In una fase di transizione verso nuovi modelli di economia e di futuri, il compito di chi opera nella comunicazione non è […] solo «aggiornare competenze», ma intraprendere una riflessione integrata su quale debba essere la natura delle nuove capacità – e capire come queste possano essere sviluppate, messe alla prova, combinate e coese in figure professionali credibili, resilienti e dotate di visione prospettica.
Indice degli argomenti
La tavola periodica delle competenze: un nuovo framework per i comunicatori del futuro
Il percorso che qui prende forma deriva da uno sguardo capace di cogliere la profondità delle trasformazioni in atto e, al contempo, offrire strumenti operativi per attraversare l’oceano (spesso burrascoso) dell’incertezza professionale.
L’impegno non è stato tanto «compilare un’altra lista» o aggiornare modelli già conosciuti, quanto individuare una logica, un approccio, una rappresentazione che potesse restituire la duttilità dei ruoli e la ricchezza di possibili intrecci tra discipline. È nata così l’idea di ispirarsi a una celebre chiave della conoscenza, la tavola periodica di Mendeleev, per elaborare una Tavola delle Competenze dei Comunicatori 2035. Proprio come idealmente avviene tra elementi chimici, le nuove competenze richieste ai comunicatori si presentano come atomi dotati di dignità e forza proprie, ma destinati ad acquisire valore solo nella relazione, nella capacità di combinarsi in forme via via più complesse. In altre parole: non tanto un repertorio statico, quanto una mappa in cui atomi e molecole danno vita a configurazioni professionali nuove, capaci di adattarsi a micro o macro-trasformazioni strutturali (sociali, tecnologiche, strategiche). L’intero framework […] è uno strumento operativo, maneggiabile, in grado di aiutare singoli e team a decodificare, al pari di una bussola, i punti di forza di ognuno, individuare aree di sviluppo e investire in combinazioni dinamiche di capacità.
Anatomia delle competenze-chiave: dominio Umano
Tutte le trasformazioni nell’ecosistema comunicativo mantengono una costante: il primato della persona. Il dominio Umano cristallizza in sé le doti più profonde e apparentemente sottili di chi comunica, che oggi più che mai si rivelano irrinunciabili, persino a fronte dei progressi dell’AI. Il quadro qui si compone di dodici competenze:
- Empatia (Em): è la capacità di comprendere e condividere le emozioni, ponendo le basi per relazioni autentiche e significative;
- Regolazione emotiva (Re): è la capacità di modulare le proprie emozioni, reagendo in modo congruo e consapevole nei contesti complessi;
- Pensiero critico (Pc): è la capacità di analizzare le evidenze, valutare e formulare giudizi robusti e logici su base argomentata;
- Comprensione culturale (Cc): alla radice della sensibilità per le differenze, è la capacità di leggere (e agire) sulla diversità culturale, linguistica, valoriale, che abita ogni relazione di scambio;
- Intelligenza sociale (Is): è l’arte della relazione e l’attitudine a muoversi con agio nelle dinamiche sociali più articolate;
- Pensiero sistemico (Pe): è la capacità di cogliere le connessioni tra le parti di un sistema complesso adottando uno sguardo d’insieme contro la frammentazione;
- Ascolto adattivo (Aa): più che saper ascoltare, è l’attitudine a regolare il proprio ascolto sulle istanze mutevoli dell’interlocutore, adeguando registro, cadenza e profondità;
- Autoefficacia (Au): è la fiducia nelle proprie forze, nella capacità di raggiungere obiettivi e superare ostacoli;
- Problem solving (Ps): è la propensione a individuare soluzioni creative per problemi inediti e sfidanti;
- Risoluzione dei conflitti (Rc): è la capacità di gestire tensioni e divergenze con gli altri, cercando la sintesi e soluzioni negoziate di soddisfazione condivisa;
- Comunicazione adattiva (Ca): è la capacità di cambiare stile, registro e canale comunicativo in base al contesto e all’audience;
- Future thinking (Ft): è la capacità di pensare (e progettare) per scenari futuri, sviluppando una visione prospettica e capacità di adattamento.
