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Investimenti nel quantum computing: perché il 2025 segna un record globale



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Il 2025 segna una crescita senza precedenti degli investimenti nel quantum computing, tra nuove strategie governative, fondi pubblici record e iniziative globali. Le analisi di Marina Natalucci (Osservatorio Quantum Computing & Communication) mostrano un ecosistema che sta accelerando rapidamente

Pubblicato il 21 gen 2026



investimenti nel quantum computing

L’aumento degli investimenti nel quantum computing registrato nel 2025 segna un passaggio decisivo nella politica scientifica e tecnologica internazionale. Le dinamiche illustrate da Marina Natalucci, Direttrice dell’Osservatorio, nel corso del convegno Quantum Shift: the future starts now, organizzato dall’Osservatorio Quantum Computing & Communication del Politecnico di Milano, mostrano come istituzioni, governi e organismi internazionali abbiano riconosciuto la necessità di accelerare sulla costruzione di capacità strategiche, infrastrutture e competenze.

Il quadro che emerge dalle dichiarazioni rilasciate rivela un anno in cui i finanziamenti pubblici hanno raggiunto livelli mai visti, accompagnati dalla pubblicazione di nuove strategie nazionali e da una crescente attenzione geopolitica.

Un’impennata di fondi pubblici senza precedenti

Secondo Natalucci, «l’interesse verso le tecnologie quantistiche negli ultimi cinque anni non ha precedenti», un’affermazione che trova riscontro nell’aumento dei fondi allocati dai governi. Se il quinquennio precedente era stato caratterizzato da visioni e roadmap, il 2025 rappresenta un punto di svolta: i Paesi intensificano i finanziamenti diretti, dando concretezza a programmi che fino a poco tempo fa erano soprattutto progettuali.

Natalucci sintetizza il quadro in modo chiaro: «l’aumento dei fondi pubblici» è uno dei segnali che confermano l’arrivo di un vero e proprio quantum shift. Gli investimenti non sono più frammentati, ma iniziano a concentrarsi su infrastrutture, competenze e iniziative strategiche volte a colmare il divario quantistico con Stati Uniti e Cina, Paesi che da anni investono con maggiore continuità e ampiezza.

La crescita dei finanziamenti si accompagna all’aumento del numero di strategie governative pubblicate nel 2025, come sottolineato da Natalucci, che le definisce uno degli indicatori più evidenti di un interesse politico che sta diventando strutturale.

Strategie nazionali sempre più numerose e più dettagliate

Le dichiarazioni di Natalucci mostrano come il 2025 sia stato un anno particolarmente significativo per la pubblicazione di nuove strategie nazionali sulle tecnologie quantistiche. L’intervento cita il dato delle «strategie governative che stanno crescendo» e ricorda il ruolo dell’Italia, che ha pubblicato la propria strategia nell’arco dell’anno, inserendosi così in un gruppo di Paesi che, a livello globale, hanno deciso di definire piani strutturati.

La diffusione di strategie nazionali è un elemento fondamentale per comprendere perché gli investimenti nel quantum computing stiano aumentando. Una strategia non assegna solo priorità tematiche; stabilisce anche un modello di governance e indirizza i finanziamenti successivi. Natalucci evidenzia come le nuove strategie riflettano tre obiettivi ricorrenti: superare la frammentazione interna, delineare una visione industriale comune e costruire percorsi per lo sviluppo di competenze.

Questi elementi risultano particolarmente visibili nella strategia europea, che ha identificato una serie di misure dedicate e ha inserito le tecnologie quantistiche nei piani di coordinamento continentale.

Il ruolo delle tecnologie dual-use nel contesto europeo

Un’altra dinamica che ha contribuito al rafforzamento degli investimenti è la scelta dell’Unione Europea di includere le tecnologie quantistiche nella lista delle dual-use technologies. Natalucci spiega che Bruxelles ha deciso di «listare queste tecnologie all’interno delle tecnologie dual use», attribuendo loro un valore strategico sia per l’uso civile sia per quello militare. Questa scelta introduce implicazioni importanti, perché comporta controlli sull’export e una diversa classificazione delle tecnologie critiche.

Il riconoscimento del quantum come tecnologia dual-use rafforza l’importanza di investimenti pubblici dedicati, poiché rappresenta un settore da proteggere e sviluppare all’interno del contesto europeo. Natalucci ricorda che «storicamente l’economia della guerra e gli investimenti in difesa hanno portato salti tecnologici» e cita esempi come Internet e il computer classico. La conclusione è che anche nel caso del quantum computing, gli investimenti pubblici potrebbero accelerare transizioni tecnologiche già in atto.

Oltre l’Europa: dichiarazioni G7, investimenti americani e nuovi attori industriali

La spinta agli investimenti non proviene solo dall’Europa. Natalucci, riportando quanto accaduto nel 2025, descrive un quadro globale in cui istituzioni e grandi player economici hanno assunto posizioni sempre più decise. Il G7 ospitato in Canada ha lanciato una «Quantum Declaration» volta a rafforzare la cooperazione industriale e scientifica tra i Paesi membri, riconoscendo esplicitamente l’importanza del quantum computing.

Sul fronte degli investimenti privati emergono due elementi distintivi. Il primo è il piano annunciato da JP Morgan, che ha allocato «1,5 trilioni di dollari» in dieci anni per finanziare sfide strategiche, tra cui quelle legate alle tecnologie emergenti e, in modo esplicito, al quantum computing. L’entità della cifra testimonia quanto il settore finanziario consideri strategico il quantum non solo come tecnologia, ma come fattore competitivo per energia, difesa e innovazione industriale.

Il secondo riguarda i movimenti delle aziende native quantistiche. Natalucci ricorda che Xanadu ha annunciato l’intenzione di quotarsi in borsa, affiancando realtà già presenti come IonQ e Quantum Computing Inc. La comparsa di queste aziende nei mercati regolamentati è un segnale di maturazione che contribuisce a rafforzare il volume complessivo degli investimenti e a coinvolgere capitali privati su scala più ampia.

Fondi governativi e mondo privato: due facce della stessa evoluzione

Natalucci chiarisce che l’incremento degli investimenti pubblici e di quelli privati non sono processi indipendenti. Le due dinamiche si rafforzano reciprocamente: i finanziamenti governativi aumentano la credibilità della tecnologia, mentre quelli privati dimostrano che esistono applicazioni e modelli di business concreti da sviluppare.

Natalucci definisce i numeri «segnali che fanno sì che ci facciano dire: siamo effettivamente a un Quantum Shift», mostrando come la convergenza tra investimenti pubblici, strategie nazionali e iniziative industriali stia creando un’accelerazione sistemica.

Un momento unico per i finanziamenti pubblici nel quantum computing

Secondo Natalucci, ciò che accade oggi «è un momento unico rispetto alla storia degli ultimi anni di questo settore». L’espressione non riguarda una generica percezione di crescita, ma la combinazione concreta di fattori: l’aumento dei fondi pubblici, la pubblicazione di nuove strategie governative, l’inserimento delle tecnologie quantistiche tra le dual-use, il rafforzamento delle cooperazioni internazionali, l’interesse crescente degli attori privati.

Questa convergenza definisce un anno in cui gli investimenti nel quantum computing diventano non solo più numerosi, ma più maturi, più coordinati e più orientati a una visione di lungo periodo.

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