Il diritto all’oblio non riguarda soltanto i presupposti per ottenere la deindicizzazione, ma anche le condizioni concrete per richiederla. Un modulo che non consente di presentare la documentazione rilevante e una risposta che non spiega le ragioni del rifiuto possono ostacolare l’esercizio del diritto. Su questa base, il Tribunale di Milano ha accolto un’azione inibitoria collettiva sulla gestione delle richieste di diritto all’oblio. Google dovrà consentire agli utenti di allegare documenti e motivare gli eventuali dinieghi sulla base della loro valutazione. Il termine indicato per l’adeguamento è il 15 novembre 2026.
parola alla difesa
Diritto all’oblio, come cambia la richiesta di deindicizzazione su Google
Il Tribunale di Milano ha accolto un’azione inibitoria collettiva contro Google: entro il 15 novembre 2026 i moduli per la deindicizzazione dovranno consentire agli utenti di allegare documenti pertinenti, mentre gli eventuali dinieghi dovranno essere motivati sulla base degli elementi concretamente presentati dagli interessati
avvocata, Studio legale Sarzana e Associati
avvocato, Studio legale Sarzana e Associati, Roma, Professore LUM-Casamassima

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