Quando parliamo con un’AI, il problema non è quasi mai “come chiediamo”, ma “che cosa mettiamo sul tavolo”. Il context engineering è l’arte di apparecchiare la scrivania dell’AI: le regole del gioco, i dati giusti al momento giusto, gli strumenti che può usare e il formato in cui vogliamo la risposta. Con un buon contesto, l’AI smette di improvvisare e inizia a lavorare come un collega affidabile.
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Il context engineering fa funzionare la GenAI in azienda: ecco come
Il context engineering porta la GenAI oltre il prompt: progetta contesti, integra RAG, memoria e strumenti, adotta standard come MCP e rafforza sicurezza OWASP. Così gli LLM diventano affidabili in produzione, riducono allucinazioni, abilitano agenti e workflow, generando ROI misurabile
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