L’espressione “brain rot” è uscita dal registro ironico dei social per entrare nel dibattito pubblico. Il termine nasce come slang online per indicare una sensazione di “mente fusa” dopo un consumo eccessivo di contenuti banali, ripetitivi o cognitivamente poco impegnativi.
società digitale
AI brain rot: come i chatbot influenzano memoria, attenzione e studio
“Brain rot” non è più solo uno scherzo da social: oggi descrive un disagio cognitivo percepito, legato a contenuti brevi e ripetitivi. Tra overload informativo, perdita di concentrazione e “amnesia digitale”, l’attenzione diventa la risorsa più contesa, con ricadute su memoria e funzioni esecutive
Psicologa psicoterapeuta, esperta in psicologia digitale

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