oltre il contante

La nuova normalità è cashless: negozi, cittadini e imprese cambiano passo



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Nel 2025 il transato cashless in Italia supera i 500 miliardi di euro, pari al 46,5% dei consumi. Crescono accettazione, uso quotidiano e benefici per esercenti, cittadini e imprese, ma il Paese resta distante dalla media europea per transazioni pro-capite e rapporto con il PIL

Pubblicato il 11 mag 2026

Lorenzo Tavazzi

Senior Partner e Board Member, TEHA Group



Carte virtuali usa e getta pagamenti cashless in italia
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Dal 2015 a oggi, il transato cashless in Italia è triplicato e, secondo le stime di TEHA, nel 2025 ha superato i 500 miliardi di Euro, pari al 46,5% dei consumi degli italiani, indicando un consolidamento della transizione cashless nel Paese.

Pagamenti cashless in Italia, crescita forte ma ancora lontana dall’Europa

Nonostante la crescita significativa degli ultimi anni, l’Italia riporta tuttavia ancora notevoli margini di crescita: nel Cashless Society Index 2026 di TEHA, infatti, il nostro Paese è solo 21° tra i 27 Paesi UE per numero di transazioni cashless pro-capite, con un valore pari a 181 e ben distante dalle 247 in media a livello europeo. Inoltre, il rapporto tra transato cashless e PIL è “solo” del 27%, anche in questo caso al di sotto della media europea, pari a 32%.

Tuttavia, la comprensione di un fenomeno complesso come la digitalizzazione e in questo caso l’avanzamento della Cashless Society in un Paese non può limitarsi all’analisi di dati a consuntivo e trend passati, quant’anche su quelle che sono le percezioni, i bisogni, i vantaggi e gli ostacoli che i cittadini e gli esercenti attribuiscono alla diffusione dei pagamenti cashless.

È proprio per tali motivi che l’Osservatorio della Community non è costituito solamente da indicatori quantitativi basati su relazioni statistiche ed econometriche, ma anche da indagini condotte presso i cittadini, gli esercenti e le aziende con gli obiettivi, rispettivamente: di misurare l’attitudine degli italiani nei confronti dei pagamenti cashless, indagare i principali use case che sostengono il ruolo dei pagamenti digitali e i gap informativi; di indagare il ruolo dei pagamenti cashless per la digitalizzazione degli esercenti e individuare i principali benefici derivanti dalla loro accettazione, oltre che gliostacoli ad una loro ulteriore diffusione; di monitorare il grado di maturità digitale delle imprese, con riferimento agli strumenti tecnologici utilizzati a supporto dell’operatività, analizzare l’evoluzione dell’e-commerce (sia B2B che B2C), con attenzione all’integrazione di soluzioni di efficientamento nei processi di vendita e di acquisto.

In particolare, dalla lettura integrata delle tre indagini emergono alcune significative evidenze.

Esercenti e pagamenti digitali, accettazione al 98%

In primo luogo, la percentuale di esercenti che accettano pagamenti cashless è arrivata al 98% (+19 punti percentuali rispetto al 2023). La crescente accettazione dei pagamenti cashless è trainata soprattutto dall’aumento della domanda dei clienti (50,6% dei rispondenti) e dalla maggiore comodità rispetto al contante (29,9%). Tra i benefici più rilevanti associati alla diffusione dei pagamenti digitali emergono invece una maggiore sicurezza (33,8%) e tempi di accredito più rapidi (27,1%), oltre che una maggiore facilità nella gestione dell’incasso rispetto al contante (24,5%).

All’evidenza sopra riportata se ne aggiunge una seconda, sempre relativa al mondo degli esercenti: circa 7 rispondenti su 10 affermano che i pagamenti cashless costituiscono oggi oltre il 50% del loro fatturato e il 50%dei rispondenti ritiene di poter perdere clienti qualora smettesse di accettare pagamenti cashless.

Di questi, il 40% ritiene di poter perdere fino alla metà dei propri clienti, evidenziando in maniera inequivocabile la centralità riconosciuta alla modalità di pagamento come mezzo per l’attraction e retention della propria clientela. Infine, un’ulteriore evidenza centrale emersa in questa edizione della survey agli esercenti riguarda il fatto che a fronte di un incremento dell’accettazione dei pagamenti cashless di 1 punto percentuale si riscontra un aumento medio delle vendite compreso tra 0,2 e 0,6 punti percentuali.

Cittadini e transizione cashless, uso quotidiano in aumento

Con riferimento alla survey ai cittadini, la sesta edizione dell’indagine evidenzia un consolidamento delle varie tendenze osservate finora dall’Osservatorio. Nell’ultimo triennio, l’utilizzo dei pagamenti digitali in Italia è aumentato di 6,8 punti percentuali (oggi il 64,2% li utilizza ogni giorno o più volte a settimana), con la velocità che si conferma la principale motivazione d’uso per oltre la metà degli italiani, seguita dalla riduzione dei contanti che occorre portare con sé, dalla sicurezza e – forse ancora più importante – da una questione di abitudine.