Ciascuna di queste doti, apparentemente ovvia nel suo portato disciplinare, diventa fondamentale quando si tratta di aprire la comunicazione alle sfide dei nuovi ambienti digitali, multiculturali e socialmente complessi.
Anatomia delle competenze-chiave: dominio Business
Se nella sfera dell’Umano trova radice la profondità relazionale, nel dominio Business si manifesta la capacità di rendere concreto e misurabile l’impatto della comunicazione. Qui si giocano leadership, orchestrazione e innovazione, nella capacità di «tenere il timone» tra obiettivi aziendali, molteplici stakeholder, risorse limitate e un cambiamento incessante.
Le sei competenze qui tracciate sono strumenti operativi ed elementi vitali della strategia:
- Sviluppo della leadership (Sl): è l’arte di formare, ispirare e guidare i team verso una crescita sostenibile e intenzionalmente connessa agli obiettivi;
- Coinvolgimento degli stakeholder (Cs): è l’inclinazione alla collaborazione e al dialogo con soggetti portatori d’interesse, per legittimare le scelte e raggiungere risultati a 360 gradi;
- Envisioning (En): è la capacità di formulare, progettare e comunicare una prospettiva chiara, orientata al futuro;
- Coordinamento progetti (Cp): è la capacità di sintesi nella gestione di attività complesse, nel rispetto dei tempi, degli obiettivi e delle risorse;
- Gestione efficace delle risorse (Gr): è la capacità di ottimizzare l’uso del capitale umano, tecnologico e finanziario;
- Gestione dell’innovazione (Gi): è la prontezza nell’introdurre idee nuove e nell’implementarle per il miglioramento continuo delle attività organizzative.
La risultante è una figura professionale in grado di presidiare l’efficacia dell’azione comunicativa in termini tangibili, salvaguardando al contempo la coerenza dei valori-guida attesi dalla collettività e dal contesto di riferimento.
Anatomia delle competenze-chiave: dominio Tecnologia
L’epoca attuale segna un passaggio irreversibile verso la «convivenza digitale», in cui la comunicazione si ibrida costantemente con tecnologie sempre più pervasive. Le competenze di questo dominio rappresentano la cassetta degli attrezzi necessaria per padroneggiare dati, automazione, tecnologie pervasive, narrazione visuale e nuovi ambienti web.
Il dominio della Tecnologia raccoglie una pluralità di competenze:
- Decisioni data-driven (Dd): è l’abilità di utilizzare dati e dashboard come indicatori per i processi decisionali;
- Algoretica (Al): è la capacità di definizione di processi e sistemi trasparenti, equi ed etici nelle relazioni digitali;
- Progettazione dell’esperienza utente (Ux): è la capacità di creare esperienze digitali e ibride intuitive e coinvolgenti;
- Networking etico (Ne): è la capacità di costruire e gestire reti professionali basate su principi di trasparenza, reciprocità e creazione di valore condiviso, valorizzando relazioni autentiche e responsabili;
- Collaborazione con l’AI (AI): è la capacità di usare strumenti di intelligenza artificiale per aumentare la produttività e il valore generato;
- Analisi predittiva (Ap): è la capacità di prevedere tendenze e scenari attraverso l’analisi dei dati storici e in tempo reale;
- Simulazione di esperienze ibride (Ex): è la capacità di progettare e testare scenari che ottimizzano l’interazione tra ambienti reali e virtuali per massimizzare l’engagement e l’efficacia dell’esperienza utente;
- Strategia di automazione (Sa): è la capacità di applicare processi automatizzati per migliorare l’efficienza e i risultati;
- Visualizzazione dei dati (Vd): è la capacità di trasformare dati grezzi in informazioni visuali comprensibili e strategiche per gli interlocutori di riferimento;
- Analisi dei dati (Ad): è la capacità di interpretare, problematizzare e orientare le decisioni in modo informato;
- Storytelling con i dati (St): è la capacità di usare la narrazione basata sui dati come leva centrale di persuasione e informazione;
- Progettazione di sistemi informativi (Si): è la capacità di gestire architetture complesse per l’organizzazione, la gestione e la condivisione della conoscenza strategica;
- Condivisione della conoscenza tecnologica (Kc): è la capacità di costruire ecosistemi di apprendimento e di disseminazione del sapere tra soggetti diversi.
