Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

i risultati Polimi

Piano Triennale per l’informatica nella PA: il punto sull’attuazione

L’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano fa il punto su come sta andando il piano Agid: nel 2019 raggiunti solo 40 dei 69 obiettivi previsti; 20 in ritardo in media di quattro mesi. Urge semplificare e accelerare il recepimento degli atti con cui si regola ed indirizza l’attuazione dell’Agenda

04 Feb 2020
Francesco Olivanti

Osservatorio Agenda Digitale Politecnico di Milano


Il Piano triennale 2019-2021 prevede 126 risultati da produrre nell’arco del triennio: 69 di questi andavano conseguiti entro il 2019. Alla fine dell’anno, ovvero nove mesi dal rilascio del Piano, ne sono stati raggiunti 40.

E’ quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.

Il piano triennale Agid

Il Piano triennale 2019-2021 – che prosegue o integra la versione 2017-2019 – è stato pubblicato a marzo 2019. Il Piano indirizza la trasformazione digitale della PA, fissa i principi architetturali da adottare, specifica le regole di usabilità e interoperabilità da seguire, ed elenca le iniziative da svolgere a livello centrale e locale. Il Piano è basato su un modello strategico a più livelli, in cui sono raccolte tutte le iniziative sul fronte dell’innovazione digitale della PA italiana (Figura 1).

Figura 1. Modello strategico alla base del Piano triennale 2019-2021 e risultati previsti

Per ogni componente del modello, il Piano specifica alcune azioni da realizzare in determinati orizzonti temporali grazie al contributo di specifici attori. Complessivamente le azioni sono 90. Ognuna di esse prevede l’ottenimento di uno o più risultati per un totale di 126 risultati complessivi previsti, 69 dei quali da conseguire nel corso del 2019.

Le piattaforme, la diffusione dei servizi digitali e le infrastrutture – ovvero le componenti necessarie affinché le altre possano essere adeguatamente finalizzate – sono quelle componenti con il maggior numero di risultati attesi, rispettivamente 36, 20 e 19. Non sorprende: sono i principali ambiti su cui l’AgID e il Team digitale hanno lavorato negli ultimi due anni e prevedono di lavorare nel 2020. Nelle prossime versioni del Piano, tuttavia, sarà opportuno focalizzare con maggior precisione tutti i risultati da ottenere anche per le restanti componenti, il cui sviluppo, in caso contrario, potrebbe essere rallentato.

Lo stato dei risultati previsti

webinar, 21 aprile
Smartworking e Security: come fronteggiare gli attacchi che sfruttano l’emergenza da Coronavirus?
Dematerializzazione
Sicurezza

A questo proposito è interessante analizzare lo stato dei risultati previsti. Come mostrato in Figura 2, al termine del 2019 dei 126 risultati previsti dal Piano: 40 sono stati completati; 59 sono in corso di completamento; 7 riguardano azioni ancora da intraprendere; 20 sono in ritardo rispetto alle scadenze previste (con ritardi medi di circa 4 mesi).

Figura 2. Stato dei 126 risultati da produrre nel Piano triennale 2019-2021 alla fine del 2019

Tale risultato può essere prevalentemente spiegato da fattori contingenti (principalmente il cambio di governo e di direzione dell’AgID) e non, come in passato, dalla necessità di coordinamento tra tanti attori per il raggiungimento di obiettivi di digitalizzazione. Come mostrato in Figura 3, gli attori che hanno in capo una quota maggiore di risultati previsti sono AgID, che deve essere coinvolta per l’attuazione di 91 risultati previsti e le PA locali (70). Tutti gli altri attori (ad esempio le Regioni, i Ministeri e l’ANAC) hanno invece un coinvolgimento minore e focalizzato su ambiti circoscritti.

Figura 3. Coinvolgimento degli attori nell’attuazione dei risultati attesi del Piano triennale

__________________________________________________________________

  1. Si veda il report “In corsa per l’Italia digitale”, disponibile su www.osservatori.net.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4