Un aspetto in controtendenza che è invece emerso con particolare forza è quello relativo ad alcune «resistenze culturali» che tuttora persistono alla transizione cashlessnel Paese. In particolare,tra i 14–18enni permane una forte ricorrenza al contante, con tale scelta che è riconducibile soprattutto ai timori dei genitori legati a frodi (31,3%) e a spese eccessive o non controllate (23,2%). Inoltre, occorre sottolineare come permanga anche un tema di accettazione: 1 cittadino su 4 segnala episodi di rifiuto da parte degli esercenti (+1,5 punti percentuali rispetto al 2025) principalmente a causa di malfunzionamento del POS (nel 47% dei casi).

Aziende, e-commerce e pagamenti B2B

Venendo alla survey alle aziende, anche in questo caso emerge un consolidamento importante con riferimento ai trend di digitalizzazione dei processi interni e con riferimento ai rapporti con fornitori e clienti. Oggi, 2 aziende su 3 hanno il proprio sito come canale di vendita prevalente, mentre cresceil peso dell’e-commerce sulle vendite (oltre il 30% per circa il 39% delle aziende rispetto al 22% del 2025). Al tempo stesso, le priorità di sviluppo puntano su IA e/o Agentic AI (57,8%) e user experience, mentre cresce la rilevanza strategica dell’integrazione tra B2B e B2C (espressa dal 48% delle aziende rispondenti).

Nello specifico, l’integrazione tra e-commerce B2B e e-commerceB2C permetterebbe di gestire ordini, evasioni e magazzino in maniera più semplice e intuitiva attraverso l’ottimizzazione e l’automazione dei processi, abilitando risparmi economici e di tempo. Come di consueto, infine, sono state analizzate le modalità di pagamento preferite dalle aziende per ricevere o effettuare un pagamento in ambito B2B.

La lettura integrata delle risposte porta ad evidenziare come i bonifici continuano a prevalere, ma in misura maggiore quando occorre effettuare un pagamento (80%) rispetto a quando lo si deve ricevere (55%). In quest’ultimo caso, infatti, è il bonifico istantaneo a prevalere (21% contro il 5% delle risposte nel caso in cui si deve effettuare un pagamento). La diffusione delle carte invece rimane ancora relativamente limitata (20% quando si riceve un pagamento e 12% quando lo si effettua).

I benefici economici della Cashless Society

Oltre alle analisi riportate finora e svolte guardando ai KPI relativi ai pagamenti a livello europeo e alle indagini effettuate a livello italiano, la Community Cashless Society sostiene sin dalla sua istituzione come la promozione di una maggiore diffusione dei pagamenti cashless generi molteplici esternalità positive per il sistema-Paese, raggruppate e quantificate nell’Indice dei benefici economici. L’indice misura le esternalità positive generate per la collettività dalla transizione verso i pagamenti cashless e, in continuità con l’obiettivo di promuovere consapevolezza e cultura sui vantaggi della Cashless Society, è stato aggiornato anche nell’undicesima edizione.

L’indicatore si sviluppa lungo 6 principali esternalità positive attivate dalla diffusione di pagamenti cashless:

  • riduzione del costo della gestione e circolazione del contante;
  • sicurezza delle transazioni;
  • equità dei contribuenti (emersione dell’economia sommersa);
  • stimolo allo sviluppo economico;
  • tempo risparmiato;
  • sostenibilità ambientale.

Figura 2. Dimensioni delle esternalità positive considerate nell’Indice dei benefici economici della Cashless Society. Fonte: elaborazione TEHA Group su fonti varie, 2026.

L’indicatore fornisce una visione di sintesi sul valore economico delle esternalità positive generate dall’aumento delle transazioni cashless. Negli ultimi 10 anni (dal 2015, da quando è nata la Community, al 2025) le esternalità positive della transizione cashless in Italia ammontano a 55,4 miliardi di Euro pari a circa 2,5 volte il valore della Legge di Bilancio di dicembre 2025.

Digitalizzazione dei pagamenti, un fattore di benessere per il Paese

In conclusione, la digitalizzazione dei pagamenti rappresenta indubbiamente un fattore su cui investire per promuovere il benessere all’interno del Paese, con spillover positivi che non si limitano – come dimostrato – all’industria in sé o ai cittadini (maggiore sicurezza, velocità, comodità, ecc.) ma riguardano trasversalmente anche il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica, l’equità dei contribuenti (grazie all’emersione dell’economia sommersa e alla riduzione del VAT gap) e alla diffusione di una cultura digitale presso i cittadini, gli esercenti e le aziende in Italia.

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