Oltre gli atomi: verso le molecole professionali
La Tavola delle Competenze dei Comunicatori 2035 ha lo scopo di mappare le competenze elementari (atomi). Eppure, il vero «salto» consiste nel mettere tali competenze in relazione stabile, generando profili, persone e strutture organizzative flessibili e pronti ad affrontare la complessità ambientale. Per proseguire nella metafora, siamo qui di fronte a una sorta di «molecola»: una struttura composta da una combinazione di competenze elementari, tenute insieme dall’attitudine di fondo del comunicatore e destinate a essere ripensate qualora l’ambiente cambi.
[…] Facendo leva sui dati raccolti, siamo arrivati a definire quattro profili-tipo, ovvero figurazioni esemplari di molecole di competenza avanzata:
- Digital Humanist: unisce una profonda conoscenza dell’umano e della piattaforma digitale, con l’obiettivo di creare esperienze intuitive, etiche e di valore. Le sue competenze nucleari sono: Empatia (Em), Progettazione dell’esperienza utente (Ux), Storytelling con i dati (St);
- Strategic Orchestrator: eccelle nella visione di sistema, nell’allineamento di stakeholder diversi e nella progettazione di progetti ad alto impatto. Le sue competenze nucleari sono: Pensiero sistemico (Pe), Coinvolgimento degli stakeholder (Cs), Coordinamento dei progetti (Cp);
- Innovatore AI-Powered: è il ponte strategico tra automazione, tecnologie AI e innovazione aziendale continua. Le sue competenze nucleari sono: Strategia di automazione (Sa), Collaborazione con l’AI (AI), Gestione dell’innovazione (Gi);
- Architetto di Cultura: è la figura che disegna, coltiva e presidia l’ecosistema comunicativo interno/esterno, rafforzando la coesione e governando le transizioni organizzative. Le sue competenze nucleari sono: Comprensione culturale (Cc), Coinvolgimento degli stakeholder (Cs), Condivisione della conoscenza (Kc).
Questi ruoli non esauriscono l’intera gamma di configurazioni possibili, ma mostrano la via per una progettazione flessibile e strategica dei profili di domani. Inoltre, le competenze non vanno lette come recinti impermeabili, poiché ciascuna di esse può esprimere appieno il proprio potenziale solo quando viene messa in connessione con altre, anche appartenenti a domini differenti fra i tre individuati.
L’Architetto di Senso: la meta-identità del comunicatore del futuro
[…] Al di là delle singole competenze e delle loro combinazioni, dalla Tavola delle Competenze dei Comunicatori 2035 emerge una figura professionale inedita, che potremmo definire «Architetto di Senso». Non si tratta di un quinto profilo molecolare, ma di una meta-identità che accomuna tutti i comunicatori del futuro, indipendentemente dalle specifiche configurazioni adottate.
Architetto di Senso è colui/colei che, in un contesto caratterizzato da sovrabbondanza informativa, frammentazione dei pubblici, polarizzazione dei discorsi e incertezza sistemica, sa costruire narrazioni coerenti, autentiche e orientate al valore condiviso. Non si limita a trasmettere messaggi, ma progetta ecosistemi comunicativi dove le persone possano riconoscersi, dialogare, co-creare significati.















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