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L’AI entra negli studi notarili: regole, limiti e responsabilità



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L’IA può dare il meglio nell’antiriciclaggio: raccolta dati, individuazione del titolare effettivo, analisi del rischio e aggiornamento normativo. Se ben governata, trasforma l’adempimento in presidio di tutela, riduce errori e tempi, mantenendo la responsabilità finale in capo al notaio

Pubblicato il 14 gen 2026

Gaia Frunzio

notaia, vicepresidente ASIGN



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Chief AI Officer; AI studi notarili; EVAL-IA




L’intelligenza artificiale sta entrando progressivamente anche negli studi notarili, come tecnologia di supporto all’organizzazione, alla gestione documentale e alla compliance. Una trasformazione che richiede consapevolezza tecnica, attenzione normativa e una chiara delimitazione delle responsabilità, soprattutto alla luce del nuovo quadro regolatorio europeo e nazionale.

Intelligenza artificiale nello studio notarile e limiti dei modelli generativi

I cosiddetti Large Language Models (LLM) sono sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi quantità di testi, capaci di generare linguaggio naturale attraverso correlazioni statistiche. Si tratta di tecnologie potenti, ma strutturalmente prive di comprensione semantica, coscienza e responsabilità giuridica.

Gli output prodotti dipendono dai dati di addestramento e dalla formulazione delle richieste e non possono essere considerati interpretazioni giuridiche né decisioni affidabili. Questo punto è centrale per il notariato: l’IA non interpreta la norma, non indaga la volontà delle parti, non è centro autonomo di assunzione di responsabilità. Tutte funzioni che restano prerogativa esclusiva del notaio.

Intelligenza artificiale nello studio notarile: AI Act e legge italiana 132/2025

Il legislatore europeo ha introdotto una disciplina organica dell’intelligenza artificiale con il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), fondato su un approccio basato sul rischio. I sistemi di IA sono sottoposti a una disciplina che si differenzia in proporzione al loro potenziale impatto sui diritti fondamentali, ponendo in particolare rilievo il controllo umano qualificato.

In ambito nazionale, la Legge n. 132/2025 coordina l’applicazione dell’AI Act e dedica specifica attenzione alle professioni intellettuali. L’art. 13 stabilisce, infatti, che l’uso dell’IA è consentito esclusivamente per attività strumentali e di supporto, con:

  • Divieto di delega decisionale
  • Prevalenza del lavoro intellettuale del professionista
  • Obbligo di informativa trasparente al cliente

Il legislatore, dunque, non vieta l’uso dell’IA nello studio notarile, ma ne delimita rigorosamente il perimetro.

Centralità del notaio nella governance e responsabilità professionale

L’art. 47 della Legge Notarile impone alla categoria di indagare la volontà delle parti e redigere l’atto sotto la propria direzione e responsabilità.

Attività come:

  • L’interpretazione della norma nel contesto del diritto vivente
  • Il dovere di consiglio super partes
  • La valutazione dell’identità, della capacità e dell’assenza di coercizione

non sono demandabili all’intelligenza artificiale. Assunto di recente confermato, in ambito giudiziario, anche dalla giurisprudenza di legittimità che ha ribadito l’esistenza di una vera e propria “riserva di umanità” e autonomia decisionale nell’esercizio del potere giurisdizionale.

Intelligenza artificiale nello studio notarile: dati, evidenze e limiti (Notartel)

Le riflessioni più recenti sul panorama tecnologico del notariato italiano, formulate da Vito Pace, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, e pubblicate da Notartel a settembre 2025, inquadrano l’intelligenza artificiale come una risorsa fondamentale che richiede una fase dedicata di approfondimento e formazione per l’intera categoria. I dati e le proiezioni attuali, come quelli riportati dal rapporto Censis/Confcooperative di marzo 2025, confermano come l’intelligenza artificiale potrà subentrare per gestire le attività automatizzabili, agendo come un valido supporto al lavoro umano, ad oggi insostituibile.

Sebbene l’innovazione tecnologica consenta oggi di disporre di strumenti sempre più sofisticati per l’automazione delle procedure di routine e la gestione delle attività, l’evidenza sottolinea i limiti strutturali degli algoritmi:

  • La generazione automatica di atti notarili oggi non è ancora del tutto affidabile
  • L’IA generalista potrebbe produrre errori giuridici e/o contenuti non aggiornati

Di conseguenza, l’utilizzo dell’IA nel notariato è concepito come uno strumento al servizio della giustizia, che deve essere integrato con le capacità umane e sottoposto al controllo del Professionista, il quale resta l’unico custode dell’etica e della legalità.

IA e antiriciclaggio nello studio notarile: da obbligo a presidio di tutela

Uno degli ambiti in cui l’IA può esprimere maggiore valore è la gestione degli adempimenti antiriciclaggio. Strumenti avanzati consentono di automatizzare la raccolta dei dati, supportare l’individuazione del titolare effettivo, analizzare il rischio e aggiornarsi costantemente sull’evoluzione normativa.

Se correttamente governata, l’intelligenza artificiale consente di trasformare l’antiriciclaggio da mero adempimento formale a strumento sostanziale di tutela, riducendo errori e tempi operativi, mantenendo la responsabilità finale sempre in capo al Notaio.

Il futuro dello studio notarile non è automatizzato, bensì coadiuvato dai nuovi strumenti di IA: più efficiente sul piano operativo, più solido sul piano della compliance, più responsabile sul piano umano.

Note

Di questi temi si è discusso nel webinar “Intelligenza Artificiale nello studio notarile. Casi pratici di applicazione dell’IA nella gestione delle procedure antiriciclaggio”, organizzato da Alavie il 15 dicembre 2025, con relatrice l’autrice dell’articolo.

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