Proviamo a descrivere una scena familiare a chiunque abbia lavorato su un progetto di intelligenza artificiale (AI) in un contesto reale. Si addestra un modello, le metriche sono buone, si va in produzione. Dopo qualche mese – a volte qualche settimana – le prestazioni calano. Si interviene sul modello, si ritocca l’architettura, si riesegue l’addestramento. Le cose migliorano un po’, poi calano di nuovo. Il ciclo si ripete.
l'analisi
AI, l’errore di puntare tutto sui modelli e poco sulla qualità dei dati
Il paradigma dominante dello sviluppo AI investe tutto sui modelli e quasi nulla sui dati. È un errore metodologico e oggi anche industriale e regolatorio. Produce sistemi fragili, difficili da spiegare e sempre più lontani dai requisiti imposti dai nuovi quadri europei. Il punto è semplice: stiamo ottimizzando la parte sbagliata del sistema
Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Responsabile scientifico dello Spoke 6 – Symbiotic AI del progetto FAIR – Future Artificial Intelligence Research
RTT presso il Dipartimento di Informatica

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