori sintetici o serie storiche in modo immediato, senza un lavoro preliminare di rielaborazione. Non si tratta di criticità insolite nei processi di apertura dei dati: la letteratura sugli OGD evidenzia come la distinzione tra trasparenza formale e sostanziale dipenda proprio dall’aggiornamento regolare, dalla completezza informativa, dalla metadatazione e dalla possibilità di riuso (Gao et al., 2021).

In questo caso, l’apertura produce un risultato intermedio: rende l’informazione pubblica accessibile, ma non sempre verificabile automaticamente o replicabile senza interventi interpretativi. Proprio per questo, il monitoraggio civico svolge un ruolo complementare, sollecitando chiarimenti, integrazioni e nuove pubblicazioni e contribuendo a migliorare progressivamente la qualità informativa disponibile.

Open Government Data e trasparenza come processo incrementale

Il caso Open Olympics 2026 mostra una dinamica tipica delle politiche sugli open data: l’introduzione di un’infrastruttura informativa genera nuove domande di conoscenza e, di conseguenza, nuovi miglioramenti possibili (Knorr Cetina, 2001). Il passaggio dall’assenza di un quadro unitario a un portale centralizzato costituisce già un cambiamento rilevante, perché stabilisce un punto di riferimento stabile per cittadini e amministrazioni e segna l’ingresso degli OGD nei grandi eventi, non più solo promessa di trasparenza ma infrastruttura concreta in costruzione.

Il portale olimpico introduce infatti una rendicontazione durante l’azione pubblica, mentre le criticità emerse indicano le direzioni di sviluppo. I passi successivi riguardano il consolidamento delle pratiche di OGD per i grandi eventi: stabilizzare la periodicità degli aggiornamenti, ampliare gradualmente il perimetro delle opere collegate, integrare indicatori economici e ambientali, migliorare l’interoperabilità e rafforzare i metadati. In questo modo la trasparenza evolve da comunicazione pubblica a infrastruttura informativa condivisa e assume una natura incrementale: ogni ciclo di pubblicazione migliora la capacità di comprendere l’evento e rafforza la fiducia nelle istituzioni e la qualità della democrazia (Meijer et al., 2021).

La presenza di richieste civiche e di momenti di negoziazione non indica necessariamente una carenza, ma il funzionamento ordinario di un sistema di dati aperti: l’apertura produce dialogo e il dialogo produce dati migliori. Per le amministrazioni coinvolte, significa trasformare la pubblicazione da mero adempimento formale a pratica organizzativa sostanziale e continuativa; per gli attori civici, significa passare dal sospetto al controllo collaborativo. In questo senso, più che giudicare l’apertura in termini dicotomici, il caso suggerisce di leggerla come un percorso, in cui l’innovazione principale consiste nella possibilità di migliorare progressivamente la qualità dell’informazione pubblica e di rinunciare alla protezione del dato come “capitale di potere”, accettando che la visibilità in tempo reale dei processi, anche quando critici o incompleti, diventi lo strumento primario di responsabilità pubblica e prevenzione della corruzione (Ruijer et al., 2020).

Un nuovo standard per i dati aperti nei grandi eventi

In conclusione, la campagna Open Olympics 2026 rappresenta un esperimento significativo di monitoraggio civico applicato a un grande evento internazionale. Ha contribuito a stabilire un nuovo standard di riferimento per la pubblicazione di dati aperti in ambito olimpico, ma ha anche mostrato come l’effettività della trasparenza dipenda non solo dalla disponibilità di dati, bensì dalla loro completezza, aggiornamento, interoperabilità e intelligibilità per la collettività.

Bibliografia

Gao, Y., Janssen, M., & Zhang, C. (2021). Understanding the evolution of open government data research: Towards open data sustainability and smartness. International Review of Administrative Sciences, 89(1), 59–75. https://doi.org/10.1177/00208523211009955

Kassen, M. (2019). Open data politics: A case study on Estonia and Kazakhstan. Springer. https://doi.org/10.1007/978-3-030-11410-7

Knorr Cetina, K. (2001). Objectual practice. In T. R. Schatzki, K. Knorr Cetina, & E. von Savigny (Eds.), The practice turn in contemporary theory (pp. 184–197). Routledge

Meijer, A., Curtin, D., & Hillebrandt, M. (2012). Open government: Connecting vision and voice. International Review of Administrative Sciences, 78(1), 10–29.
Ruijer, E., Grimmelikhuijsen, S., & Meijer, A. (2020). Open data for democracy. American Review of Public Administration, 50(1), 45–60.

Pilati, F., & Stefanizzi, S. (2025, 9 giugno). Open Government Data: il valore per scienza, cittadini e imprese. Agenda Digitale. https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/open-government-data-il-valore-per-scienza-cittadini-e-imprese/

Pilati, F., & Stefanizzi, S. (2025). Open Government Data: il valore per scienza, cittadini e imprese. Agenda Digitale.

Ruijer, E., Détienne, F., Baker, M., Groff, J., & Meijer, A. J. (2020). The politics of open government data: Understanding organisational responses to pressure for more transparency. American Review of Public Administration, 50(3), 260–274. https://doi.org/10.1177/0275074019888065

Stefanizzi, S., & Veneziano, M. (2025). Open Government Data: i dati pubblici per conoscere la società. Agenda Digitale.

Van Maanen, G. (2023). Studying open government data: Acknowledging practices and politics. Data & Policy, 5, e3. https://doi.org/10.1017/dap.2022.40


[1] Il progetto promuove un approccio interdisciplinare agli OGD attraverso un Osservatorio, linee di ricerca e attività di divulgazione, con l’obiettivo di trasformare i dati pubblici in strumenti di conoscenza sociale, di supporto al policy making e di partecipazione informata dei cittadini (Stefanizzi & Veneziano, 2025).

[2] Rete Promotrice Principale: Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie; Legambiente; WWF Italia; Club Alpino Italiano (CAI); Mountain Wilderness Italia; Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA Italia); Italia Nostra. A queste si affiancano numerose altre organizzazioni territoriali e una rete di sostenitori che include Fondazione Openpolis, Touring Club Italiano e ARCI.

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