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Fatture rifiutate, e ri-emissione, quando non va emessa la nota di credito



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Analizziamo la situazione partendo dal caso di un’azienda che si è vista rifiutare alcune fatture da un Comune

Pubblicato il 16 feb 2026

Salvatore De Benedictis

dottore commercialista



fattura elettronica, commercialisti, documenti digitali fatturazione elettronica internazionale Nota di credito con cedente/prestatore uguali; dipendente pubblico agricoltore; fattura scartata

DOMANDA
Tra il 2018 e il 2019, la nostra azienda ha emesso ad un Comune alcune fatture relative a prestazioni in appalto che sono state poi rifiutate. Il rifiuto è avvenuto non concerneva uno dei cinque motivi che, da normativa, vengono previsti. Si è andati in causa con questo Comune e, quest’anno, il giudice ci ha riconosciuto parte delle somme derivanti dalle fatture su citate. La domanda è, dobbiamo emettere delle note di credito per annullare le fatture precedentemente emesse e riemettere le fatture per far sì che il Comune possa versare l’Iva in split payment?

RISPOSTA
La questione relativa all’obbligo di emissione di note di credito in relazione a fattura PA rifiutate è stata oggetto di vari interventi (al riguardo vedi anche qui). La sostanza è che la fattura rifiutata, pur esistendo fisicamente presente nel SDI, è irrilevante, perché il processo della sua validazione (con l’accettazione, espressa o tacita) è abortito. Se quindi la fattura rifiutata è come se non esistesse, non può esservi ragione logica o giuridica per neutralizzarla.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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