A riprova del fatto che solo chi svolge il proprio lavoro puntando alla sufficienza o rifacendosi alla banalità conclamata può temere di essere sostituito da un’Intelligenza Artificiale, basta giocherellare con una qualunque applicazione rinvenibile nel Web supposta a comporre canzoni per rendersi conto che la macchina da sola non ce la può fare. Se ne trovano a bizzeffe, articolate con varie funzionalità, capaci di musicare testi esistenti abbinandoli a generi e voci apparentemente idonei alla richiesta, come pure di comporre liriche su semplice suggerimento di qualche elemento indispensabile alla presunta personalizzazione.
la riflessione
L’illusione della creatività dell’IA in musica: un gioco senza poesia
Le canzoni generate dall’IA, sebbene tecnicamente plausibili, non raggiungono la profondità emotiva e i picchi di arguzia (alla EELST, per intenderci) di cui solo la creatività umana è capace, sottolineando l’importanza del tocco umano nell’arte musicale
Cantautore, librettista, saggista

Continua a leggere questo articolo
Canali
InnovAttori
-

Carlsberg mappa il genoma del luppolo: cosa cambia per la birra
19 Ott 2026 -

Dalla fabbrica connessa all’AI, il percorso di innovazione delle PMI umbre
16 Ott 2026 -

Come l’ERP spinge la trasformazione organizzativa in azienda
16 Ott 2026 -

Costruzioni, comprare tecnologia è facile: farla funzionare molto meno
01 Ott 2026 -

R&D, perché anche nei team tecnici l’adozione dell’AI deve partire dalle persone
30 Set 2026






















